capitolo 16

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Arrivo alla pista di pattinaggio, fortunatamente avevo qualche spicciolo con me, ho preso un taxi e ora mi trovo all'ingresso.

La pista è grandissima tantissimi ragazzi sciano sul ghiaccio, alcuni sono aggrappati alla sbarra che la delimita, altri con i sederi per terra e ridere a più non posso, loro ridono ma io sono sicuro che si sono fatti malissimo, domani si ritroveranno con il sedere pieno di lividi.

I bambini si divertono sciando con i loro pinguini che le fanno da guida. Non ci sono mai stato e vedere tutto questo movimento è tutto nuovo per me, a Londra ci sono le piste di pattinaggio ma non ci sono mai stato, ho sempre avuto paura ed il solo pensiero di me su quelle asse sottili di metallo a correre e non riuscire a fermarsi mi agita. Mentre loro ridono e scherzano la mia mente filma i peggiori scenari, sangue sparso sul ghiaccio, persone con i pattini ficcati in testa, tutti morti e una bambina che ride davanti alla strage "mamma guarda" la voce di una bambina mi riporta alla realtà, scuoto la testa lasciando che la testa si liberi.

E la vedo..

Una bambina in particolare attira la mia attenzione, avrà minimo sei anni, i suoi capelli lunghi e mossi di un colore dorato, ha dei para orecchie rosa scuro, indossa un giubbotto bianco che gli arriva fino alle ginocchia e corre ad alta velocità, guidata da un ragazzo con tuta vestito di blu, lo guardo e dopo una curva ad alta velocità mi accorgo che si tratti di Simone, il vento gli scompigliai capelli, prende la bambina in braccio e la fa volteggiare in aria, il suono della sua risata si espande per l'intera pista riecheggiando in tutta l'area.

Firmo il modulo e pago.

Mi avvicino alla pista e riesco ad ottenere l'attenzione di Simone, si avvicina alla sbarra e mi regala un sorriso a 32 denti, si guarda intorno per vedere se sono solo, il suo sguardo si posa su di me, mi posa una mano sulla guancia e mi accarezza, ha capito quello che è successo e mi fa un piccolo sorriso di comprensione.

"dai entra, poi ne parliamo se ti va" acconsento con la testa e salgo sulla pista, inizio a scivolare cadendo con il sedere per terra 'cavolo che male' , ma due braccia mi prendono sa sotto le braccia e mi accorgo che si tratta di Simone grazie a lui riesco ad acquistare equilibrio e un po' di fiducia in me stesso.
Mi spiega come mettere le gambe, faccio come mi dice e riesco a mantenere una posizione dritta e un controllo del corpo da far invidia a Javier Fernàndez Lopez pattinatore spagnolo. Mi immagino effettuare strane acrobazie io che volo in alto e Devin e Evan che mi prendono poi.. "ehy sta un po' attenta" una ragazza mi viene addosso, facendomi scivolare e cadere con il sedere per terra, tutti mi guardano e ridono prendendomi ingiro, sorriso anche io per sentirmi meno in imbarazzo, ho fatto una scivolata degna di un trofeo.

"ti sei fatto male?" ride forte Simone, ma avevo notato la sua espressione preoccupata di poco fa.

Lo tiro a me, facendolo cadere su di me, insieme ridiamo, fin quando quella voce che sto iniziando ad odiare non fa una delle sue solite uscite.

"ma come siete belli, mi sto emozionando" si burla di noi Elia, mi alzo e mi avvicino a lui con la presa di Simone che mi intima di lasciarlo perdere, "vuole solo attaccare briga, non dargli corda" arrivo alla barra e mi rendo conto che ho sciato senza una guida e mi sento felice, ho fatto più di un metro senza cadere.

"che ci fa lui qui?" Simone distoglie lo sguardo su di me posandosi alle mie spalle, mi volto e noto Elia baciare una ragazza dai capelli neri come la notte.

"è la ragazza del momento, lei crede che sia la sua ragazza solo perché la chiama quando ne ha voglia. Elia ha sempre detto che è brava a letto" fa spallucce.

"te l'ha detto lui?" è strano che un ragazzo come Elia si confidi con Simone.

"no.. si.. " si avvicina alla sbarra tenendomi per un braccio

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