Capitolo 46

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-Lorenzo

Il fatto che fossi incazzato e che avrei potuto uccidere chiunque doveva essermi scritto in fronte perché Brittany notò subito qualcosa di strano nel momento in cui mi sedetti in macchina. 
“Stai bene?” Chiese con preoccupazione e confusione nel suo tono.
Serrai la mascella cercando di controllare tutta la rabbia in modo da non sfogarmi contro di lei. 
Inumidendomi le labbra, girai le chiavi nel nottolino mettendo in moto. “Sto bene.” 
Con la coda dell’occhio potevo vedere Brittany a disagio. Cercò di farmi una domanda ma si rimangiò tutto per non farmi innervosire ancora di più. 
Che brava ragazza. Dissi fra me e me. Svoltando l’angolo mi sentii le vene pompare non sangue ma veleno.
Appoggiando il braccio sinistro sopra il voltane, mi allungai verso il cruscotto per trovare l’unica cosa di cui sentivo il bisogno.
Afferrando un pacchetto di sigarette ritornai alla posizione iniziale. Spostai lo sguardo dal pacchetto alla strada cercando di non fare un incidente prima di tirare fuori una sigaretta e dal mio giacchetto un accendino. Buttai il pacchetto nel cruscotto e l’accessi. 
Feci un lungo tiro facendo rilassare i miei muscoli. Feci un sospiro di sollievo realizzando che era da tanto che non mi godevo una sigaretta. Abbassa il finestrino per cambiare aria quando realizzai che il fumo aveva annebbiato tutta la macchina. 
Brittany osserva tutto intensamente. Le sue labbra arricciate su un lato, le sue sopracciglia perfette aggrottate. Sembrava come se stesse pensando. 
Sospirando, fermai la macchina ad uno stop. “Che c’è?” Sbottai. 
Dal modo in cui i suoi occhi sgranati mi guardavano, sembrava come se fosse sorpresa dalla mia domanda.
“Nulla…”
“Non dirmi cazzate, Brittany.” Mormorai facendo un altro tiro. 
“Non st-”
“Ho detto,” La interruppi con tono severo. “Non dirmi cazzate.” I miei occhi erano cupi mentre fissavo quei suoi occhi pieni di luci. 
Deglutendo, si inumidì le labbra. “Io -- è che --” Fece una pausa seguita da un sospiro frustrato. “Sembri …”
“Sputa il rospo, Brittany.” Dissi nervoso cercando di non lasciare al mostro che era in me di prendere il controllo. 
“Sembri teso, okay? Come se ci fosse qualcosa che stia infastidendo.” Brittany disse tutto senza neanche prendere fiato. 
Serrai le labbra guardando di fronte a me tutte le macchina sfrecciare una dietro l’altra, le nuvole si spostavano, il sole illuminava tutta la città; sopra di noi però c’era il buio. 
L’aria intorno a noi diventò pesante nel momento in cui i flashback di qualche minuto prima ritornarono in mente.
“Non ci vorrà molto prima che la tua ragazza urlerà il mio nome per averne di più.” Sussurrò Sharif sarcasticamente. 
Le mie mani divennero pugni. Non ci stetti molto prima di afferrarlo dalla maglia e sbatterlo contro la parete. 
“Sei fossi in te, starei attento a cosa dire.” Urlai con la faccia a pochi centimetri dalla sua. 
Sharif, al contrario, rise. “Le tue minacce non mi toccano, Paggi.”
“Dovrebbero.” Dissi a denti stretti. “Se vuoi continuare a vivere, intendo dire.” Feci un mezzo sorriso. “Tu mi sottovaluti, Elfishawi. Non ho paura di farti saltare la testa - adesso, in questo preciso istante.”
“Non lo faresti.”
Alzai un sopracciglio. “Scommettiamo?”
Sharif rimase in silenzio continuando a fissarmi. 
“Se provi ad avvicinarti a lei o anche ad allungare un dito su di lei, mi assicurerò di farti assaporare una morte lenta e dolorosa e quando avrò finito, non lascerò nessun indizio dietro di me.” Dissi abbassando il tono di voce. “E comunque non è che hai qualcosa per cui valga la pena di vivere.” Inclinai la testa su un lato sapendo di aver colpito il suo punto debole. “Voglio dire, i tuoi genitori e tuo fratello sono morti giusto?” Sorrisi nel momento in cui lui non disse niente. “Che succede? Il gatto ti ha mangiato la lingua, Elfishawi? Ho colpito un punto debole?” Sorrisi diabolicamente. 
La mascella di Sharif si contrasse, nei suoi occhi si potevano leggere minacce di morte. Con tutta la forza che aveva in corpo, cercò di spingermi va ma mi fece solo barcollare per qualche secondo prima che mi ricomposi. 
“Se qualcuno mi sottovaluta, quello sei tu.” Urlò Sharif. 
“Non ho paura di te.” Sbottai. 
“Dovresti averne.” Sharif sorrise cupamente. “Perché, sai .. Non ho paura di fare esplodere la tua ragazza in mille pezzi.” 
Mi ghiacciai fissandolo. 
“Ti ricordi i vecchi tempi quando eravamo compagni?” Sharif continuò a provocarmi. 
“Non siamo mai stati amici.” Dissi sbottando. 
“Perché? … Oh, ricordo …” Sharif schioccò le dita facendo finta di essere sorpreso. “E’ perché la tua famiglia ha rinnegato la tua patetica faccia da culo? Amico,” Scosse la testa. “Pensavo che l’avessi superato.”
Contrassi la mascella. “Stai zitto!” Urlai. 
“Che succede? Ho toccato un punto debole?” Sharif mi prese in giro usando le mie stesse parole. “O forse perché la tua famiglia non è il problema …” Fece una pausa. “E’ forse per il fatto che per colpa mia, la tua preziosa sorellina, Francesca, è morta?”
In quel momento era come se tutto il mondo intorno a me stesse rallentando, tutto tranne io e Sharif. Le mie emozioni esplosero, le mie guance si arrossirono dalla rabbia nel momento in cui Sharif riportò a galla quel giorno che speravo di dimenticare. 
“Stai zitto!” Urlai un’altra volta con il volto arrossato. 
“Che succede?” Sharif alzò le mani in aria prima di riportarle ai suoi fianchi. “Non riesci ad affrontare il passato, Paggi?” Urlò facendo rimbombare la sua voce nell’aria. “Come ti senti?”
“Vaffanculo.” Sbottai prima di portare il braccio indietro per poi scaraventare il mio pugno sulla sua faccia. Lo afferrai dal colletto della maglia e lo colpii un’altra volta, sempre tenendolo contro la parete. “L’ho già superato, Elfishawi.” Sussurrai cupamente. “Ma adesso?” Serrai i denti. “La mia pazienza si sta esaurendo e voglio finirti.”
“Non ne avresti il coraggio.” Disse. “Non ho avuto paura ad uccidere Francesca e sono sicuro che non avrò neanche paura ad uccidere la tua preziosissima ragazza.” Alzò in tono di voce. 
“Tocca Brittany e ti spezzo in due.” Dissi urlando cercando di parlare il più lento e chiaro possibile. “Hai capito?”
Sharif mi spinse via, il suo volto rosso dalla rabbia. “Ricorda Paggi, le scommesse non mi fanno paura.”
“Questa non è Las Vegas, amico.” Feci un mezzo sorriso. “Sono il protagonista in questa città.”
“Non per molto.”
“Vedremo.” Mi allontanai. “Oh e Elfishawi?” Mi voltai verso di lui. “Parla ancora di Francesca e vedrai un lato di me che non hai mai visto prima. Te lo posso assicurare.”
La mano di Brittany si posò sopra la mia riportandomi alla realtà. Sospirai. “Hai ragione.” Sussurrai a bassa voce. 
Brittany mi fissò con occhi ben aperti. “Davvero?”
Annuii inumidenti le labbra. “C’è qualcosa che mi sta infastidendo.” La guardai. “Ma non è niente di cui tu ti debba preoccupare, okay?” La mia faccia si rilassò guardandola. Allungandomi, accarezzai i suoi zigomi con le mie dita. “Me ne occupo io.”

Danger {Crookids}Leggi questa storia gratuitamente!