capitolo 37

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Stamattina mi sono svegliato con il piede giusto, mi sono iscritto al corso di parrucco, ieri ho parlato molto con mia madre e anche se lei era contraria a dover lasciare gli studi, alla fine ha accettato. Sa che è il mio sogno fin da bambino e, lei non vuole essere la causa dei miei fallimenti in un futuro. Sa che l'unica cosa che può rendermi davvero felice è ciò che io amo fare.

Non lascerò il negozio di ritiro, le lezione inizieranno alle 9.00 di mattina fino alle 12.00 il pomeriggio sarò libero e potrò lavorare nel negozio.

I ragazzi sono andati via già da un pezzo, le lezioni riprenderanno a Settembre quindi hanno deciso di andare a fare compre, invece io ho preferito restare a casa e mettere un po' in ordine che ultimamente la stiamo trascurando e il motivo ve lo lascio immaginare, passiamo più tempo tra le lenzuola che fuori casa.

Mentre metto a fare il bucato, il telefono squilla dall'altro capo della casa, fortunatamente la suoneria del telefono è alta e quindi riesco a sentirlo in questa specie di Reggia.

È Tom, spero che non abbia scoperto che sono stato io a dirgli tutto al padre, ora mi beccherò una bella ramanzina perché gli ho privato dell'amore di una madre, ma lui non sa che tutto quello che ho fatto è per il suo bene. Incrocio le dita, se è quello che penso direi che questa volta non basteranno due messaggi per farmi perdonare da Tom, non basterà una partita alla play per calmare le acque. Non l'ho baciato davanti all'intero istituto per far ingelosire due idioti che oggi amo alla follia, ma gli ho privato di una mamma. Che Dio me la mandi buona..

"Tom.."

"Adam, corri in ospedale ti prego.."

"Tom stai calmo, cos'è successo?"

"papà è stato accoltellato, non dire nulla a Jay che sta a lavoro.."

"arrivo.." stacco il telefono, prendo la giacca e le chiavi e chiudo la porta.

Prendo l'auto di mia madre e vado in ospedale, cavolo odio Londra è trafficata, purtroppo Natale ancora non deve arrivare e qui tutti fanno le spese.

Dopo domani è il giorno del ringraziamento e come ho capito, verrà a pranzo la mamma di Devin che si autoinvita tutte le feste Natalizie.

Prendo il cellulare mentre con l altra mano guido, se mi vedesse una volante della polizia mi farebbe una bella multa e, questa è l'ultima cosa che ci vuole.

"Amore." Risponde Evan

"More, sto andando all'ospedale da Peter" dico di botto.

"cos'è successo?"

"è stato accoltellato da Vanessa, non so come sia successo, ma sto andando li da Tom, vi farò sapere qualcosa voi non preoccupatevi" non voglio disturbarli, ma non voglio che vadano a casa e gli venga un colpo quando non mi trovano.

"Arriviamo.." mi staccano.

Arrivo all'ospedale e mi avvicino al banco dove ci sono due infermiere e un dottore, sulla Targhetta c'è scritto Dottor. Tompson primario Ginecologico.

"salve, sono il figlio di Peter White"

"documento per favore.." cavolo quanti convenevoli, prendo il documento e mi ricordo che Peter non è altro che il mio secondo padre.

"dottoressa, Peter White è il mio secondo padre, io porto Miller" la signora, chiude il documento e mi indica di sedermi e che non ha tempo da perdere.

Dopo circa dieci minuti, arriva mio padre.

"papà.."

"figliolo, che ci fai qui? Perché non sei entrato, Tom mi ha detto che stavi arrivando"

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