capitolo 8

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Una mano mi scuote sulla spalla,mi volto verso quell'idiota che mi ha svegliato, pronto a massacrarlo

"Tom cosa cazzo vuoi?" lo spingo per aria,mi porto una mano alla bocca e sbadiglio emettendo un rumore che fa voltare tutti i miei compagni.

"cosa volete mi sono appena svegliato" faccio spallucce, mi alzo prendo il mio borsone e scendo dal pullman seguito da Tom, mi fermo di colpo non appena i miei occhi mettono a fuoco il grande palazzo che mi si para di fronte, facendo battere Tom alle mie spalle.

"che cazzo Adam" lo lascio bestemmiare le peggior parole che esistono al mondo, mentre io osservo il tutto.

Il palazzo è molto alto, è rosa con delle rifiniture bianche intorno alle finestre, l'entrata è piena di fiori, l'hotel è circondato da grandi piante di pino, sull'entrata c'è scritto Hotel Eden.

Entriamo nella hall, e il professore dice qualcosa alla receptionist, una donna bionda con i capelli raccolti in una semplice coda di cavallo, le sue labbra ricoperte da un rosso acceso, il classico clichè .

Dopo aver guardato per diverso tempo allo schermo del computer, si volta verso il prof della Serra e, gli pone ben 10 card, quelle magnetiche.

"allora ragazzi qui ci sono le card, ogni camera è composta da tre persone" ma non erano quattro?

Prendo il cellulare dalla tasca e chiamo mia madre che risponde dopo il terzo squillo

"ti sei degnato di chiamarmi" la sento urlare dal telefono, sono le dieci di mattina la immagino con la penna tra le labbra a mangiucchiarsi il tappo, questa è una delle cose che abbiamo in comune.

"nervosetta oggi?"

"cazzo nooo" che finezza, ma purtroppo il suo vocabolario è molto più fine del mio, mi ha avuto che era giovane, il suo carattere è molto ribelle, era la cheerleader del suo liceo e molti non la sopportavano per il suo modo di porsi, in fondo è sempre così cheerleader ochette e giocatori di football stronzi. Ma nonostante ciò mi ha insegnato l'educazione, il rispetto e tant'altro.

"cos'hai combinato?, ansi non me lo dire, scommetto che hai fatto scoppiare la penna in bocca e ora sei sporca di inchiostro" non posso sbagliarmi.

"come..come hai fatto?"

"mamma ti conosco, ne hai rotte parecchie, tutto bene lì?" gli domando cambiando discorso, perché so che se apro un discorso sulle penne, non staccheremo mai.

"diciamo, nell'altro negozio c'è mamma, lo sai quella fa solo guai"

"mamma mettila alla prova, si tratta di una settimana"

Nonna Agnese è sempre stata negata in negozio, prende i soldi e dimentica il resto, dimentica di restituire gli oggetti personali ai clienti, sbaglia le ricevute, non da i scontrini e quando si arrabbia? Manda tutti a quel paese, lasciando il negozio incustodito.

"Adam mi preoccupa, lo sai che non gli interessa del negozio,non posso sostituirla, ma come ti è venuto in mente di metterla al tuo posto?"

"mamma non sapevo a chi chiederlo, papà lavora e lo sai che non se ne intende di queste cose, Tom è in gita con me, Jennifer lavora con te e nonna era l'unica disponibile, ed è stata molto gentile ad accettare"

"Adam, entrambi sappiamo quanto odia la nonna la lavanderia, cosa ti ha chiesto a tal punto da chiedergli qualcosa in cambio?" pareva strano che non indagava.

"niente mamma, lo giuro"

"Adam?"

"ok..ok.. voleva essere fatta i capelli, io non volevo perché mi scocciavo e lei ha detto che avrebbe fatto qualunque cosa, e così.."

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