capitolo 26 prima parte

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Tom

Cammino per le strade di Londra, questa settimana più di altre il tempo non è stato dei migliori, quel piccolo spiraglio di sole che di tanto in tanto usciva si nascondeva subito dopo dietro le nuvole come se si mettesse paura di presentarsi, mi manca il sole e il caldo che ho provato a Roma in una settimana, se potessi mi trasferirei stesso oggi in Italia.

Tutti sembrano fare qualcosa, il Natale si sta avvicinando e il mese di Dicembre è il più freddo, non solo c'è la pioggia ma di tanto in tanto nevica. Le strade sono impossibili da percorrere, più cammini e più ti geli, è una settimana che torno a casa zuppo d'acqua e con qualche fiocco di neve tra i capelli.

Ho da poco finito gli allenamenti di nuoto, ora vi chiederete 'ma come fa questo a nuotare con questo freddo?' a volte non lo so neanche io come faccio, quando mi spoglio mi vengono i brividi su tutta la pelle, specialmente quando indosso maglioni di lana, sciarpa, cappello e guanti e, mi viene anche da ridere se penso a come mi concio per uscire.

Quando ero più giovane, ero un ragazzino molto riservato, amavo andare a ballare, ubriacarmi qualche volta ma allo stesso tempo amavo leggere e restare ore chiuse in camera leggendo un libro e vedere un film di qualsiasi genere mi si presentava. Un giorno mio padre entrò dalla porta e mi chiese con la sua voce autoritaria cosa avrei voluto fare nella mia vita, se avrei voluto praticare qualche sport in particolare, lì per li gli risposi che mi piaceva quello che facevo, che leggere mi faceva stare bene, non sembra ma sono un ragazzo a cui piace estraniarsi di tanto in tanto, evaporare dalla realtà e immergersi in una nuova vita ricca di emozioni, mio padre cocciuto com'era mi scrisse a calcio e io ansicchè parteciparci mi rifugiavo in biblioteca, ma poi accadde che il Mister chiamò mio padre e gli disse delle mie assenze, così quando lo seppi gli confessai di non piacermi. Un giorno conobbi un ragazzo molto birichino se non sbaglio si chiamava Luca era un ragazzo bassino dagli occhi verdi e i capelli rossi, portava sulle spalle un borsone più grande di lui, doveva essere pesante, perchè ogni due metri lo posava per terra, così in mezzo al gelo mi ci avvicinai a lui e iniziammo a parlare e a conoscerci, mi disse che praticava nuoto lo accompagnai e appena lo vidi, decisi che forse anche io avrei dovuto fare qualcosa e smettere di rifugiarmi nei libri. In estate andavo al mare ma mi fermavo sempre quando l'acqua mi arrivava alla vita perché non mi sono mai impegnato a imparare a nuotare, ma quando decisi che volevo imparare non riuscivo a mettere neanche il piede nell'acqua. Il Mister quando mi vide disse 'allora ragazzino che vogliamo fare? Ti sbrighi ad entrare?' volevo ucciderlo, come potevo entrarci se non sapevo neanche mantenermi a galla? Quando glielo confessai spalancò la bocca assumendo una grossa 'O' e ci sorrido ancora se penso alla sua espressione buffa. Dopo due anni Luca tornò in Italia e ci rimase mentre io continuai ad andarci, in un secondo momento andò via anche IL Mister era anziano ed era venuta l'ora che andasse in pensione, ora non so neanche che fine abbia fatto sono cinque anni che non lo vedo.

Le strade sono umide e bagnate, un po' di ghiaccio è incrostato sull'asfalto che io schivo, i negozi sono addobbati con addobbi natalizi e luci colorate, famiglie con sciarpe e cappelli di lana con il pon pon in testa e le loro buste con regali e acquisti natalizi, camminano per le strade frettolosamente, ho bisogno di trovare una tavola calda ho bisogno di bere qualcosa di caldo se non voglio prendermi una broncopolmonite.

Mi fermo nel primo bar sulla strada l'unico che stranamente non è addobbato, spingo sulla porta e un campanellino suona sulla mia testa, appena entro una signora sulla cinquantina mi sorride e indossa un cappellino rosso in testa come il suo grembiule in vita, i tavoli sono tutti apparecchiati di rosso con annesso anche i tovaglioli di carta e la pila di bicchieri, direi che è Natale anche qui, è vero quando dicono mai giudicare un libro dalla copertina, dall'esterno sembrava un bar povero , non aveva neanche una corona che manifestasse l'aria natalizia.

Sarai NostroWhere stories live. Discover now