XVII

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"Non abbiamo più parlato" disse piano Brook "dopo-"
"Non è giornata, Brook" rispose Niall freddo e distaccato. Lei nonostante il rifiuto, decise di non arrendersi.
Non stavolta.
"È successo qualcosa?" Lui abbassò lo sguardo "a..scuola?" Niall incrociò le braccia stringendo le dita su di esse.
Fu per Brook una conferma.
Si avvicinò più a lui, anche lei incrociando le braccia. Poi, delicatamente e con leggero timore, posò un dito sul suo braccio bianco, accarezzandolo dolcemente. Lui la guardò, e, piano, sfiorò il dito di Brook con il suo.
Lei sorrise "io ci sono Niall" gli occhi di lui si piantarono nei suoi "per te ci sarò sempre" Niall passò gli occhi sul suo viso, su i suoi capelli, prima di soffermarsi sulle labbra ed infine su gli occhi neri e vivaci.
Di una purezza che lui, nei suoi, aveva perso da tempo.

Entrambi sciolsero le braccia. Brook sentì un formicolìo lungo la schiena propagarsi sulle braccia e le gambe.
Niall le sorrise.
Fu il sorriso più dolce che lei avesse mai visto. Gli occhi di lui si erano chiusi per una frazione di secondo, ed ora brillavano, di una luce a lei sconosciuta fino a quel momento.

La campanella suonò, e Brook sobbalzò, non aspettandoselo, facendo ridacchiare il ragazzo di fronte a lei che scese dal muretto dopo aver sospirato.
Brook rimase lì per qualche altro secondo, immobile e con le labbra che non smettevano di pulsarle.
I loro fratelli arrivarono, poi lui le bloccò il polso, avvicinandola a sé.
"Lo so" rispose a ciò che lei gli aveva detto qualche minuto prima, sussurrandolo fra i suoi capelli. Stavolta lei sentì chiaramente le labbra calde di Niall premere sulla sua tempia.
"Ci vediamo in giro, Brook" Niall prese per mano Dean e la guardò un'ultima volta, prima di girarsi definitivamente.
"Brook, andiamo?" Il suo fratellino le scosse il braccio.
"Sì, andiamo" gli sorrise, per poi incamminarsi verso la fermata del pullman.

Johnatan si sentiva sempre più in colpa, decise di chiarire una volta per tutte con il suo migliore amico.
Nel pomeriggio andò al bar, entrando e cercandolo con lo sguardo. Notò che stava servendo delle tazze fumanti ad alcuni clienti. Quando tornò al banco, andò a parlargli
"Hey" Niall alzò lo sguardo su di lui, senza rispondere per poi tornare a sciaquare le tazzine sporche "come stai?"
"Tutto okay" sibilò, poi fece un cenno verso altri due signori seduti ad un tavolino.
Iniziò a preparare due caffè
"Possiamo parlare?" l'altro posò le tazzine sul vassoio, andando a servire il secondo tavolo. Johnatan lo seguì con lo sguardo, mordendosi le labbra e tamburellando le dita sul bancone.
Scese dallo sgabello "ho capito, non è il momento"
"No. Sto smontando adesso" disse controllando le lancette dell'orologio appeso al muro. Si sciolse i nodo del grembiule ed entrò nello stanzino dietro il bancone. Ritornò dopo pochi secondi, poi insieme uscirono dal bar, incamminandosi per le strade affollate di Londra.

Niall camminava con le braccia lungo i fianchi, guardandosi intorno distrattamente
"Volevo scusarmi ancora..per quello che ho detto"
"Non fa niente"
"Non volevo crearti problemi"
"Lo so. Ho risolto, sta tranquillo" Johnatan sorrise e gli porse il palmo della mano, con cui Niall fece scontrare il proprio chiudendolo in una stretta.
"Come va con Margot?"
"Più che bene" l'amico lo guardò "ti vedo di buon umore"
"Mh?"
"C'è forse qualcosa che non so?" L'altro scrollò le spalle.
"Il solito"
"Quando dovrai fare il servizio fotografico?"
"Domani pomeriggio, è l'ultimo giorno. Poi Arielle manderà tutto il materiale al suo capo" l'amico annuì. I due passarono il resto del pomeriggio insieme, tornarono a casa che era ormai sera.

La mattina seguente, la madre di Arielle notò chiaramente il nervosismo di sua figlia.
"Cosa c'è tesoro?" L'interpellata si risvegliò come da un sogno e guardò la donna di fronte a lei.
"Oh, nulla. Sono un po' nervosa per oggi pomeriggio, dovrò dare il massimo"
"Vedrai che andrà tutto benissimo" rispose a sua volta la madre di Brook, posando un vassoio con dei biscotti sul tavolo.
Brook in tutto questo continuava a girare distrattamente il cucchiaino nel suo latte, con la testa poggiata sulla sulla sua mano ed i capelli arruffati.
Lo sguardo di Arielle cadde proprio su di lei, si morse le labbra.
"Mi passi lo zucchero?" Le chiese infine. Brook si alzò e, prima di posare poco delicatamente la tazza nel lavabo, passò all'amica ciò che aveva chiesto.
"Brook!" La rimproverò sua madre, ma lei aveva già salito le scale senza voltarsi indietro.

Inverno (SOSPESA)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora