capitolo 9

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Tutto sembra filare per il verso giusto, con i ragazzi dell'altra seconda ci siamo messi d'accordo che per le 9.00 ci saremmo incontrati nella hall, facendo attenzione a non farci beccare dal professore,altro che discoteca ci rimanda in stanza e io stasera voglio divertirmi e non pensare a nulla godendomi un paio d'ore in totale compagnia con i miei amici.

Entro nella stanza e per mia fortuna i ragazzi non ci sono, non vorrei scappare da loro, ma non vorrei neanche starci a stretto contatto, dopo quello che è accaduto in aereo vorrei solo restare da solo. So di aver sbagliato a sferrargli lo schiaffo, come anche lui ha sbagliato a baciarmi, non doveva permettersi di farlo - o forse si?- La coerenza non è per me, quando si tratta di loro penso il contrario di quello che vorrei fare.

Penso molto spesso a noi tre insieme e a quello che potremmo essere, ma non so neanche come ci si sta in una relazione a due, figurarsi in tre specialmente con persone che stanno insieme da tantissimo tempo è inconcepibile.

Sono stato con un solo ragazzo, un ragazzo che ho amato tanto,dire tanto è riduttivo,mi ero preso una sbandata. Tutte le ragazze del liceo erano gelose della nostra relazione, a tutte piaceva Jessy che si trattava di donne o uomini, trasmetteva sesso da tutti pori, il suo sguardo era sempre malizioso non c'era momento in cui i suoi occhi non ti spogliavano, ma ciò non accadeva solo con me ma con molti altri. Sono sempre stato innamorato di lui, inconsapevolmente, ma lo sono sempre stato.

La notte non ci dormivo, pensavo a lui e al suo sorriso, pensavo al suo sguardo che mi raggelava ogni qual volta che lo incontravo, pensavo alle sue labbra che venivano massacrate dai suoi denti, pensavo a quanto avrei voluto baciarlo ma ciò che più di tutto pensavo, era non poterlo avere, era etero e questa cosa mi destabilizzava, sapevo di doverlo dimenticare, ma non ci riuscivo, era una dipendenza, come la Nutella senza essa non puoi vivere, vorresti sempre averla in casa e gustartela ogni qual volta che vuoi, vorresti tenerla stretta perfino nel letto l'ansia che ti attanaglia se qualcuno se la ruba, ed era così che mi sentivo con Jessy, volevo averlo tutto per me, ma sapevo che era impossibile come era impossibile dimenticarlo.

Tutto cambiò durante una partita di basket, lui era lì sudato con la canotta a coprirgli il suo corpo perfetto e muscoloso, i suoi pantaloncini che gli fasciavano il suo lato B in un modo così perfetto che ti faceva ristringere tutto addosso. Dopo aver vinto avanzò verso la mia direzione, io mi guardavo intorno sperando che non ci fosse nessuno alle mie spalle e così fu, tutti adulti, ero l'unico ragazzo, si avvicinò e mi baciò, chi si aspettava che Jessy il capitano della squadra di basket fosse gay, chi si aspettava che tra tanti avesse scelto me ma, sopratutto chi si aspettava che avrebbe baciato proprio me, dinanzi all'intero istituto, da lì iniziammo a conoscerci.

Dopo settimane, scoprì il tutto, mi bastò andare in palestra per scoprire quella porcata che aveva fatto, una sola frase mi raggelò sul posto 'sei riuscito a portartelo a letto?' e fu quella frase a farmi incazzare e a mascherare quel maledetto 'si' che pronunciò per soldi.

**

Entrai nello spogliatoio della scuola, Jessy era il capitano della squadra di football e quando mi vide rimase ghiacciato sul posto, lo fulminai con lo sguardo, lui sapeva quanto io ci tenessi a lui e quanto mi ci ero affezionato, quel giorno volevo che passassimo una giornata divertente insieme.

Sarai NostroWhere stories live. Discover now