capitolo 38

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La casa è addobbata, abbiamo messo una bella ghirlanda di luci e fiori fuori alla porta e un grande Babbo Natale che si accende e si spegne attaccato alla porta con colla adesiva.

La nostra casa è molto illuminata, forse anche troppo, abbiamo decorato perfino il terrazzo ricco di luci. All'interno è decorata con agrifogli, vischio e rami di alberi decorati. Abbiamo perfino attaccato delle caramelle colorate di ogni tipo e gusto sigillate in delle bustine, appese ai festoni.

Tra poco dovrebbero arrivare i genitori di Devin e sono super emozionato, ho invitato anche mia madre con Micheal e Nicholas, Tom e Jason. Avevo invitato anche Papà e Peter ma purtroppo quest'ultimo non si è del tutto ancora ripreso, quindi festeggeranno da soli il natale, mi dispiace un po' per loro ma hanno detto che sarà per la prossima volta. Tomas mi ha rivelato che mio padre non c'è la fa più a sopportarlo, quando Peter non sta bene mio padre è il suo schiavo, lo comanda a bacchetta e a lui questo non sta più bene.

Quando ritornarono a casa mio padre dovette portarlo perfino in bagno e slacciargli i jeans che indossava quel giorno, dire che mio padre era super incazzato è un eufemismo, Peter era in grado di muoversi da solo ma ne approfittava per farsi toccare da mio padre, lui dice che ha delle mani d'oro e che ci sa fare.

Tomas li ascolta sempre quando stanno insieme e mio padre urla un po' troppo quando Peter gli fa dei particolare apprezzamenti. Se ci penso mi viene da sorridere, perché nonostante la loro età loro sono molto attivi, mi sa che scopano più loro che noi.

Quest'anno abbiamo saltato il giorno del ringraziamento che è una festa che noi americani festeggiamo ogni anno, di tradizione avremmo dovuto mangiare il tacchino ripieno, avrei voluto cucinarlo per Natale ma Jason ha chiamato dicendoci che preferiva mangiare la cucina italiana.

Siamo stati al telefono per più di un'ora spiegandoci come si fanno le melenzane arrostite, tutti tipi di frittelle di alghe marine e fiori di zucca e altri tipi di antipasti che se solo ci penso mi viene da rigettare. Abbiamo cucinato talmente tanto di quella roba che al solo pensiero mi sento già pieno. Jay ha fatto un casino con Evan perché non riusciva a cucinare la lasagna e non so in quanti modi possibili l'ha insultato. Jay urlava e Evan ancora di più. Devin invece si è dedicato al tacchino ripieno con mirtilli , io nel frattempo ho messo a cucinare il Rosbif con funghi e piselli, Jay ci ha detto che si sarebbe occupato lui del Barbecue.

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Abbiamo apparecchiato la tavola con bicchieri di cristallo che i ragazzi si sono preoccupati di comprare al centro commerciale, purtroppo Marie ha chiamato Devin e gli ha fatto una ramanzina, testuali parole 'povero te se usi i bicchieri di plastica' così per non attaccare briga con la mamma ha preferito comprarli. Ci siamo dati da fare quest'oggi e non solo con il pranzo.

Io ho indossato un jeans chiaro con un maglione beige, Devin jeans e camicia con un cardigan e Evan pantalone classico e camicia.

"Amore, mi sento nervoso" dico a Devin

"non preoccuparti andrà tutto bene"

"ci saranno i tuoi genitori, cosa diranno quando mi vedranno con voi e se non gli piaccio?"

"ehy stai calmo, vedrai che gli piacerai e poi gli ho già accennato che gli avrei fatto conoscere una persona importante." Gli sorrido perché i suoi occhi mi trasmettono sicurezza e tranquillità.

"speriamo" lo bacio, un bacio dolce.

"uno a me no?" dice Evan uscendo dal solone alle prese con la cravatta che non gli riesce.

"faccio io" corro verso di lui e lo tiro dalla cravatta per poi posare le mie labbra sulle sue.

"wow" gli aggiusto la cravatta , Devin nel frattempo si presta ad arrivare alla porta e aprirla, ero talmente tanto indaffarato che non avevo fatto caso che il campanello era suonato.

Sarai NostroWhere stories live. Discover now