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De BrokenThing3

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---ANTEPRIMA---
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--- CAPITOLO XLVII ---
--- CAPITOLO XLVIII ---
--- CAPITOLO XLIX ---
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--- CAPITOLO LII ---
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--- CAPITOLO LXIX ---
--- CAPITOLO LXX ---

--- CAPITOLO X ---

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D E E P  W E B

C A P I T O L O  X





ATTENZIONE:

Questo capitolo contiene accenni di SMUT e la presenza di alcune TEMATICHE DELICATE. Se questi argomenti vi infastidiscono, non continuate la lettura.





Quello stesso pomeriggio aveva passato quasi un'ora a fissare lo schermo illuminato del monitor centrale prima di arrivare a trarre le conclusioni che avrebbe perseguito. Chiamò Seokjin e con minuziosità lo informò di tutti i passi che aveva fatto e di quelli che aveva intenzione di fare e quando propose al ragazzo dall'altra parte del telefono una proroga, tirò un sospiro di sollievo quando questo, più che fiducioso, si limitò a mostrare all'hacker piena fiducia prima di dargli il permesso di interagire con quella piattaforma come meglio preferiva. Seokjin aveva deciso di attendere qualche giorno per dare la possibilità a Yoongi di estrapolare da quel sito quante più informazioni possibili prima di far bloccare da quest'ultimo il sito e per passarlo infine a Namjoon, che assieme a lui avrebbe organizzato e condotto gli arresti delle persone affiliate. Maggiori erano le informazioni che l'hacker avrebbe raccolto e maggiori sarebbero stati anche i capi d'accusa contro i criminali informatici che da lì a qualche anno addietro, si erano macchiati di reati che il capo dell'organizzazione definiva come atroci. L'hacker aveva pensato che facendo appello al senso di giustizia del maggiore, sarebbe riuscito ad ottenere i giorni di cui aveva bisogno per scavare infondo alla situazione ma, in realtà, non c'era stato bisogno di aggrapparsi ad esso poiché Seokjin, così come diceva, pareva fidarsi realmente del ragazzo che aveva prima tirato fuori da una cella e poi portato all'interno del suo team. Quando Yoongi staccò il telefono rivolse nuovamente lo sguardo allo schermo ricolmo di messaggi, prima di mettere in atto quello che era il suo piano. Mancava poco più di un'ora prima della fine del suo turno di lavoro; tempo che si sarebbe dovuto far bastare per muovere almeno i primi passi, quelli che avrebbero messo le basi per portarlo all'ottenimento delle informazioni che realmente mirava ad ottenere. Durante i suoi studi sulla rete, il giovane hacker si era imbattuto più di una volta negli stupidi messaggi che parlavano del rinomato lato oscuro del web e la maggior parte di essi, lui lo sapeva bene, erano pieni zeppi di fandonie, assurde bugie a cui solo i creduloni avrebbero potuto credere. Ma, al contempo, aveva anche sentito parlare di red room e al contrario delle altre nozioni che aveva acquisito, su di essa e sulla sua reale esistenza non avrebbe potuto scommettere poi molto. Mosso da interessi sempre stati ben precisi, aveva sentito numerose voci su di esse ma mai si era preso la briga di capire se esistessero realmente e, nel caso di una risposta affermativa, come funzionassero e perché no, anche cosa mostrassero. Aveva saputo da uno dei suoi precedenti compagni che queste funzionassero come su una piattaforma di streaming, tuttavia, accessibile solo attraverso dei permessi che avrebbe potuto ottenere, con tutta probabilità, solo dai fondatori del sito in questione. Guardando il soffitto, mentre si rigirava i pollici e con i palmi poggiati sul ventre, si ritrovò a maledirsi per non aver prestato maggiore attenzione alle parole dell'amico quando per la prima ed unica volta, si erano ritrovati a parlare di quell'argomento. Dopo uno sbuffo però, pieno di una ritrovata tenacia, poggiò nuovamente i polpastrelli della mano sinistra sulla tastiera mentre quella destra, poggiata sul mouse, muoveva l'oggetto in direzione della casella dedicata ai contatti con gli amministratori del sito. Aveva più volte letto di come su quella piattaforma le red room fossero regolari e di come gli utenti le attendessero con trepidazione totalmente stupiti ed estasiati dagli ottimi contenuti che mostravano ma l'hacker, al tempo stesso, sapeva bene quanto potessero essere variabili i gusti che imbottivano le persone che si trovavano sul web e il fattore di trovarsi su un sito che sembrava essere improntato sulla vendita di droga e sullo scambio di materiale sensibile che - di norma era protetto da infinite leggi sulla privacy - raffigurava giovani donne e uomini ignari d'esser ripresi e fotografati, non gli permetteva di sperare in bene. Aveva sentito numerose voci e tutto quello che era interessato a constatare, almeno in quel momento, era la possibile veridicità di quelle parole. Scrisse così come aveva pensato un lungo messaggio ai fondatori stando ben attento a mostrarsi disponibile ad eventuali verifiche sulla sua identità attraverso foto e documenti che ovviamente sarebbero stati fasulli e allo stesso tempo, cautamente aveva espresso la volontà di veder libero da restrizioni il proprio account per avere maggior libertà di navigazione e di poter quindi usufruire meglio dei contenuti messi a disposizione dal sito stesso. Era proprio sulla parola libertà che Yoongi aveva rimarcato più volte poiché più che consapevole del fatto che fosse proprio quello il concetto di base che aveva spinto innumerevoli persone a creare simili spazi nel web: il desiderio di comunicare apertamente i propri gusti e la realizzazione delle proprie perversioni, libere da qualsiasi tipo di vincolo dettato da una società che consideravano ipocrita e corrotta e che pertanto, sentivano come poco incline ed incapace di rispecchiarli correttamente.







La risposta da parte degli amministratori era stata attesa da Yoongi per diversi giorni e proprio quando aveva iniziato a perdere le speranze e a pensare ad un altro modo per ottenere il permesso per accedere a tutte le sezioni del sito, questa d'un tratto fece capolino mentre l'hacker cercava di farsi bastare le informazioni che era riuscito ad ottenere fino a quel punto. Aveva passato il giorno precedente a trattenere lo stupore e ad ispezionare tutte le sezioni nascoste mentre con un'estranea risolutezza, appuntava tutte le nozioni che reputava essere importanti sul block-notes posto accanto al mouse. Con la tipica elegante calligrafia aveva riportato sulle pagine bianche ed immacolate i contorti nickname dietro ai quali si nascondevano i nomi delle persone che Seokjin era trepidante di catturare ed in allegato ad essi, quasi come in uno schema semplice da intuire così come da leggere, i contenuti che ognuno di essi aveva lasciato sul sito e che inevitabilmente li avrebbe incastrati a tempo debito, oltre ad altri elementi che senza ombra di dubbio avrebbe facilitato il lavoro agli investigatori nelle indagini sulla loro identità. Tutto in quello spazio era minuziosamente ordinato per categorie e sotto categorie atte a semplificare la ricerca degli utenti, in una sezione in particolare, Yoongi aveva trovato innumerevoli foto che ritraevano di nascosto ragazzi sia vestiti che svestiti completamente e con una taglia in denaro spuntare in un angolo della foto. Gli utenti fotografavano sempre persone carismatiche e avvenenti, una tipologia di ragazzi che sapevano avrebbero attirato lo sguardo di altri utenti disposti a pagare anche cifre altissime per avere la possibilità di osservare poi quegli stessi ragazzi all'interno di una red room che come d'abitudine si teneva sempre la notte tra il Sabato e la Domenica. L'hacker stava osservando il viso pulito di una ragazza, probabilmente sulla ventina, mentre dormiva quando scorrendo la pagina rivide la foto dello stesso ragazzo che aveva avuto una conversazione con l'utente da cui aveva ottenuto con l'inganno il link diretto a quello stesso sito e che dopo averlo ottenuto, non aveva più dato risposta. Incapace di comprendere il motivo per cui quella foto si trovasse lì, Yoongi sollevò lo sguardo sul nickname utilizzato dalla persona che l'aveva postata e con non poco stupore constatò che a rilasciarla, fosse stato proprio l'utente spocchioso che aveva prima dato il link attraverso una chat privata al ragazzo della foto e che in seguito, attraverso un inganno ed una fin troppa mancata furbizia, era finito col darla anche all'hacker. Probabilmente l'altro ragazzo non aveva mai guardato quella precisa sezione del sito per non essersi accorto di esserci finito lui stesso, constatazione che fu confermata al moro quando scorrendo i messaggi lesse che la prossima red room sarebbe stata incentrata proprio su quel ragazzo. Dal momento che le credenziali dell'account che aveva postato la foto su quella piattaforma si trovavano ancora all'interno della fasulla posta elettronica che aveva lui stesso creato in precedenza, avrebbe potuto avvisare la vittima di essere a rischio di finire inconsapevolmente all'interno di una red room da li a poche ore ma allo stesso tempo, sapeva che se l'avesse fatto avrebbe perso la possibilità di trovare non solo la prova necessaria a chiudere il caso ma che sarebbe finito anche col rivelare indirettamente che all'interno di quella piattaforma vi si erano già infiltrate delle spie. E quelli erano tutti rischi che non avrebbe potuto in alcun modo correre. Per ottenere le prove atte alla risoluzione di quel caso era purtroppo necessario che Yoongi mettesse a rischio il possibile sacrificio della privacy di quel giovane ragazzo e per quanto quella scelta lo facesse sentire incredibilmente vergognoso di sé stesso, sapeva che quella fosse la cosa migliore che poteva fare in quella situazione.

Passò le ore che lo separavano dall'ipotetico inizio della red room incapace di pensare ad altro al di fuori dell'incolumità e soprattutto dell'immagine di quel ragazzo, sperando anche che in quella fatidica live o streaming che sia, non si vedesse qualcosa che avrebbe potuto comprometterlo in modo irreparabile. Poco dopo la mezza notte, tra i post in evidenza del sito fu rilasciato dallo stesso account che aveva trasmesso la foto e promesso il filmato in cambio dell'ottenimento della cifra monetaria che voleva raggiungere, il link che avrebbe direttamente rimandato alla red room tutti gli utenti che per vederla avevano pagato la cifra da lui indicata. L'hacker tirò un sospiro prima di effettuare un click su quel link e prima ancora di avere la possibilità di prepararsi psicologicamente a ciò che avrebbe visto da lì a poco, la schermata del suo monitor diventò nera mentre ai lati, numerosi indicatori che facevano riferimento alla nazionalità dei singoli utenti e al numero a cui essi ammontavano, fece capolino. Stava registrando ogni singola porzione del suo schermo attraverso un comodo programma che aveva lui stesso scaricato tempo addietro quando gelato da un fulminio dubbio, mosse il mouse sullo sfondo per assicurarsi che questo stesse funzionando correttamente attraverso il contatore che segnava il passare di ogni singolo secondo. Dopo qualche minuto di attesa, il riquadro al centro mostrò la ripresa di due ragazzi ad occhio e croce più giovani di lui di qualche anno. Uno aveva dei capelli di un biondo molto chiaro ma che a tratti pareva essere pure dorato mentre quelli dell'altro sembravano ricordare il rosa delle pesche, la bellezza invece, era comune in entrambi. Per certi versi Yoongi si ritrovò ad essere grato del fatto che i loro visi fossero chiaramente distinguibili perché quello avrebbe aiutato gli investigatori a riconoscere le vittime ma sentì una punta di disagio prendere possesso del suo corpo quando si rese conto che i baci sempre più bagnati e rumorosi avrebbero presto spinto i due ragazzi oltre. Come se il biondo avesse udito le preoccupazioni dell'hacker, con un sorriso beffardo portò il più alto a sdraiarsi sul letto prima di fare altrettanto, stando comunque ben attento a strusciare i fianchi piatti e probabilmente nivei lungo l'erezione già visibilmente pronunciata dell'altro. Impacciato, osservò i due svestirsi con una fretta disarmante prima di esporre inconsapevolmente ad un centinaio di persone il colore delle loro rispettive carnagioni l'una in contrasto con l'altra. Prima ancora che i primi dieci minuti fossero passati, era già ben chiaro a tutti cosa avrebbero visto da lì a poco ed i primi commenti di apprezzamento stavano già iniziando a venire fuori dall'angolo in basso a destra dello schermo con un visibile entusiasmo. Yoongi osservò seduto sulla sua sedia di pelle nera i numerosi baci che i due si stavano scambiando così come i movimenti, diventati ancora più intraprendenti, che i ragazzi stavano effettuando. I loro corpi erano senz'altro meravigliosi anche agli occhi dell'hacker che a tratti, subiva la fascinazione che creavano le loro pelli a contatto tra loro mentre i primi gemiti e sospiri iniziavano a sollevarsi cauti nell'aria. Il ragazzo dai capelli rosati teneva gli occhi socchiusi mentre sereno si beava delle attenzioni che l'altro stava dedicando al suo collo e alle sue clavicole sporgenti; l'unica cosa che sembrava in grado di fare nel momento in cui era totalmente succube del piacere, consisteva nel muovere sinuosamente il bacino nel tentativo di invogliare l'altro ad andare oltre e a dargli di più. A causa del sorriso che spuntò nuovamente sulle labbra del biondino, pareva quasi che questo avesse intuito fin troppo bene cosa l'altro desiderasse e in risposta a quello, si limitò a mordersi il labbro inferiore stando ben attento a renderlo palese agli occhi scuri e grandi del ragazzo posto sotto al suo corpo. Dal modo in cui i due si guardavano e dalla complicità che palpabile li legava, sembrava che i due si conoscessero da tanto tempo o che comunque fossero tra loro in sintonia e affinità. Quando il rosato sembrò portare in protesta una mano dietro al collo del più basso, quest'ultimo finalmente si decise a dare all'altro ciò che desiderava. Lasciò che le sue labbra carnose sfiorassero quelle a cuore del ragazzo sotto di lui prima di scendere per lambire e mordicchiare ogni centimetro della sua pelle nuda e lievemente più scura, per arrestare infine la sua corsa solo quando le sue labbra si ritrovarono sulla punta dell'erezione trepidante del rosa. I due sembravano intenzionati a stuzzicarsi sensualmente e reciprocamente per un tempo indefinito, mentre Yoongi, decise di allontanare lo sguardo da quel filmato per puntarlo sul titolo che dal basso e a caratteri cubitali, recitava quelli che presumibilmente erano i nomi dei due ragazzi. L'hacker li appuntò velocemente sul suo block-notes prima di allontanarsi dallo schermo che non aveva mai smesso di mostrare e registrare i due ragazzi.













N.D.A.: Salve a tutti ~

Prima di tutto, vorrei chiedere scusa per il mancato aggiornamento della settimana scorsa, mi sono beccata un coccolone assurdo che mi ha portata a stare a letto stramazzata e totalmente incapace di mettere insieme due parole in croce.

Passando al capitolo... Sono venuti fuori due nuovi personaggi, avete capito chi sono? 🍑

Se è no, tranquilli. A spuntare fuori come due funghi in questo capitolo e mentre fanno cosacce  sono Jimin e Hoseok. Per chiunque li shippi chiedo perdono, è la prima volta che ho scritto qualcosa su di loro ed è stato anche piuttosto difficile per me, ma  ricordate che questa è una Sope e non una Jihope (per quanto siano comunque carini). Il rapporto tra questi due personaggi comunque, verrá chiarito in seguito, don't worry 💙

Spero che questo capitolo vi sia piaciuto, ringrazio come sempre le persone che la stanno leggendo e soprattutto quelle che la stanno supportando attraverso voti e commenti, ve adoro lo sapete. 💦

Al prossimo aggiornamento ~

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