Capitolo 47

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-Brittany

“Non hai niente da preoccuparti.” Sussurrò Lorenzo. 
Annuii dolcemente e sorridendo. “Okay.”
Deglutendo, Lorenzo si inumidii le labbra rimettendo in moto la macchina. 
Sapevo che c’era qualcosa, e quel qualcosa lo stava disturbando ma era meglio stare zitti e lasciare che si occupasse dei suoi affari. 
Non ci volle molto tempo che Lorenzo svoltò nel mio isolato e dopo qualche minuti si fermò a pochi metri da casa ma. 
Togliendomi la cintura di sicurezza, mi voltai verso Lorenzo. “Grazie.” Sorrisi. 
Lorenzo annuì fissando la strada fronte a lui. “Nessun problema.” Mormorò. 
Serrai le labbra non sapendo se avrei dovuto dire qualcosa o andarmene via. 
Notando il mio stato in confusione, Lorenzo mi guardò; i suoi occhi sprofondavano nei miei con solennità. “Ti amo, lo sai … vero?” Chiese a disagio. 
Aggrottai la fronte. “Sì e ti amo anche io.” Lo fissai con uno sguardo triste, sentendomi lo stomaco chiudersi. 
“Vieni qui.” Indicò di allungarmi. 
Mi morsi il labbro prima di avvicinarmi più vicino a lui.
Posando una mano sulla mia guancia, si avvicinò fino a che le nostre labbra non si incontrarono diventando un tutt’uno. 
Mi persi in quel bacio sentendo il suo palmo accarezzare la mia guancia. Afferrandomi il fianco, Lorenzo mi spinse un po’ all’indietro facendomi toccare con la schiena la portiera. 
Gemetti contro le sue labbra, accarezzando i suoi capelli scompigliati. 
Rompendo il bacio, Lorenzo si leccò le labbra. “Ci vediamo domani?”
Annuii, baciandolo un’altra volta prima di aprire la portiera e uscire. Chiudendola, lo salutai con la mano e mi incamminai. 
Lorenzo aspettò finché non entrai in casa prima di mettere in moto la macchina e partire. 
“Mamma! Papà! Sono a casa!” Dissi togliendomi le scarpe. 
Andai verso il salotto dove mi aspettavo di vederli guardare la TV ma invece, con mia sorpresa, li trovai con le braccia conserte, la rabbia evidente sui loro volti.
“Carly?” Domandai shockata. 
Tana per Brittany.


-Lorenzo

“E’ dovuto andare via.”
Dopo aver accompagnato Brittany a casa, raccontai a Jacopo della discussione con Sharif. 
“Cazzo Paggi, smettila con le stronzate che fai con Elfishawi. Abbiamo bisogno di lui per le bombe--” Jacopo iniziò a specificare prima che io lo interruppi. 
“Dimenticati di quelle cazzo di bombe!” Dissi alzando il tono della voce.
Jacopo mi fissò sorpreso dal mio scatto d’ira. Il mio petto si muoveva freneticamente dalla rabbia. “Non me ne frega niente. Tutto quello che mi interessa è sbarazzarmi di lui il prima possibile.”“Non possiamo ucciderlo, Paggi. Non è così che funziona.”“Uccidiamo i nostri nemici, giusto? Le persone che minacciano le persone a cui teniamo?” Aspettai mentre Jacopo mi continuò a fissare. “Ho ragione?” Sbottai. Jacopo sospirò annuendo. “Sì, sì ma dannazione Lorenzo! Non possiamo ucciderlo, cazzo!”“Io credo di si.” Dissi a stringendo i denti. “No, non possiamo.” Jacopo scosse la testa. “La polizia farebbe di tutto per sapere come il famoso Sharif Elfishawi sia morto. E’ troppo rischioso, non possiamo farlo.”“Ho ucciso Parker e non ci sono state complicazioni--”“Sembra che tu ti sia dimenticato che la tua piccola fidanzatina ha assistito.” Sottolineò Jacopo. Serrai i denti. “Sai cosa?” Lo fissai con occhi fumanti di rabbia. “Fai come ti pare. Lo farò per conto mio. L’ho già fatto prima.”“Non puoi ucciderlo da solo, Paggi.” Disse Jacopo alzando il tono di voce. “Smettila di pensare con il culo e inizia ad usare il cervello!”“Lo sto usando e in questo momento il mio cervello mi sta dicendo di uccidere quel pezzo di merda.” Dissi nervoso.“E’ come se tu stessi chiedendo di finire in prigione.”

“Se uccidere quel pezzo di merda significa ciò, allora che succeda.” Mi voltai per andarmene. 
“Ascolta Paggi, lo so che ti importa di quella ragazza ma non ne vale la pena. Per nessuna ragazza.” Disse alle mie spalle. 
Mi fermai immediatamente. “Non parlare di lei in quel modo.”
“Era per dire fratello, stai rischiando di finire in un sacco di merda.”
“Non lo sto facendo solo per Brittany, Jacopo. Lo sto facendo per me stesso. Lo sto facendo per mettere una fine.” Feci una pausa inumidendomi le labbra. “Lo faccio per Francesca.”
Al suo nome, Jacopo si ghiacciò. Mentre realizzava ciò che avevo detto, sospirò. “E’ da tanto che non ne parli …” Mormorò Jacopo. 
“Sì, beh, non ci pensavo più fino a quando Sharif non l’ha tirato fuori minacciando di fare le stesse cose che ha fatto, ma questa volta a Brittany.”
“Cazzo,” Sbottò Jacopo facendo scorrere una mano tra i capelli. 
“Esatto.” Mormorai. “Solo tu sai perché ho bisogno di farlo.” 
“Lo so, credimi, hai ragione, lo so ma …” Scosse la testa un’altra volta. “Francesca non vorrebbe che tu rischiassi la tua vita in questo modo.” 
“Tu non sai cosa Francesca vorrebbe e neanche io. E’ morta, ricordi? Non è qui a parlare e questo è il motivo per cui devo farlo adesso.”
“L’avrei potuto fare anni fa ma hai deciso di no.”
“Sì perché sapevo che se l’avessi fatto a quell’epoca, Francesca non avrebbe voluto. Mi avrebbe odiato.”
“E allora perché farlo adesso?” Chiese Jacopo in modo confuso. 
“Perché,” Feci una pausa. “Francesca mi diceva sempre che se mai avessi trovato la ragazza giura, di non lasciarla mai andare e adesso, Brittany è quella giusta e non lascerò che Sharif o chiunque altro si metta nel mezzo ferendola. 
Jacopo mi fissò senza parole. 
Sapeva che avevo ragione, solo che non lo voleva ammettere. 

Lo guardai per l’ultima volta prima di uscire dalla stanza. Uscendo, sentii Jacopo dire parolacce seguite da un pugno contro la parete.

Danger {Crookids}Leggi questa storia gratuitamente!