Capitolo 48

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-Brittany

Gesù, Giuseppe e Maria … cosa avevo fatto per meritarmi tutto questo?
“Che ci fai qui?” Chiesi a Carly in tono agitato. Lo sguardo pieno di ira dei miei genitori mi fece rabbrividire. 
“Avevo pensato di venirti a fare un saluto ma a quanto pare stavi venendo a casa mia per fare i compiti d’Italiano?” Mi fisso sorpresa. 
“Già …” Mi dondolai sui talloni a disagio. “Sono arrivata a casa ma tu non c’eri …” 
“Sono passate due ore Brittany.” Mio padre sbottò, le sue labbra serrate. “Ti dispiacerebbe dirci dove sei stata per due?”
Mi sentii la bocca seccarsi, i miei piedi incollati al pavimento e nel mio stomaco si formò un nodo. “Io--”
“E non mentirci.” Disse mia madre con tono violento e freddo. 
Lanciai uno sguardo a Carly, la quale era immobile. Aggrottai la fronte confusa. 
Qualcosa doveva essere successo. 
“Che sta succedendo?” Chiesi ad alta voce. 
Carly si inumidii le labbra evitando il mio sguardo mentre i miei genitori continuarono a fissarmi delusi. 
“Dicci la verità Brittany.” Disse papà. “E non provare a cambiare argomento.”
“Non sto cercando di cambiare niente. Sono seriamente confusa …” Mormorai guardandomi intorno. Fu in quel momento che vidi Chris sulle scale. 
Cercai di decifrare l’emozioni sul suo volto e cosa stava cercando di farmi capire. Per facilitare le cose, Chris mosse le labbra senza far uscire una parola. Lessi il labiale: ‘Lorenzo’ ‘Carly’, quasi immediatamente capii cosa intendesse dire. 
Serrando la mascella, annuii a Chris per poi lanciare verso Carly il più sentito sguardo di disgusto.
“Brittany … Stiamo aspettando… ” Mio padre tamburellò il piedi contro il pavimento impazientemente. 
“Perché dovrei dirtelo?” Lo guardai. “Sono sicura che Carly abbia già detto tutto quello che avevate bisogno di sentirvi dire.”
La sua testa scattò non appena le parole uscirono dalla mia bocca. Il messaggio di Chris era stata decifrato bene. 
“Brittany --”
“Come hai potuto?” Sbottai. “Eri la mia migliore amica!”
“Io sono la tua migliore amica!” Alzò il tono di voce.
“No!” Corressi. “Non lo sei perché se tu lo fossi stata, non mi avresti fatto questo.” Scossi la testa. “Ti odio.”
“Brittany!” Mia mamma strillò delusa dalle parole che avevo usato contro Carly. Ma, onestamente, non mi interessa più. 
“Esci da casa mia.” Indicai la porta. “E cancella il mio numero di telefono dal tuo cellulare. Ho chiuso con te.”
“Stai per mettere fine alla nostra amicizia per colpa di un ragazzo?” Disse incredula e shoccata dalla mia reazione. 
Risi sarcasticamente. “Non centra niente Lorenzo. E’ perché hai fatto la spia alle mie spalle.”
“Brittany Maltarina!” Mia madre urlò. “Non ti azzardare di sgridare Carly quando ti stava solo proteggendo!”
“Proteggermi?” Urlai. “Pensi che stesse cercando di proteggermi? Proteggermi da cosa?”
“Da un criminale!” Mio papà sbottò, la sua voce piena di delusione. “Come hai potuto farci questo, farti questo?”
“Lorenzo non è un criminale! Non lo conosci e neanche tu!” Indicai Carly. 
“So abbastanza per sapere che è pericoloso!” Carly alzò il tono di voce in modo frustrante. 
“E come lo sapresti?” La guardai dritto negli occhi. 
“Perché le persone dicono--”
“Persone.” Risi scuotendo la tosta. “Loro, non sanno neanche chi sia! Nessuno lo sa. Solo perché non gira in città facendo conversazione con chiunque o perché non è amico di tutti i giocatori di football, non significa che lui sia tutta questa cattiveria.”
“Loro hanno visto. Brittany, loro sanno cosa fa. Noi tutti lo sappiamo!” Sollevò le braccia. 
“Stai con lui tutti i giorni? Sei cresciuta con lui? Come fai a sapere che tutte quelle cose che dicono le persone non siano bugie? Lo sai quanto si disperino le persone se non hanno un pettegolezzo!” 
“Brittany!” Disse mia madre. 
“Che vuoi?” Urlai.
“Linguaggio!” 
“Non me ne frega un cazzo!”
“Non usare quelle parole quando parli con tua madre!” Urlò mio padre. 
Alzai gli occhi al cielo. “Io lo conosco e quello che la gente dice sul suo conto è solo una bugia!”
“Quindi è vero …” Sussurrò mia madre incredula. “Hai seriamente visto questo ragazzo alle nostre spalle?”
Mi voltai verso di lei. “Mamma…”
“La ragione dei tuoi ritardi a casa era perché dovevi stare con un criminale…” Mio padre scosse la testa. 
“No, non è così … E’ che io,” Sospirai. “Vi prego, ascoltatemi.”
“Ci hai mentito, Brittany.” Mio papà sbottò di rabbia. “Ti abbiamo chiesto infinte volte dove eri stata e ti abbiamo dato opportunità, opportunità e ancora opportunità per dirci la verità ma tu, invece, hai deciso di mentirci in faccia. Come facciamo a credere che tu non ci stia mentendo un’altra volta?”
“Se ve l’avessi detto, vi saresti arrabbiati con me e mi avreste proibito di vederlo--”
“Dannatamente vero! Te l’avremmo proibito!” Urlò papà. “Hai sedici anni, Brittany. Esci di casa di nascosto, ci menti … da quanto hai iniziato a frequentare questo ragazzo, non sei più la stessa di una volta.”
“E come ero? … Confinata? Annoiata dal fatto di non poter vivere la vita a modo mio?” Sorrisi sarcasticamente incrociando le braccia contro il petto.
“No. Portavi rispetto e non andavi a giro ingannandoci. Eri semplice e riconoscevi cosa era sbagliato da cosa era giusto. Hai incontrato questo ragazzo da poco e già ha avuto un forte impatto su di te -- non positivamente.”
“E’ stata una mia decisione di mentirvi. Non sua. Lui non è me, papà. Non mi comanda. Faccio quello che io voglio fare.”
“Quindi è stata una tua scelta di andare in giro facendo la figura della puttana?” Disse a denti stretti facendo spalancare la bocca a tutti, inclusa me. 
“Tom …” Sussurrò mamma posando una mano sulla sua spalla. 
Papà, in ogni caso, scrollò le spalle continuando a fissarmi con uno sguardo pieno di delusione. “Sono veramente deluso di te Brittany. Dopo tutto quello che io e tua madre abbiamo fatto per te … ci ripaghi così. Non riesco neanche a guardarti in questo momento.” Scosse la testa distogliendo lo sguardo. “Vai in camera tua e non uscire finché non ti viene detto.” 
Sentii il cuore spezzarsi. Potevo sentirlo rompersi in mille pezzi mentre le lacrime arrivavano sulla superficie dei miei occhi.
Guardandomi intorno, deglutii. “Mamma?”
“Vai,Brittany.” Sussurrò.
Sentii il mio cuore spezzarsi ancora di più mentre cercai il coraggio di annuire. Iniziai a salire le scale ma mi fermai quando passai davanti a Carly. “Grazie, migliore amica.” Mormorai in disgusto prima di sorpassarla e scomparire al piano di sopra. 

Danger {Crookids}Leggi questa storia gratuitamente!