Capitolo 7

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Il giorno tanto atteso è arrivato.

Sono giorni che non riesco a non pensare come si evolverà questo viaggio.

Stare a stretto contatto con Devin e Evan è un occasione rara, di solito li si vede solo al college e sono sempre uniti.

Martedì partirà anche Chris così passerò del tempo anche con lui e conoscerò molti posti di Roma, non vedo l'ora di atterrare all'aeroporto di Fiumicino se ricordo bene.

Saliti in aereo prendo posto vicino al finestrino con al mio fianco Tom che ha in mano una busta di carta, credo che gli servirà per rigettare nel caso dovesse sentirsi male. Non è mai stato in aereo e tantomeno su una ruota panoramica, soffre di vertigini e non so quante volte abbia detto di voler prendere il treno, ma purtroppo non è stato possibile.

È stato il preside a decidere quale mezzo dovessimo usare, così i rappresentanti cioè Devin e Evan hanno accettato, senza preoccuparsi di chi potesse sentirsi male. Ma come si dice ognuno pensa per sé.

Marta Crucci del quinto anno, si sventola con una mano il viso,le gocce di sudore gli colano dalla tempia.

Poco dopo vedo avvicinarsi il prof di arte, ha 47 anni il suo nome è Marcus della Serra, è un uomo molto affascinante e nonostante la sua età ammicca spesso ad Evan che non lo considera affatto, eppure è un uomo molto elegante e ha il suo fascino, veste sempre con pantaloni classici e camicie strette che mettono in risalto la sua muscolatura, è uomo composto e con tutti i requisiti che possano piacere ai ragazzi ed è strano che i ragazzi lo danno per scontato.

"Marta tutto bene?" gli domanda il prof abbassandosi alla sua altezza

"tutto bene prof. Non si preoccupi" arrossisce

"ecco prendi questo, potrebbe servirti" gli porge un sacchetto di carta uguale a quello di Tom.

"grazie mille"

Devin è seduto due file davanti a noi al lato del finestrino, su in alto c'è un tv a schermo piatto di piccole dimensioni, riesco a notare il suo sguardo attraverso di esso, credeva che non l'avrei visto ma per sua sfortuna e mia fortuna l'ho visto.

Evan gli si avvicina accarezzandogli dolcemente il volto ricevendo un sorriso da orgasmo.

L'aereo inizia a decollare e l'aeroporto diventa sempre più piccolo e con esse anche le case, le strade sembrano serpenti che si incrociano tra loro, è una visione spettacolare.

Le dita di Tom si stringono intorno al bracciolo facendo diventare le nocche bianche, il suo respiro è soffocato, non riesce ad incanalare aria sufficiente, inizio ad avere una fottuta paura, non so cosa fare così cerco di calmarlo.

"Tom ispira ed espira"

"non ci riesco"

"Tom guardami sono qui, rilassati fai un respiro profondo e rilascia l'aria lentamente" Tom fa il contrario di quello che gli dico, prendo il sacchetto e glielo metto tra le mani, rigetta liquidi, almeno è stato intelligente a non aver fatto colazione. Poco dopo vedo il prof della Serra avvicinarsi a noi.

"cosa succede qui'"

"prof Tom non si sente bene, non riesco a farlo calmare è troppo agitato"

"vai al mio posto, ci penso io qui" si affretta a dire il prof, l'hostess mi si avvicina a passo svelto, "signorino deve sedersi" gli spiego che dovevo solo fare cambio di posto e lei mi accompagna in prima fila vicino a Evan, se sapevo mi stavo zitto e cercavo un altro modo per calmare Tom, tra tanti posti proprio qui doveva sedersi il prof.

Sarai NostroWhere stories live. Discover now