Capitolo 37

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-Brittany
Ero sicura che dal modo in cui Justin aveva risposto a Kayla, lei se ne sarebbe andata ma invece, con mia sorpresa, rimase. 

“Ho sentito cosa ti è successo,” Passeggiò per la stanza, il suo mento alzato e un mezzo sorriso sulle sue labbra rosse. “E’ un peccato che tu non sia morto.” Disse serrando i denti. 

Alzai un sopracciglio. Chi diavolo pensava di essere questa stronza?

I muscoli facciali di Lorenzo si contrassero, il suo corpo prese una posizione di difesa. “Fottiti Kayla prima che io–” 
“Prima che tu cosa?” Disse ridendo. “Hm?” Inchinò la testa da un lato. 
“Ti uccido.” Disse Lorenzo in modo violento. 

Mi morsi il labbro sentendo le parole pesanti che aveva appena detto perché, sotto sotto, sapevo che faceva sul serio. Per esperienza sapevo che non aveva paura di picchiare una ragazza, non importa se emotivamente o fisicamente – non che mi avesse picchiato ma mi aveva sbattuto contro la macchina e mi aveva fatto male. 

Mi aspettai che Kayla uscisse ma invece rise facendo serrare la mascella a Lorenzo. 
“Che cosa c’è di così tanto divertente?” Disse quasi urlando. 
Sorridendo in modo provocante, scosse la testa. “C’è che mi minacci così tante volte. E’ vergognoso il modo in cui tu pensi che io ci creda.” 
“Non mi conosci.” Sbottò. 
“Oh, invece si.” Sorrise maliziosamente facendomi sentire una strana sensazione. “E so che non alzeresti neanche una mano su di me.” 
Questa affermazione fece alzare un sopracciglio a Lorenzo, un mezzo sorriso sulle sue labbra. “Indovina? Per essere una persona che mi conosce, non sai cosa sono capace di fare.”
“Sembra che ti stai dimenticando delle cose Paggi, non mi sorprenderei se ti fossi già dimenticato di tutte le volte che mi hai minacciato ma che alla fine non hai fatto niente.” 
Fu Justin a ridere. “Certo che non l’ho fatto. Sei stupida? Avevo bisogno di te per buone ragioni. Come potevo ucciderti?” Sorrise cupamente. 

Lorenzo colpì un punto debole perché l’umorismo sul volto di Kayla scomparve, lasciando posto ad uno sguardo minaccioso. “Vai all’inferno Paggi.”
“Ci vediamo lì, amore.” Fece l’occhiolino sarcasticamente. 

Non riuscii a non aggrottare la fronte per il nomignolo che aveva usato per chiamarla, il mio corpo venne preso dalla gelosia. 

Kayla fissò Lorenzo con disgusto. “Sei uno spreco di vita.”
“E tu sei uno spreco di tempo. Togliti dal cazzo Kayla!”
“Con piacere.” Sbottò. 
“E attenta a non sbattere la testa contro la porta.” Ridacchiò. 
Kayla si voltò immediatamente verso di noi facendomi alzare gli occhi al cielo. 
Perché non poteva finirla lì? Stava iniziando a innervosirmi e non la conoscevo neanche. 

“Un’ultima cosa.” Alzò un dito. 
“Cosa vuoi?” Lorenzo urlò. 
“Non sto parlando con te.” Gli lanciò un’occhiata nella sua direzione prima di guardarmi. “Sto parlando con il tuo giocattolino sessuale quaggiù.”
Sgranai gli occhi. 
“Non chiamarla in quel modo.” Lorenzo grugnì. 
Kayla la ignorò facendo un passo avanti. “Lasciami essere onesta e avvertiti che ti sta solo usando. Non ci tiene a te e non gli interessa come ti senti. Tutto quello che gli interessa è quello che hai sotto i vestiti.” Scrollò le spalle. “E’ un pecatto che ti abbia visto la metà.”
Arrossii di imbarazzo realizzando che ero in reggiseno.
“Non immischiarti, Kayla.” Sbottò Lorenzo.
“Fottiti.”
“Nah,” Scosse la testa. “Già sentito, già fatto.” Fece un mezzo sorriso. “Non è niente di speciale.”

Aggrottai la fronte. Cosa intendeva dire? 
Kayla lo guardò, rimase in piedi con posizione mostrando che le sue parole non la toccavano. Scrollò le spalle prima di voltarsi e uscire dalla stanza, sbattendo la porta dietro di lei.

“Che cazzo è appena successo?” Mormorai dopo qualche secondo di silenzio. 
“Niente, ignorala e basta. Sta mentendo.” Mi rassicurò con un bacio sulle labbra prima di accarezzarmi la guancia con il pollice.
Mi morsi il labbro. “Chi era comunque? Tipo … chi è esattamente?”
Lorenzo scosse la testa. “Non è nessuno di importante.”

Sentii il mio stomaco chiudersi. Sapevo che stava nascondendo qualcosa e mi uccideva sapere che stava iniziando di nuovo a mentirmi anche quando avevamo già discusso a proposito. 

Premendo le mie mani contro il petto, lo spinsi via prima di sedermi. 

“Che stai facendo?” Mi chiese spiazzato.
“Abbiamo appena chiarito tutta questa storia delle bugie promettendoci di non avere più segreti fra di noi e tu, invece, lo fai di nuovo.” Mi lamentai in un solo respiro, scuotendo la testa delusa. 

Volevo che funzionasse ma come poteva una relazione andare avanti se non potevamo mantenere le promesse?

“Non sto mentendo.” Mormorò Lorenzo. “Ti giuro che non è nessuno.”
“ ‘nessuno’ ” Quotai con le dita, “entra in camera senza motivo e ti augura la morta, Lorenzo?” Alzai gli occhi al cielo, incrociando le braccia al petto. 
“E’ quello che fanno le troie e lei è così.” Annuì approvando la descrizione che aveva dato. 
Sospirai, chinandomi e afferrando la maglietta dal pavimento per poi mettermela. 
“Brittany–”
“No.” Misi una mano in aria. “Perché non puoi essere onesto una volta per tutte senza esitare o senza darmi una risposta che intenda perché-non-la-finisci!”
“Ti sto dicendo la verità!” Urlò Lorenzo in modo disperato, facendo scorrere una mano fra i capelli tirando sulle punte in frustrazione. “Dannazione, Brittany …” Mormorò. 
Feci un respiro profondo, fissandolo con uno sguardo triste. 
Massaggiandosi la nuca, scrollò le spalle. “Ok, vuoi sapere chi è?”
Annui. “Per favore.” Supplicai. 
Sospirò, facendo schioccare le mani sulle sue cosce. “Bene, te lo dirò.” 
Mi morsi il labbro aspettando una risposta. 
“Fa parte del gruppo.”

Danger {Crookids}Leggi questa storia gratuitamente!