Capitolo 28

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-Lorenzo

L’intero viaggio in macchina fu di assoluto silenzio. Riccardo non aprì bocca mentre Brittany continuò a guardare fuori dal finestrino tremando dato che era solo in reggiseno sotto la giacca. 

Serrai i denti e la mascella. Il pensiero che Luke avesse messo le sue mani su di lei mi faceva andare fuori di testa. 

Non l’avrei mai dovuto lasciare entrare in quella macchina. 
Non avrei mai dovuta farla arrabbiare. 
Avrei solo dovuto raccontarle chi era Jen. 

Strinsi ancora di più il volante fra le mie dite, ignorando tutto il dolore che scuoteva il mio corpo. Avevo battuto Luke ma qualche botta l’avevo presa pure io. 
Riccardo mi lanciò un occhiata. 
Scossi la testa cercando di non innervosirmi. 

Tutto quello a cui potevo pensare era di uccidere quel bastardo; di fargli pagare tutto il dolore che aveva provocato a Brittany e l’avrei dovuto fare ma non potevo. Non quando Brittanyy mi stava supplicando di non farlo. Sarebbe stato diverso se fosse stato un impulso ma quella sera … era stato diverso. Lei era spaventata, senza maglietta, contusa, tagliata, desiderosa di andarsene e io non potevo farla agitare ancora di più. 

Svoltando un angolo, ci vollero qualche minuti prima di arrivare a casa. Appoggiai la schiena contro il sedile di pelle, lasciando appoggiare la testa contro lo schienale. 

Il rumore del rombo della macchina era probabilmente l’unico rumore che non ci faceva innervosire. 

Riccardo mi guardò un’altra volta prima di annuire, darmi un colpetto sulla spalla e uscire per poi chiudere la portiera e scomparire nel buio. 

Rimasi in silenzio senza sapere cosa dire. 
Sentii un movimento nei sedili posteriori ma decisi di ignorarlo. 
Volevo solo chiudere gli occhi e scomparire per sempre. Forse quello sarebbe stato l’unico modo che avrebbe portato tutto alla normalità e che avrebbe portato Brittany fuori pericolo. 
Dopo qualche minuto, decisi che sarebbe stato meglio dire qualcosa e rompere il silenzio. “Vuoi andare a casa o?”
Aspettai una risposta tamburellando silenziosamente sul bracciolo. 
“No.” Mormorò Brittany. “Non posso permettere che i miei genitori mi vedano in questo stato …” Sussurrò.
Annuii prima di togliere le chiavi dal nottolino. Aprendo la portiera, una volta uscito la sbattei e mi avviarmi verso il lato della macchina dove sedeva Brittany. Una volta aperta la portiera, mi inginocchiai al suo livello accarezzandole la guancia prima di far scivolare le braccia dietro le sue ginocchia e intorno alla sua vita. La tirai su, chiudendo la portiera con un fianco iniziai a incamminarmi verso il sentiero che conduceva alla porta di casa. 
Per mia fortuna, la porta era accostata. Aprendola con un calcio, entrai e salii su per le scale fregandomene se i ragazzi ci fossero o meno. 

Raggiungendo l’ultimo scalino, mi incamminai verso la mia stanza dove posai Brittany sul letto. La guardai dall’altro prima di uscire dalla stanza chiudendomi la porta alle spalle. 


-Brittany

Guardai Lorenzo uscire dalla stanza lasciandomi da sola. Ingoiai, inumidendomi le labbra. 
La mia testa iniziò a pulsare causandomi un forte mal di testa. 

Quella notte era stata qualcosa indescrivibile. Mi sembrava come se fossi uscita da qualche soap opera. 
Non potevo credere a tutto quello che era successo ma ero felice che fosse finito tutto. 
Tutto quello che volevo era farmi una doccia e dimenticare tutto quello che era successo. 
Alzai lo sguardo il momento in cui sentii dei movimenti avvicinarsi a me. Mi morsi il labbro non sapendo cosa dire o fare. Sospirai prima di iniziare a toccarmi i pollici in modo nervoso, evitando lo sguardo di Lorenzo su di me. 

Il letto sprofondò sotto il suo peso. “Vuoi fare una doccia?” Sentii Lorenzo mormorare. 
Alzai lo sguardo annuendo. “Sì, per favore.”
Si alzò in piedi per poi prendermi in braccio un’altra volta e portarmi in bagno.
Facendomi sedere sul comodino accanto al lavandino, feci un respiro profondo appoggiandomi a lui per cercare l’equilibrio per poi l’asciarlo andare. 
Lorenzo mi guardò per un secondo prima di voltarsi e camminare verso la vasca da bagno. Girò la manopola verso l’acqua calda. 

Danger {Crookids}Leggi questa storia gratuitamente!