capitolo 15

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Mi volto guardando i loro sguardi torvi e inquietanti, so che ora iniziano le domande a raffica, Evan è rosso dalla rabbia mentre Devin mi truce con lo sguardo, cerca di contenersi a differenza di Evan che sembra un leone chiuso in gabbia da mesi.

"chi era quello?"

"Simone"

"Simone? E così me lo dici? "

"come devo dirtelo con il culo?" inizio a ribattere.

"eri uscito per chiamare tua nonna"

"e quindi? Dov'è il problema? L'ho chiamata" mento, se mi sarei trovato in un'altra situazione i ragazzi mi avrebbero sgamato, ma ora sono arrabbiato e finisco per crederci anche io.

"tu hai preferito chiamare tua nonna e stare con quello piuttosto che venire da noi per stare insieme, ti aspettavamo" mi punta il dito contro, le sue sopracciglia si stringono formando un piccolo solco tra i suoi occhi divenuti neri dalla rabbia, le sue pupille sono dilatate e ammetto di aver un po' paura, ma devo tenergli testa, non può comportarsi così, non ho fatto nulla di male stavo solo parlando con Simone che è un bravo ragazzo e come tutti hanno dei problemi, dato quello che è successo con quell'Elia.

'si per scopare' ma preferisco restare zitto altrimenti finiremo per aprire un discorso, da cui non riuscirei ad uscirne illecito e vittorioso.

"davvero mi stai incolpando di aver preferito chiamare mia nonna che venire da te? Stiamo insieme da un giorno e mi stai già addosso"

"cazzo Adam perché non capisci? Sei stato fuori un'ora , ci hai fatto preoccupare"

"cosa dovevo fare? Dovevo mollarlo lì?"

"sul serio Adam, davvero me lo stai chiedendo? Siamo i tuoi ragazzi dovresti averci pensato, invece no, sei restato con quel moccioso" le sue mani chiusi a pugni, guardo Devin che è appoggiato comodamente sul letto, come se non stesse succedendo nulla intorno a lui, come se tra me e Evan non sta avvenendo una discussione.

"e tu, non dici nulla?" mi volto verso Dev che nega con la testa.

"bene, io vado" faccio per uscire dalla stanza ma Evan mi blocca.

"se esci da quella porta, tra noi è finita" sento una lacrima solcarmi il volto, mi si stringe lo stomaco, mi porto una mano sul cuore che batte più forte del dovuto.

"che cazzo stai dicendo?" bene anche Dev ora sembra essere risuscitato dal mondo dai morti.

Mi volto con le lacrime agli occhi, sono molto emotivo e per ogni piccola cosa piango.

Mene frego delle lacrime e mi avvicino ad Evan guardandolo fisso negli occhi, "è finita" lo lascio lì ed esco fuori dalla stanza, vorrei andare da Tom ma mi troverebbero subito, vado nel parco dove sono stato l'ultima volta, e mi siedo su una delle panchine poste nel centro di una piccola piazzola.

Il sole batte forte sul mio viso facendomi bruciare gli occhi dal calore, ma ormai non sento più niente se non il mio cuore spezzato.

Le sue parole "se esci da quella porta tra noi è finita" non riesco a dimenticarle, si sono infiltrate nella mia testa e nel mio cuore come un coltello con la punta affilata, trafiggendomi il cuore e spezzandolo in mille pezzi.

Mi sento male, solo pensarli lontani da me mi fa star male.

Ho solo fatto conoscenza con un amico, non mi sembra di aver commesso chissà quale reato. Capisco che loro si sono preoccupati ma potevano chiamarmi e io sarei corso da loro, era inutile tutta quella rabbia nei miei confronti.

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