Capitolo 14

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Chiusi gli occhi strizzandoli, sussurrando parolacce. Tempismo perfetto, mamma. “Merda, merda, merda, merda.” Sussurrai nel panico.

Se mia mamma entra e vede me e Justin nel maglio, sarei più che morta.

Premendo la mia mano contro il petto di Lorenzo, lo spinsi indietro.

“Resta qui, non ti muovere o dire una parola altrimenti giuro che ti tiro un calcio dove non batte il sole.” Lo avvertii puntandoli il dito contro.

Ridacchiò. “Non dirò una parola.” Fece finta di cucirsi la bocca e lanciare via la chiave. Alzai gli occhi al cielo.

Aprendo la porta del bagno ed uscendo, lanciai un occhiata a Lorenzo prima di spengere le luci e chiudere la porta.

“Brittany Maltarina! Signorina, apri questa porta!” La fastidiosa voce di mia madre continuava a rompermi i timpani.

Alzai gli occhi al cielo prima di aprire la porta. “Sì?” Sbottai.

“Non usare quel tono con me, signorina.” Disse con uno sguardo cupo.

“Scusa.” Feci un sorriso a cattivo gioco.

Agitò una mano in aria. “Una volta per tutta, smettila di comportarti come una bambina Brittany.” Sussurrò.

Lanciai un occhiata alla porta del bagno, pregando Dio che Lorenzo non stava facendo niente che avrebbe attratto l’attenzione di mia mamma.

Sbattei le palpebre fissandola. “Che vuoi mamma?” Sospirai. Non mi interessava davvero quello che aveva da dire.

Mi lanciò un’altra occhiataccia.

Grugnii. “Cosa vorresti sapere, mamma?” Riformai la frase a suo piacimento.

Sorrise soddisfatta.

“Ti stavo vendendo a dire che io e tuo padre abbiamo da finire delle cose alla chiesa e ci vorrà probabilmente qualche ora.”

Si portò una ciocca di capelli dietro l’orecchio.

Morsi l’interno della mia guancia. I miei genitori stavano uscendo e questo significata che sarei rimasta da sola con Lorenzo.

“La cena sarà pronta prima che esca. Se hai bisogno di qualcosa, conosci i nostri numero perciò chiamaci.”

Rifletté per un attimo. “Soprattutto non voglio nessun ospite o nessuno che venga a trovarti mentre non ci sono e voglio che tu controlli la casa.

Controlla che tuo fratello faccia i compiti e che vada a dormire.”

Annuii senza ascoltarla troppo e sperando solo che se ne sarebbe andata al più presto possibile.

Stavo iniziando a perdere la pazienza per quanto lunga la stesse facendo.

“Brittany, intendo dire che non voglio nessuno in giro per casa, sei in punizione.” Continuò.

La guardai esasperata. “Va bene, mamma.”

“Okay, mi fido di te.” Si avvicinò avvolgendomi in un abbraccio.

Ricambiai l’abbraccio imbarazzata prima di allontanarmi.

Sospirò. “Lo sai che ti voglio bene, vero?”

“Sì,” Sussurrai. “Lo so.”

Annuendo, si voltò e uscì dalla stanza.

Chiudendo la porta, mi voltai pronta per ritornare in bagno quando Lorenzo uscì per primo.

Danger {Crookids}Leggi questa storia gratuitamente!