XX.I

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«There's a story behind every person.
There's reason why they're the way they are.
Think about that before you judge a person.»

(Cécile Rousseau, 19 anni)

Brook quella notte non riuscì a dormire. Si continuava a girare e rigirare nel letto.
Non faceva che pensare alla scena a cui aveva assistito.
Riccardo aveva provato a parlarle in qualunque modo ma lei si era rifiutata di ascoltarlo, pentendosi di aver subito dato per scontato che la colpa fosse stata di Niall.

La mattina seguente dopo averci pensato per intere ore decise di andare al Berry's, da sola.
Non appena arrivò di fronte la porta di vetro prese un respiro e la aprì, cercandolo con lo sguardo. Era al bancone, con lo sguardo basso sulle stoviglie da lavare.
Brook si sedette sullo sgabello di fronte a lui, facendogli alzare lo sguardo.
Lei sentì una fitta al cuore. La guancia destra di Niall era ancora gonfia, con un piccolo taglietto che spiccava particolarmente, e che andava ad intaccare la purezza della sua pelle. Lui ritornó subito con lo sguardo basso, cercando di ignorarla.
"Niall.." lui si morse le labbra e la guardò "vieni al parco oggi pomeriggio?" Si moricchiò l'interno delle labbra "con me, per parlare?" Lui per alcuni secondi non parlò.
"Va bene" disse poi piano . Notò le sue occhiaie "non hai dormito"
"Nemmeno tu" rispose lei, notando la stessa cosa in lui.
"No. Non ci sono riuscito" disse senza guardarla, riponendo le tazzine sotto il bancone.
"Mi dispiace"
"Non è colpa tua"
"Sì, invece. L'ho sopravvalutato"
"Non essere delusa Brook. Lo ha fatto perché teme che io ti allontani da lui" era la prima volta che Niall non la guardava mentre parlava, a Brook fece uno strano effetto, chiedergli lei stessa per la prima volta:
"Perché non mi guardi?" Niall alzò gli occhi sui suoi.
"Non sono un bello spettacolo" disse indicandosi distrattamente la ferita. Brook sorrise abbassando lo sguardo.
"Sei sempre conciato meglio di lui" gli sorrise, e lui ricambiò. Poi a Brook tornarono in mente gli occhi di Niall inniettati d'odio, che dal trasparente cristallino si erano scuriti, diventando di un azzurro così intensi che le parvero blu notte.
Niall capì che stava pensando a quello.
"Non avresti mai dovuto vedermi sotto quell'aspetto"
"È stato un caso" lui sospirò.
"Ti ho spaventata"
"Solo perché ad un tratto non ti ho riconosciuto più" Niall si mordicchiò il labbro inferiore "ma poi sei tornato in te. Come successe l'altra volta" lui strinse la mascella, Brook decise di cambiare discorso.
"Mi offri un caffè?" Niall ridacchiò.
"Subito madame" il viso di Brook si illuminò. Il Niall beffardo le era mancato più di qualunque altra cosa al mondo. Accanto al caffè le posò un muffin al caramello con delle scaglie di cioccolato fondente.
"E questo?" Chiese lei. Niall intanto era stato chiamato da due clienti. Rigirò il bancone e si avvicinò al suo orecchio.
"So che è il tuo preferito" le fece l'occhiolino, prima di andare a prendere quelle ordinazioni.

Quel pomeriggio si diedero appuntamento verso le sei, Brook arrivò prima a causa dell'autobus.
Si sedette sotto un albero e si godette per qualche minuto il silenzio e la leggera brezza che tirava fra le foglie, sentendo solo in lontananza le risate dei bambini alle giostre.
A farle aprire gli occhi fu il rumore di alcuni passi. Aprì subito gli occhi e si alzò non appena lo vide di fronte a lei, sorridendogli.
"Hey"
"Hey" rispose Niall.
"Allora..cosa volevi dirmi?" Lui prese un profondo respiro, mordendosi le labbra.
"Mi hai chiesto di parlarti di me..della mia persona" Brook notò che il suo tono era differente "volevo raccontarti un po' di quando ero bambino" lei sorrise.
"Va bene. Ti ascolto" disse piano, poggiando la schiena sul tronco dell'albero.
Niall deglutì, premendo le labbra fra loro mentre inseriva le mani nella sua tasca, estraendo quella foto trovata pochi giorni prima.

La porse a Brook, che la osservò. Raffigurava una ragazza bellissima. Sembrava piccola e indifesa. I capelli argentei le ricadevano lunghi dietro la schiena, la pelle era bianca, più del maglione da lei indossato. Gli occhi erano trasparenti come il ghiaccio, il loro taglio era così particolare che le conferiva dolcezza ed eleganza. Le labbra erano carnose, rosee. Tutto ciò trasparì nonostante la foto fosse in bianco e nero; Brook alzò istintivamente gli occhi sul ragazzo di fronte a lei, non potendo credere alla loro somiglianza.

"Si chiamava Cécile Rosseau" si morse le labbra "ed era la mia vera madre" Brook non poté nascondere la sua sorpresa. Riguardò ancora e ancora quella foto, accarezzandola delicatamente con le dita.
"È bellissima Niall"
"Veniva da Montpellier, una cittadina francese. Qui aveva solo diciannove anni" si morse le labbra, Brook si rattristì nel vederlo così "si trasferì a Parigi per studiare e lì incontrò un ragazzo di cui si innamorò follemente. Si chiamava Tancréde" Brook sorrise, pensando che, almeno, lui conoscesse i suoi genitori, ma lo pensò prima che lui finisse effettivamente di parlare "ma una notte, mentre tornava a casa, s'imbattè in un uomo, che cercò di sedurla. Disse di chiamarsi Olivier, Olivier Gauthier. Le disse che anche lui frequentava il suo corso, di aver voluto scappare dalla sua famiglia benestante per vivere una vita propria lì, a Parigi" Brook aggrottò le sopracciglia, seguendolo. sempre con più attenzione "si frequentarono per un po' da amici, non aveva mai pensato a lui come qualcosa di più. Poi però-" le parole gli morirono in gola.
"Hey" lei gli accarezzò il braccio, guardandolo preoccupata
"Poi però lui si rivelò ossessionata da lei"

"Sei bellissima, Céci" disse, chiamandola per quel nomignolo affettuoso, avvicinandosi a quella che, rispetto a lui, sembrava una bambina "sei così bella che ti vorrei tutta per me"
"Olivier, sei ubriaco" gli disse, persino la sua voce era soave. I due erano tornati da poco a casa di lui, e quell'uomo le aveva offerto da bere, bevendo poi il doppio di lei.
"Voglio che tu sia mia per sempre" le afferrò il braccio.
"Mi stai spaventando Olivier, lasciami" tentò di strattonarsi, di difendersi in tutti i modi "ti prego. Mi stai facendo male" le lacrime iniziarono a solcarle la guancia"
"Lasciati toccare Céci" sussurrò baciandole la pelle pura con le labbra sporgenti e, seppur bellissime, in quel momento spregievoli.
"Mi fai male" pianse, iniziò a sentire la vista offuscata.

Olivier le si era sempre presentato come un uomo molto intelligente ed affascinante, amante dell'arte e della musica proprio come lei. Per questo quando quel pomeriggio lui le aveva proposto un picnic al parco, lei non avrebbe mai pensato che si sarebbe trasformata nella giornata più brutta della sua intera esistenza.

N.A.
Salve! Era ora che iniziaste a capire cosa intendessi per 'tratta tematiche forti'🤗.

Come avrete notato, il capitolo sarà diviso in due parti altrimenti risulterebbe troppo lungo.
Spero che questo primo scorcio del passato di Niall e della sua famiglia vi abbia incuriosito,
Maria💞

P.s. ho l'impressione che il prossimo vi piacerá particolarmente😌

Inverno (SOSPESA)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora