twelve

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"Okay, che ne dici di questo?" Chiesi, uscendo dalla mia stanza con sopra il mio sesto outfit.

"No." Rispose Luke, senza neanche sollevare lo sguardo dallo schermo del suo computer.

"Fottiti, non mi stai aiutando." Borbottai, tornando nella mia stanza. Stavo avendo problemi a capire cosa mettere per il mio piccolo appuntamento con Michael. Era una cosa casual, ma non volevo presentarmi in tuta. Volevo sembrare carina, ma non come se ci stessi provando.

Per i ragazzi era così semplice. Potevano indossare solo un paio di jeans e una maglietta con il logo di qualche band ed essere pronti per ogni occasione. Le ragazze, d'altro canto, dovevano impegnarsi e pensare bene ad ogni outfit.

"Fanculo." Mormorai alla fine e infilai solo un paio di leggings e una felpa. Dubitavo che a Michael sarebbe importato quello che indossavo.

"Okay, pronta." Dissi a Luke, aprendo la porta.

"Finalmente." Mormorò ed io gli lanciai un cuscino.

"Che ora è?"

"6:52." Rispose. Michael mi aveva mandato un messaggio per dirmi di andare da lui per le sette.

"Quando ci impiegherò per arrivare lì?"

"Tipo cinque minuti, al massimo." Rispose.

"Okay, aspetterò ancora tre minuti." Dissi, sedendomi sul divano accanto a lui. Alla fine lui sollevò lo sguardo dal suo telefono per osservarmi.

"Dovresti cambiarti."

"Perché?" Mi accigliai.

"Non voglio che Michael si faccia qualche idea."

"Luke, sto indossando dei leggings e una felpa. Non si vede neanche un po' di pelle."

"Ma quei leggings sono stretti e quella felpa è corta." Disse.

"Dovrei indossare un maglione a collo alto?" Chiesi.

"Come vuoi, adesso andiamo."

"No, non voglio essere in anticipo, sembrerò disperata."

"Ma sei disperata." Rise.

"Oh, andiamo, portami adesso allora." Sospirai e mi alzai, prendendo la mia borsa.

"Posso venire, per favore? Sarò così annoiato." Si lamentò.

"No, assolutamente no. Perché non esci con quella ragazza?" Suggerì.

"Scar, non so neanche il suo nome. Non è che io abbia il suo numero o altro." Alzò gli occhi al cielo.

"Non l'avevi accompagnata a casa?"

"Si, quindi?"

"Quindi sai dove abita."

"Giusto, quindi mi presenterò a casa sua e sarò tipo 'hey, non mi hai neanche detto il tuo nome, usciamo?'" Disse.

"Potrebbe essere romantico." Scrollai le spalle e lui scosse la testa. "Va bene, allora rimani da solo per tutta la notte di venerdì."

"Non tutta la notte, tornerai a casa per le dieci." Disse ed io sbuffai.

"Dieci un cavolo."

"Il coprifuoco è alle dieci." Mentì.

"Il coprifuoco è a mezzanotte ed io ho diciotto anni."

"Ugh, Scar, non puoi lasciarmi solo tutta la notte."

Io lo ignorai mentre afferravo le sue chiavi ed uscivo dall'appartamento.

"Aspetta!" Urlò mentre correva per raggiungermi.

"Sai che non dovresti venire a prendermi se mi lasciassi usare la tua macchina." Suggerì mentre andavamo verso la vecchia macchina.

"Per nessun motivo." Scosse la testa.

"Quanto è lontana la casa di Michael?"

"Solo pochi isolati."

"E' quel palazzo sulla Western?"

"Si, quello enorame. Ha anche un balcone. Mi piacerebbe che il nostro appartamento avesse un balcone." Mise il broncio e mise in moto.

"Il mio appartamento." Lo corressi.

"Ormai vivo li da due mesi."

"Si, ma io pago le bollette e tu hai una bellissima stanza in dormitorio." Lo presi in giro. Non mi importava che lui stesse da me, era noioso senza un coinquilino e Luke era una buona compagnia.

"Pagherò le bollette se mi farai trasferire lì." Disse.

"Ti sei già trasferito, tutte le tue cose sono lì."

"Ho altre cose al dormitorio."

"Beh, dopo le vacanze invernali puoi portare il resto delle tue cose e iniziare a pagare la metà delle bollette." Dissi.

"Affare fatto."

"Adesso sei ufficialmente il mio coinquilino."

"E siamo arrivati." Si fermò.

"Okay, grazie per il passaggio." Dissi mentre aprivo la portiera della macchina.

"Ti accompagno su." Si offrì.

"No, non sono una bambina, posso andare da sola."

"Va bene, ma tornerò alle dieci."

"No, almeno alle undici."

"Nove." Incrociò le braccia al petto.

"Dodici." Risposi.

"Otto!"

"Ciao, Lucas." Dissi mentre chiudevo la portiera.

"Ci vediamo dopo, Scarletto." Disse. "Scar, aspetta!" Urlò mentre abbassava il finestrino.

"Cosa!"

"Non fare sesso! In realtà, non fare niente, neanche un bacio!" Urlò ed io sorrisi mentre gli facevo il dito medio.

Entrai nel palazzo e mandai un messaggio a Michael. Feci un respiro profondo mentre andavo verso l'ascensore, una delle poche cose che non mi piacevano.

"Puoi tenerlo aperto?" Urlai alla persona che era dentro l'ascensore mentre combattevo con la mia borsa.

"Certo." Disse una voce maschile mentre allungava un braccio per impedire alle porte di chiudersi.

Sollevai immediatamente la testa quando entrai.

"Ashton?" Trattenni il fiato.

"Hey, Scar." Ghignò.

Ambivalence | a.i traduzione italianaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora