Capitolo 42

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-Brittany

Fanculo Lorenzo e il potere che aveva su di me. 
Per tutta la lezione, non riuscii a restare attenta. Ogni volta che ci provavo, Lorenzo mi ritornava in mente. 

Lorenzo, Lorenzo, Lorenzo e ancora Lorenzo.

La felicità quando la campanella segnò la fine delle lezioni era indescrivibile. 

Uscendo dalla classe mi incamminai verso l’armadietto. Lo ordinai inserendo di nuovo i libri che avevo preso la mattina per poi chiuderlo e uscire da scuola. 
Fu in quel momento che realizzai che Lorenzo non sarebbe stato lì a riportarmi a scuola. Perciò, non avevo nessuno che mi accompagnasse. 

Mordendomi il labbro, mi controllai dall’urlare e iniziai a camminare. 
Alla fine, pensai, una passeggiata mi aiuterà a chiarirmi le idea. 

Come aveva fatto la mia vita a diventare tutto quel casino nell’arco di pochi secondi? Solo qualche giorno prima le cose andavano per il verso giusto e ora? Era come se la mia vita fosse diventata la peggiore di tutte.
Durante Scienza, mi ero resa conto che il mio zaino si era mezzo bruciato nell’esplosione. Mezzi libri di scuola erano stati bruciati. 
E questa era un’altra cosa per cui dovevo affrontare la furia dei miei genitori. 

Dopo circa quindici minuti, arrivai a casa. Stavo per bussare quando vidi che la porta era socchiusa. Aggrottando la fronte, l’aprii e entrai. “Mamma? Papà?”
“Siamo qui!” Sentii la voce di mia mamma chiamare dalla cucina. 
Avvicinandomi, sentii dentro di me un brutto presentimento. “Hey …” 
“Sono felice che tu sia arrivata in orario.” Mia mamma si voltò dal lavandino asciugandosi le mani. “Onestamente, non me l’aspettavo Brittany.”
Mi mordicchiai il labbro. “Beh, ho detto che sarei stata qui perciò …” 
Annuì, chiudendo la bocca. “Siediti Brittany.”

Obbedii sedendomi di fronte a mio padre, il quale si alzò avvicinandosi a mamma. 

“Io e tuo padre abbiamo avuto abbastanza tempo per pensare e parlare e siamo davvero delusi, Brittany.”

Abbassai lo sguardo non sapendo cosa dire. 

“Ma siamo felici del lavoro che hai messo su quel progetto.”

Alzai la testa, confusa. 

“Ma non siamo contenti del modo con cui sei restata a dormire a casa di una sconosciuta mentre eri in punizione. Senza neanche chiamarci, per di più. Ciò nonostante, l’hai fatto per ragioni scolastiche e siamo felici che non era per altri motivi.”
“Io e tua madre siamo arrivati alla conclusione che sei fuori punizione solo nel caso che tu abbia progetti e compiti da finire per scuola. Per tutte le altre ragioni, sei ancora in punizione; ciò significa niente TV o amici.”

Cercai di non sorridere realizzando che avrei potuto vedere Lorenzo senza finire nei guai. 

“Ti stiamo dando la nostra fiducia. Anche se siamo ancora arrabbiati con te, non possiamo lasciarti prendere brutti voti a scuola. Puoi portare anche i tuoi compagni di lavoro qui a casa per qualche ora.”
Annuii. “Ho capito.”
“Ottimo, siamo felici che capisci.” Mamma serrò le labbra. “Vogliamo solo il meglio per te, Brittany. Lo sai … giusto?”
Sorrisi dal cuore. “Certo che lo so.” Alzandomi dalla sedia, camminai verso di loro prima di avvolgere entrambi in un abbraccio. “Vi voglio bene.”
“E pure noi ti vogliamo bene.” Risposero in coro.
Rompendo l’abbraccio, mi portai una ciocca di capelli dietro l’orecchio. “E’ tutto?”
“Per ora sì. A meno che tu non voglia risentirtelo dire.”
Ridacchiai. “No, signore!” Li salutai come un militare prima di uscire dalla stanza. Li sentii ridacchiare. 

Onestamente ero terrorizzata dal fatto che non potevo uscire perché significava che non avrei rivisto Lorenzo. 
Se i miei genitori non avessero deciso di farmi uscire occasionalmente, i problemi che avevo con Lorenzo non si sarebbero mai risolti e avremmo continuato a litigare per sempre. 
Volevo solo chiarire una volta per tutte. 

Nonostante quello che era successo, non potevo essere arrabbiata per sempre. 
Ci tenevo a lui e lo amavo.


-Lorenzo

“Quando arriva?” Sentii Riccardo fare questa domanda a Jacopo. 
“Presto.”
Aggrottai la fronte confuso. “Chi sta arrivando?” Fecero spallucce, altrettanto all’oscuro quanto me. 
O almeno così speravo.

Nel momento in cui Jacopo stava per aprire bocca e rispondermi, la porta principale si spalancò catturando la nostra attenzione. 

Un secondo e una figura entrò. Quasi immediatamente, sentii il mio stomaco contorcersi. 

A piedi a pochi passi da me c’era l’unico e inimitabile Sharif Elfishawi.

“Vi sono mancato ragazzi?” Fece un mezzo sorriso. 

Non riuscii a non guardarlo con sguardo minaccioso. 
Mi voltai verso Jacopo. “Serio? Con tutte le persone che ci sono in questo modo, tu hai dovuto prendere accordi con lui?”
“Aw, non fare lo sconvolto, Paggi. Lo sai che sono il migliore in questo campo.” Gli occhi di Sharif brillavano di acidità. 
“E anche il più fastidioso.” Dissi lanciandoli un’occhiataccia. 
“Paggi, Paggi … fai la persona civile. Sono qui per aiutarti.”
“Come?”
“Vuoi far saltare in aria il magazzino di Luke Delgrado, giusto?” Fece un altro sorrisino.

La mia bocca si spalancò. 

Cazzo no.

Danger {Crookids}Leggi questa storia gratuitamente!