capitolo 40

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Guardo il ragazzo davanti a me, lo guardo, guardo ogni suo singolo particolare come a volerlo studiare e memorizzare nella mia testa. È alto quasi un metro e settanta, la sua carnagione è ambrata, i suoi occhi celesti e trasparenti assomigliano al mare dei caraibi, beh non l'ho mai visto ma in foto si ed è davvero stupendo, come questo ragazzo che ho davanti è di una bellezza disarmante, il suo corpo è atletico e sono sicuro al cento per cento che pratica sport, i suoi capelli lunghi fino alle spalle che incorniciano il suo viso squadrato, indossa una tuta che dal logo riportato al fianco, è Adidas.

La mia fotocopia

"tu chi sei?" mi domanda, riportandomi alla realtà, sposto in un attimo gli occhi dal suo corpo e lo guardo in quegli occhi color cielo.

"semmai tu chi sei.." ribatto adirato.

"io sono quello che tu non sarai mai" ma chi si crede di essere, venire qui e insultarmi senza neanche conoscermi.

"ah si e tu chi saresti? "

"il ragazzo di Devin e Evan, tu sei solo una puttana" il mio corpo parte incontrollato, mi catapulto su di lui e senza neanche conoscerlo gli do un pugno che lui riesce a schiare. Mi porta il mio braccio dietro alla schiena e mi sussurra.

"sono maestro di Karate 2° Dan, provaci di nuovo e sei morto!" provo a liberarmi e dopo averlo fatto gli intimo di andarsi, ma lui non sembra voler andare via.

"dove sono i miei uomini"

"ancora? Sono miei e non tuoi ora vattene"

"piccolo chi è alla porta?" Giunge Evan dal salotto seguito di Devin e Akita. Quest'ultima inizia a ringhiare verso Dean, anche a lei non piace.

"Tu.." gli occhi di Evan di si arrestano, fissando negli occhi Dean. I suoi occhi sono rossi dalla rabbia, le sue mani strette in due pugni e le vene che si gonfiano sul suo braccio e il suo collo.

"Vattene, non sei il benvenuto"

"siete ridicoli, vi siete trovati una puttana uguale a me" deride pungente Evan che tra pochi attimi si scaraventa su di lui. Ora ricordo, quel ragazzo che mi diede informazioni, mi chiese se io avessi tagliato i capelli, lui credeva che io fossi Dean. Perche i ragazzi mi hanno mentito? Forse è per questo che hanno scelto me, io ero identico a lui. Loro volevano un ragazzo che gli somigliasse, un ragazzo che glielo ricordava.

Non so cosa sia successo tra di loro e sinceramente non mi interessa neanche più, perché sono stufo di tutto questo.

Ecco perche sono gelosi di me, hanno paura di non trovare un ragazzo che somigliasse a lui.

'stai blaterando' mi chiedo interiormente, forse si starò blaterando, ma anche io come questo ragazzo appena l'ho visto ho pensato ad una fotocopia. Ci assomigliamo molto e odio ammetterlo ma concordo con Dean. Sono stufo l'ho già detto?

È da un po che non ascolto, ormai, tutto ciò che si stanno dicendo..

Non so se Devin come le altre volte stia muto o anche lui come Evan si sia arrabbiato.

Decido di voltare le spalle e andarmi a chiudere nella stanza che non condivido con i miei ragazzi, la stanza dove contiene tutti i miei ricordi e i miei vestiti. Mi rigiro tra le mani la chiave che mi hanno regalato per Natale e mi chiedo se anche Dean aveva una chiave, se lui viveva nella nostra casa, se anche lui ha condiviso il letto che ci ha visti amarci più di cento volte.

Solitamente do sfogo alle mie emozioni piangendo, ma ora l'unica cosa che riesco a pensare e alla delusione, rabbia per quello che non mi è stato detto e nascosto fin dal principio ma, ciò che mi fa più schifo è il fatto di essere identico a lui.

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