Capitolo 30

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-Lorenzo

Dopo aver fatto una doccia, mi sentii molto meglio. 

Certo, la pomiciata che avevo avuto con Brittany mi aveva calmato ma la sensazione dell’acqua calda mi rilassava i muscoli più incordati.

Avvolgendo un asciugamano intorno alla mia vita, aprii la porta del bagno entrando in camera mia. Iniziai a camminare in punta di piedi cercando di non svegliare Brittany. 
Una volta arrivato senza fare rumore, aprii l’anta dell’armadio e afferrai un paio di pantaloncini da basket e una maglietta simile a quella che avevo dato a Brittany. Questo, era la mia definizione di pigiama. 

Feci scivolare l’asciugamano contro il pavimento prima di vestirmi. 
Facendo scorrere le dita fra i capelli, lanciai un ultimo sguardo a Brittany prima di uscire dalla stanza e chiudere la porta dietro di me lentamente. 
Scendendo le scale, mi ritrovai davanti tutti i ragazzi seduti sul divano, fra cui Jacopo. Sospirai. Sarebbe stato interessante … 

Mi inumidii le labbra. “Hey,” Mi morsi il labbro chiedendomi se qualcuno mi avrebbe risalutato ma tutti rimasero in silenzio; poi improvvisamente Jacopo aprì bocca. 
“Come sta andando?” Mi guardò. Ricambiai lo sguardo e tutto quello che leggevo nei suoi occhi era sincerità. 
Alzai le spalle. “Immagino di stare bene.” Mi sedetti su una sedia, guardandomi intorno. 
“Come sta?” Chiese Jacopo dopo qualche secondo. Alzai la testa di scatto. “Riccardo ci ha raccontato cosa è successo.” Si schiarì la voce ricomponendosi sulla sedia. 
Annuii cercando conferma nello sguardo di Riccardo. Una volta che lo ricevetti, ritornai a fissare Jacopo. “E’ un po’ spaventa ma per la maggior parte, sta bene.” Feci una pausa, ripensando a quando stava piangendo nel bagno. “Potrebbe stare meglio.” Mi appoggiai allo schienale.
Annuì. “Mi dispiace.”
Aggrottai la fronte confuso. “Per cosa? Non hai fatto niente --” 
“Sì, invece.” Jacopo annuì. “Sono stato duro nei tuoi confronti soprattutto su quella ragazza che presumo sia al piano di sopra. Non sapevo che significasse così tanto per te, ma stanotte, ho aperto gli occhi.”

Cambiai posizione. Non ero un tipo sentimentale, soprattutto quando parlavamo di queste cose perciò annuii e basta.

“Ho sentito cosa gli ha fatto …” Jacopo scosse la testa. “Ci avresti dovuto chiamare. Saremmo stati lì in un secondo e ci saremmo assicurati che pagasse le conseguenze delle stronzate che gli ha fatto.” 

Non potei non sorridere. Quando succedeva qualcosa a me o alle persone a cui tenevo, i ragazzi erano sempre più che interessati. Ci tenevano pure loro. “Grazie. Lo so ma avevo tutto in pugno -- avevo tutto in pugno finché Brittany mi ha fermato dall’ucciderlo.” Non riuscii a controllare la rabbia che cresceva sempre di più dentro di me. 
L’avrei dovuto uccidere anche se lei non voleva ma non potevo ferirla più di quanto lo fosse già. 

“Perché non voleva?” Jacopo mi fissò perplesso. “Quando Riccardo mi ha detto che l’avevi lasciato vivere, non ho creduto ai miei orecchi. Da quando lasci le tue vittime vive?”
“Da quando Brittany è entrata a far parte della mai vita.” E quello era la verità. 

Jacopo rimase in silenzio, premendo le sue labbra in una linea realizzando cosa avevo appena detto. 
“E’ di sopra? Mi piacerebbe incontrarla.” 
“Nah, è andata a dormire.” Distolsi lo sguardo. Mi sentivo come se stessi parlando a mio padre. 
“Oh, beh … Quando si sveglia, mi piacerebbe presentarmi. Immagino che da ora in poi starai più tempo con la tua ragazza, no?” Mi fissò. 
Feci un mezzo sorriso. “No, sono quasi morto solo perché poi la voglio buttare sotto da un burrone.” Mi controllai dall’alzare gli occhi al cielo. Il sarcasmo tingeva ogni singola parola. 
“Non sarebbe la prima volta.” Risponde intelligentemente facendomi ghiacciare il sangue. I miei occhi diventarono più cupi. 
“Cosa starebbe a dire?” Sbottai.
Jacopo alzò le spalle. “Quello che ho detto.”
Stavo per rispondere quando qualcuno mi interruppe.
“E’ figa?” Mi voltai per vedere Marcus che mi fissava con occhi curiosi. 
Ridacchiai alla domanda inappropriata. “Che razza di domanda è?”
“Normale.” Alzò le spalle. “Non posso avere il mio amico che esce con una racchia, giusto?” Inarcò un sopracciglio. 
Risi. “Immagino di no.” 
Rise seguendo la mia risata. “Allora, rispondi alla domanda.” 

Danger {Crookids}Leggi questa storia gratuitamente!