XXXII

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(Anika, 2010↑)

«The saddest kind of sad is when
your tears can't even drop and you feel nothing.
It's like the world has just ended.
You don't cry. You don't hear.
You don't see, you stay.
For a second the heart dies.»

Niall era cresciuto introverso, non aveva la forza di parlare, né di legarsi a nessuno.
L'arrivo di quella ragazza però, cambiò le carte in tavola.

Un giorno lei lo raggiunse mentre lui era seduto in giardino a guardare il vuoto.
"Perché sei tutto solo?" Gli chiese innocentemente, sedendosi accanto a lui. Niall la guardò. Aveva dei bellissimi capelli neri, lunghi e lisci, e gli occhi verdi fu la prima cosa con cui lui entrò in contatto.
"Voglio stare solo"
"Perché?"
"Scusa, non credo di conoscerti"
"Sono Anika" gli porse la mano, lui la guardò. La ragazzina sospirò abbassando il braccio. "tu come ti chiami?"
"Niall" rispose in un sibilo. Lei sorrise, felice del traguardo raggiunto.
"Quanti anni hai?"
"Tredici"
"Oh, io ne ho quindici" lui la guardò. Niall riconobbe l'accento chiaramente straniero.
"Puoi andare via?" Le chiese, indietreggiando e portando le ginocchia al petto. Anika lo guardò triste, ma si alzò rispettando la sua richiesta.

I giorni passarono e lui si pentì di ciò che aveva fatto. Così quando la vide mangiare ad un tavolo della mensa andò a sedersi accanto a lei.
Anika lo guardò ma tornò con lo sguardo sul suo piatto.
"Come stai?" Le chiese, con la paura che lei non gli rispondesse.
"Tutto bene" disse invece, giocherellando con una foglia di insalata "tu?" Gli sorrise alzando gli occhi su i suoi. Niall ricambiò quel sorriso, trovandolo uno scoglio su cui aggrapparsi.
"Tutto bene"
"Non ho molta fame" Disse Anika, posando la testa sulla mano.
"Nemmeno io"
"Andiamo fuori?" Propose lei, alzandosi. Lui annuì ed insieme tornarono in giardino per godersi l'aria aperta.

A loro bastò poco per diventare amici, passavano tutto il tempo insieme.
Anika rispettava i momenti di silenzio di Niall, e lui cercò di aprirsi il più possibile proprio per rispettare lei.
Niall era finalmente felice.
Poi però, un giorno, la Signora accompagnata da suo marito spinse la ragazzina nella stanza dove Niall stava studiando.

Lui strinse la mascella e si alzò velocemente, andando verso di lei.
"Come siete carini" disse la donna, vedendo come Niall avesse afferrato il polso di Anika per portarla dietro la sua figura. La ragazzina tremava, spaventata "siete davvero una bella coppia, non credi Virgilie?" L'uomo annuì piegando le labbra sottili in un sorriso maligno "sareste davvero un bello spettacolo"
Nella stanza entrarono altri due uomini, chiudendosi la porta alle spalle.

Nell'aria si sentirono solo i singhiozzi disperati di Anika.
Niall non riusciva nemmeno più a piangere.
"Sebatien, assicurati che non ci sia nessuno e chiudi la porta"
"Sì Signora" rispose uno, uscendo dalla stanza.
"Anika, tesoro, vieni qui" lei si nascose meglio dietro il ragazzino, tremando sempre di più
"Gaël" chiamò la Signora spazientita, e l'uomo obbedì afferrando violentemente il braccio della ragazzina, portandola di fronte a sé.
"Bene, bene" le posò le mani sulle spalle, avvicinandosi al suo orecchio. Niall fece per avvicinarsi ma venne bloccato da Gaël "adesso spogliati di fronte a lui" lei scosse la testa piangendo, a quel punto la donna le strappò di dosso la camicetta, facendola voltare "hai solo quindici anni ma sei già una signorina, devi andarne fiera" Niall però continuava a guardarle il viso, per non intaccare la sua dignitá "è impossibile che tu non sia attratta da lui, Anika. Lasciati toccare" Niall strinse i pugni, provava una rabbia inspiegabile nel non poter far niente per aiutare la sua migliore amica.
"Lasciala in pace" lui piantò gli occhi in quelli della donna.
"Non mi piace quando ti arrabbi, Niall. Il tuo viso si contrae troppo per i miei gusti"
"Lasciala" digrignò i denti "in pace" gli adulti nella stanza risero di gusto, gli altri due si guardarono intorno sentendosi sempre più piccoli, sempre più in trappola come due bestie da circo.
Anika urlò quando si sentì spogliata anche dall'intimo, tentò in tutti i modi di coprirsi il petto nudo senza riuscirci. Le sue braccia erano bloccate e lei iniziò a sprofondare sempre di più nella vergogna.
Niall a quel punto prese un taglierino sulla scrivania per correre verso la donna, ma anche stavolta venne bloccato, violentemente, e l'oggetto gli cadde dalle mani.

Inverno (SOSPESA)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora