capitolo 29

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Evan

Quando ho capito che Adam era geloso della nostra convivenza, non ci ho pensato due volte a proporgli di venir a vivere con noi. So come ci si sente ad essere soli, sapendo che dall'altra parte due ragazzi che ami dormiranno nello stesso letto, si scambieranno baci e abbracci affettuosi, sguardi peccaminosi e fusioni di corpi, volere il tutto e non poterlo avere è doloroso.

Stamattina con Dev volevo estrarre l'albero di Natale dallo sgabuzzino che ogni inquilino ha a disposizione nel garage sottostante al palazzo e aprendo la porta di ferro abbiamo notato che lo scatolo era tutto mangiucchiato, tanti piccoli pezzi erano sparsi nel piccolo stanzino, insieme lo abbiamo aperto e c'erano due topi morti, l'anno precedente mettemmo sull'albero della neve finta per abbellirlo ed ne era rimasta ancora un po'sparpagliata sui rami finti.

"io direi di comprarne uno nuovo" asserisce Devin ed ha ragione, non posso mettere un albero tutto mangiucchiato dai topi in casa, tra l'altro questo sarà il primo anno che passeremo con il piccolo Adam, il nostro cucciolo e non sarebbe bello presentare un albero malridotto.

"hai ragione, dopo scuola andremo".

***

Nel tardo pomeriggio dovrebbe arrivare Adam e ancora non dobbiamo preparare la sua stanza. Io e Devin abbiamo deciso di dargli la stanza degli ospiti, toglieremo tutte le cianfrusaglie e le metteremo nello stanzino che abbiamo in casa che usiamo solo per i lavaggi degli indumenti dove teniamo scope e detersivi .

Nella nostra stanza non c'è spazio per mettere gli effetti personali di Adam così abbiamo preparato quella per farlo stare più comodo, ma si intende solo per le cose personali, perché lui e il suo bellissimo corpo resterà ancorato a noi, nella nostra stanza da letto, dormiremo insieme ci coccoleremo e tanto tanto sesso.

"Amore nel frattempo che io faccio spazio nello stanzino, puoi preoccuparti della stanza di Adam?" urlo per farmi sentire da lui, sento uno sbuffo seguito da 'sto sistemando il nostro letto'

"non lo fare tanto dopo lo disordineremo di nuovo" ammicco con tono malizioso, avvertendo un sorriso sfacciato di Devin.

"ci andremo insieme" volevo andare da solo con lui a prendere l'albero, non perché non volessi che Adam stesse con noi, ma perché volevo fargli una sorpresa.

"no andiamo noi, ho detto ad Adam che saremo prima usciti" lo sento sbuffare nuovamente, sicuramente avrà alzato gli occhi al cielo.

"ora vado, ma per colpa tua non farò il letto"

"a che serve farlo se dopo lo disfiamo di nuovo?" mi avvicino alla sua schiena coperta da un maglioncino bianco e lo bacio nell'incavo del collo.

"dopo tu, nudo su questo letto a quattro zampe, ti sfonderò il culo così bene che non riuscirai neanche a camminare" gli strizzo una natica facendolo balzare e gemere dall'eccitazione, continuo a baciarlo stringendogli un fianco.

"scopami" sussurra in preda al piacere che con la mia bocca gli sto donando, il collo è la parte sensibile di Devin un solo bacio e si eccita in maniera smisurata. Sento i pantaloni stringersi, voglio fotterlo ora su questo letto, fino a fargli dimenticare il suo nome, ma non lo farò.

"No, abbiamo ben altro da fare" sorrido beffardo, so di essere un vero stronzo quando voglio. Ora si ritrova con un cazzo duro nei pantaloni e l'ennesima sega solitaria in bagno.

"Vaffanculo Evan" ringhia arrabbiato correndo verso il bagno.

"non dimenticarti di pulire le piastrelle" lo prendo in giro, non è la prima volta che lo lascio con una grossa erezione davanti, amo stuzzicarlo, cosa posso farci io?

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