XLVIII

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(Tancrède Lemaire, 20 anni)

L'uomo si sentì strattonato violentemente, e quando girò lo sguardo non riuscì a credere a ciò che vide: il viso della donna che aveva tanto amato, proprio lì, di fronte a lui.
C'era però qualcosa di diverso, i tratti avevano delle caratteristiche maschili; iniziò a sentirsi stordito.
"Chi è lei?" Chiese il ragazzo dalla pelle bianca e candida proprio come quella della sua Cécile.
"M-Mi chiamo Tancrède Lemaire" Niall nel sentire quel nome percepì una violenta fitta al cuore. Lasciò la presa e fissò per dei secondi interminabile il viso dell'uomo sulla quarantina, con i capelli corti e brizzolati. Tancrède era un uomo curato e bello con un viso ben delineato ma triste, stanco, incompleto.
Cècile, lui ne fu convinto sin da subito, era stata la donna della sua vita. Si incontrarono un giorno per caso, nella biblioteca della loro università a Parigi. Lui stava raccogliendo dei libri utili per alcuni approfondimenti e nel tirarne via uno notò, dall'altra parte della libreria, il viso più bello che avesse mai visto. La ragazza che aveva di fronte aveva gli occhi bassi sulle pagine ingiallite di un libro, con le dita affusolate e delicate si scostò una ciocca di capelli bianchi dietro l'orecchio. Solo dopo alcuni secondi, sentendosi osservata, aveva alzato lo sguardo incontrando quello di Tancrède.
Fu anche per lei amore a prima vista "tu chi sei?" Chiese scuotendo impercettibilmente la testa, risvegliandosi come da un sogno.
Fu in quel momento che Brook si permise di intervenire
"Salve, signor Lemaire. Io mi chiamo Brook, lui..lui è Niall" l'uomo spalancò piano gli occhi ormai lucidi e scostò piano lo sguardo sul volto del ragazzo, che aveva pressoché la stessa espressione
"Niall.." la sua voce sembrò mancare per alcuni secondi "il suo Niall..?"
"Cècile era mia madre" parlò Niall, come per dargliene conferma.
"Sei così simile a lei" disse, un sorriso tremolante si aprì sulle sue labbra "sei proprio come lei ti aveva immaginato, sai?"
"Mia ma..Cècile" per lui era strano chiamarla 'mamma' "ha..parlato di me?"
"Oh, Niall. Io e lei non abbiamo mai smesso di scriverci. Parlava di te in ogni lettera, immaginava una vita vissuta con te, scrisse che si sentiva che saresti stato il suo specchio. Aveva paura che..la sua malformazione, l'albinismo" si avvicinò a lui "sarebbe stata un peso per te. Io invece ho sempre cercato di convincerla del fatto che saresti stato bellissimo ed unico proprio come lo era lei" in quel momento Niall si pentì di tutte le volte che aveva maledetto il suo aspetto, tutte le volte che si era sentito diverso. Era vissuta una persona come lui, sua madre, e sapere questo sarebbe dovuto bastargli.
"Deve averla amata molto signor Lemaire" disse piano Brook. l'uomo sorrise
"Già, ragazza. Lei..avrebbe voluto me al suo fianco, al vostro fianco; Niall" il ragazzo abbassò lo sguardo e Brook intrecciò le dita alle sue "ed io non sono mai stato in grado di farlo, di proteggerti" si passò una mano sul viso "non sai per quanto tempo ti ho cercato, ovunque, senza riuscire a trovarti. Questo perché nell'ultimo periodo lei..aveva iniziato a vergognarsi di se stessa, perché era convinta che non sarebbe stata in grado di prendersi cura di te come meritavi. Non riuscii ad avere maggiori informazioni su di te, su di voi, e.." strinse le labbra.
Niall non riusciva a guardarlo
"Non è colpa sua" disse piano Brook
"Voglio tornare in albergo"
"Niall aspetta.."
"È colpa mia" disse l'uomo "non avrei mai dovuto buttarti addosso tutte queste informazioni su tua madre e me, ma il fatto è che non ho mai avuto la possibilità di parlarne con nessuno" la ragazza strinse le labbra, sentendosi terribilmente male per lui. Avrebbe voluto fare di più, ma era consapevole del fatto che da quel momento avrebbe dovuto fare un passo indietro "rimarrete ancora a lungo a Parigi?"
"No"
"Sono sicura che il tempo basterá, signor Lemaire" disse Brook, stringendo con una mano il polso del ragazzo, e con l'altra tenendogli la mano.
"Allora vi lascio il mio numero..aspetterò una vostra chiamata. Ci sono ancora molte cose che hai il diritto di sapere, Niall" Brook prese il biglietto da visita dell'uomo, sorridendogli "vorrei non dover tornare a lavoro per stare ancora con voi, ma purtroppo.." abbassò lo sguardo
"La chiameremo presto" l'uomo incastonò gli occhi grandi e castani in quelli neri di Brook, trovando in essi un barlume di speranza; lo stesso barlume che aveva intravisto Niall e che lo aveva portato ad innamorarsi di lei così intensamente.

Brook lo guardò andare via così come Niall. Quando abbassò lo sguardo sul bigliettino che Tancrède le aveva lasciato lesse che era un restauratore.
"È l'occasione più importante della tua vita. Non sprecarla" lo porse a Niall, che lo afferrò osservandolo a lungo. Dopo alcuni secondi la abbracciò, forte, posando la testa sulla sua spalla. Brook ne rimase sorpresa ma poi inserì delicatamente le dita fra i riccioli della sua nuca, lasciandogli un caldo bacio sulla guancia "vuoi salutarla prima che si faccia buio?" Gli chiese piano, accarezzandogli la schiena. Lui annuì e si staccò delicatamente da lei lasciandole un bacio sulle labbra.
Niall raccolse i fiori di campo caduti a terra  si incamminò verso quella tomba.
Sentì un peso sul petto nel leggere il nome della ragazza, la sua data di morte; ma soprattutto nel soffermarsi sulla sua foto. Era una copia di quella che lui conservava in quella scatola sotto il suo letto.
Brook gli accarezzò la schiena soffermandosi come lui sulle scritte intarsiate nella pietra e posò la testa sul suo braccio.
"Chissá com'era dal vivo"
"Bellissima. Lo ha detto Tancrède" Niall sorrise ed alzò gli occhi al cielo per alcuni secondi, mordicchiandosi le labbra.
"Era proprio come me" poteva sembrare una cosa stupida, ma lui non si sentiva più solo. Brook sorrise sentendo gli occhi velarsi
"Sarebbe stata fiera di te" disse piano, guardandolo.

Il cielo si scurì poco a poco, e i due andarono via rimanendo in silenzio. Stavolta però un silenzio sereno, senza tristezza.
Essa tornò solo una volta arrivati nella piccola stanza del Bed & Breakfast. Niall si era sciacquato il viso, si era lavato i denti e poi era tornato a letto. Aveva lasciato un piccolo bacio sulla tempia di Brook, e lei percepì il suo morale a terra.
Quando lo raggiunse a letto non aggiunse nulla, semplicemente si coricò accanto a lui strofinando dolcemente il naso sulla sua guancia prima di spegnere la luce e chiudere gli occhi.
Nel mezzo della notte aprì gli occhi di sfuggita cambiando posizione, e si rese conto che Niall si era messo a sedere con la schiena contro la testiera del letto.
"Niall.." disse piano, accendendo la luce fioca della lampada sul suo comodino "non riesci a dormire?" Lui scosse la testa, poi abbassò lo sguardo sulle sue mani
"Vorrei riuscire a smettere di pensare" disse "vorrei spegnere tutto"
"Svuotare la mente"
"Già" si passò una mano dietro la nuca "anche solo per qualche ora" Brook si morse le labbra e poi si mise anche lei a sedere "torna a dormire" la incitò sorridendole
"No"
"No?" Lei prese un profondo respiro e posò le labbra sulle sue, spostandosi delicatamente sulle sue gambe.
"Vuoi svuotare la mente, giusto?" Strinse fra le dita affusolate la sua maglietta "pensare a qualcosa di bello" posò la fronte sulla sua. Dopo pochi secondi sentì la mano di Niall accarezzarle la guancia, fino ad intrecciare le dita fra i suoi capelli, stringendoli mentre cercava un contatto con lei.
Brook si staccò da quelle labbra solo per sfilargli la maglia del pigiama, sentendosi anche lei privata del suo indumento. Il suo petto aderì perfettamente con quello di Niall, che le accarezzò la schiena, i fianchi stretti. Iniziò a baciarle ogni centimetro di pelle, lasciando che le si formassero delle chiazze rosse.
Notò le guance di Brook divenire rossastre per quella situazione completamente nuova. Lei non aveva provato mai niente del genere, e quando percepì i suoi movimenti essere accompagnati da quelli di Niall non potè che stringerlo a sè. Le mani di Niall erano forti, salde su i suoi fianchi.
Più volte collegarono le loro labbra ma più volte ancora la voce di uno arrivava dritta nelle orecchie dell'altra e viceversa.
Brook venne colta di sorpresa non appena lui decise di prendere il controllo della situazione, invertendo le posizioni. Le pareti di quella stanza parevano essere particolarmente sottili, per questo lui posò una mano sulla bocca di Brook per quei pochi secondi.
Questo la fece impazzire. E Niall non potè non rimanere stregato da quegli occhi neri e lucidi, da quelle ciglia così lunghe dello stesso colore.

Il viso di Niall venne colpito da un raggio solare che rese l'iride del suo occhio destro trasparente.
"Mi prometti che lo chiamerai?" Chiese piano Brook, disegnando delicati cerchi immaginari sul suo petto bianco e ancora accaldato
"Te lo prometto"

N.A.
Salve! Ricordate Tancrède?(cap XX) Che impressione vi ha fatto?

Anyways, come dico sempre, godetevi questi momenti di serenità.
Non ho idea di come reagirete al prossimo😌🙈

Detto questo vi saluto,
Stay tuned!
Maria💞

Inverno (SOSPESA)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora