Capitolo 45

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 Premetti la mia mano contro la sua schiena cercando disperatamente di non fargli iniziare una discussione in cui sarebbe potuto finire morto.
Il suo corpo si rilassò sotto il mio tocco ma il suo sguardo freddo era ancora puntato sugli occhi di quello che Lorenzo aveva chiamato Elfishawi. 
“Rilassati fratello,” Disse Riccardo. “Non farlo di nuovo.”
Elfishawi sfoggiò un sorriso pieno di prese di giro. 
“Non so per quale motivo stai sorridendo Elfishawi perché lo stesso vale per te. Tieni la bocca chiusa e smettetela con le cazzate. Non hai nessun diritto di rivolgerti in quel modo con lei.”
Sorrisi appena ringraziando mentalmente Riccardo. 
Fu in quel momento che qualcosa deve aver fatto accendere la lampadina che aveva in testa perché i suoi occhi si spalancarono mentre annuì a se stesso. “Ah, tu deve essere la fidanzata …” Sorrise maliziosamente, allungando la mano. “Io sono Sharif. Sharif Elfishawi.”
E in quel momento realizzai. Ecco perché mi era così familiare. Lui era quel Sharif Elfishawi che tutta Las Vegas stava cercando. Era sui giornali quasi ogni settimana con l’accusa di bombardamento ma non nessuno aveva mai avuto abbastanza prove per incriminarlo. Sentii una scarica di adrenalina percorrermi la schiena. 
“Tieni le mani per te.” Si intromise Lorenzo. 
Sharif alzò le mani in difesa. “Rilassati fratello, stavo solo cercando di fare amicizia con la tua ragazza in modo gentile.”
“Sì certo, hai avuto il tuo momento per conoscerla.”
“L’ho appena incontrata.”
“E non me ne frega niente.”
“Non hai ancora risposto alla mia domanda.”
“Quale?”
“Da quando lasciate le ragazze entrare nei vostri affari? Anche se sono le vostre ragazze?”
“Lei può stare, ecco perché.” Disse Jacopo nel momento in cui Lorenzo stava per rispondere. 
Sharif alzò un sopracciglio. “Beh, è la prima.”
“Okay abbiamo finito con le domande. Dicci cosa volevi farci vedere.” Disse Lorenzo infastidito e visibilmente annoiato da tutta quella situazione. 
Sharif alzò le spalle, concludendo la discussione di pochi minuti prima. “Seguitemi, allora.” Indicò la porta con la testa. “Dobbiamo guidare fino al lago di Lost Wood. Non ci sarà mai nessuno lì ed è lontano dalla città. Nessuno vedrà niente. Sarà più facile testarle.”
“Va bene allora, andiamo.” Jacopo si alzò e in pochi secondi eravamo già tutti alle macchine. 
Decisero di prendere il furgone di Sharif. Sedendosi, mi fecero mettere sulle gambe di Lorenzo mentre Riccardo si sedette accanto a noi, Jacopo di fronte accanto a Sharif e tutti gli altri dietro. 
Sprofondai la testa sulla spalla di Lorenzo mentre Sharif iniziò a guidare verso questo posto in cui avremmo testato le bombe. 
“Siamo quasi arrivati.” Sussurrò Lorenzo nel mio orecchio. 
Annuii in risposta. 
Dopo qualche minuto, Sharif fermò la macchina togliendo le chiavi per poi uscire definitivamente dal furgone. Essendo l’ultima ad uscire chiusi la portiera, poi seguii Lorenzo mentre iniziammo a camminare dentro la foresta. 
Mi morsi il labbro ricordando che era la foresta dove vidi per la prima volta Lorenzo e quello di cui era capace. Feci una smorfia per poi sorridere realizzando che era grazie alla mia disattenzione che adesso avevo lui nella mia vita. 
Lorenzo sembrava pensare alla stessa cosa perché becchettò il lato della mia testa sorridendo. 
Arrossii. 
“Okay, le vado ad attaccare al capannone laggiù. Quando torno, premo il bottone e dovrebbe saltare tutto in aria.”
“Okay ma fallo.” Disse Lorenzo infastidito distogliendo lo sguardo da me. 
Sharif alzò gli occhi al cielo, afferrando le bombe prima di incamminarsi verso il capannone dove avrebbe posizionato tutto quanto. 
“Dovremmo premere il pulsante adesso e vedere se uccidono.”
Colpii il braccio di Lorenzo. “Non è divertente.” Dissi. 
Fece spallucce. “Per me sì.”
Alzai gli occhi al cielo, concentrandomi di nuovo su quello che stava per succedere. 
Sharif ritornò qualche minuto più tardi. “Va bene. Siete pronti ragazzi?”
Annuimmo. 
“Okay,” Sharif afferrò il detonatore. “Uno … Due … Tre!” Spingendo il pulsante rosso, coprimmo i nostri orecchi con le nostre mani. Lorenzo, invece, coprì con le sue mani le mie già sapendo che il rumore sarebbe stato troppo forte per le mie orecchie delicate. Sembrava come se lui fosse abituato e non lo disturbava per niente. 
Il capannone saltò in aria in mille pezzi senza lasciarlo neanche uno intatto. 
Sharif si alzò in piedi sorridendo a cosa aveva appena creato. “Perfetto.”


-Lorenzo

Quando tornammo a casa, ci sedemmo tutti sul divano ridendo e scherzando. Brittany si stava abituando all’idea di sedersi sulle mie gambe con i ragazzi nella stessa stanza. Ero sicuro che ai ragazzi piacesse. 

Anche Sharif era seduto con noi e, per quanto lo odiassi, era un ragazzo di buona compagnia. 
“Cosa hai fatto al collo, Paggi?” Sharif fece un mezzo sorriso. 
Feci una smorfia. 
Mi rimangiai il complimento che gli avevo fatto pochi secondi prima. Quel coglione era ancora fastidioso. 
“Era quello il motivo così importante per cui non volevi entrare in casa?” Jacopo mi stuzzicò reggendo il gioco a Sharif. 
Brittany si morse il labbro, le sue guance erano diventate di un colore rosso. 
“Non essere arrabbiato solo perché non hai figa.” 
Brittany si mosse a disagio per le parole che avevano lasciato la mia bocca e quasi immediatamente mi pentii. 
Strinsi i suoi fianchi tranquillizzandola, guardandola in modo simpatico. 
Sharif alzò un sopracciglio per mettermi alla prova. 
Feci lo stesso sapendo che, se voleva iniziare una discussione non mi sarei tirato indietro. 
Al contrario, sorrise e scosse la testa mettendo fine all’argomento. 
Sorrisi cupamente. 
Un ora dopo, Brittany scattò in una posizione di allerta. “Merda, devo scappare.”
Grugnii. “Davvero, piccola?”
“Sì, ho promesso a mia madre di ritornare a casa per le sei.” Aggrottando la fronte, fece scontrare il più veloce possibile le sue labbra contro le mie prima di alzarsi. 
“Awwww!” I ragazzi fecero un coro ridendo in modo infantile. 
“Zitti.” Risi alzandomi in piedi. “Andiamo piccola, ti porto a casa.”
“Sei sicuro?” Mi guardò con quei suoi occhi grandi. 
Sorrisi. “Certo. Non ti lascio tornare a casa con questo buio. Aspettami fuori, vado in camera a prendere qualcosa da mettermi sopra e le chiavi.”
Annuendo, si voltò per uscire da casa ma non prima di abbracciare tutti quanti .. Incluso Sharif. 
Corsi al piano di sopra afferrando le chiavi della macchina e una giacca di pelle. Nel momento in cui stavo per uscire di casa, trovai Sharif in piedi sul portico con le braccia conserte e i suoi occhi che luccicavano di guai. 
“Che cazzo vuoi Elfishawi?”
“Oh, niente …” Si dondolò sui piedi. “Pensavo che avrei dovuto dirti un piccolo segreto.” Rise in modo meschino. 
Inarcai un sopracciglio. “Di che si tratta?”
Sorridendo maliziosamente, fece un passo avanti facendo scontrare la sua spalla contro la mia. “Non ci vorrà molto prima che la tua ragazza urlerà il mio nome per averne di più.” Sussurrò Sharif sarcasticamente. 

Le mie mani diventarono immediatamente dei pugni.

Danger {Crookids}Leggi questa storia gratuitamente!