Aprii gli occhi sentendo il cuore battere così forte da avere l'affanno, colpa della paura, dell incubo, di Amber, della mia morte.
Sorressi il mio capo con entrambe le mani per mantenere la calma recuperando il fiato perso.
Perché era tutto così assurdo?
Nonostante cercai di tranquillizzarmi, non riuscivo a non pensare a Yong-guk, ero preoccupata per lui anche se la scena che vissi era del tutto surreale.
Mi alzai dal letto ancora stordita raggiungendo il corridoio, smisi di camminare arrivando di fronte camera sua, la porta spalancata e lui dormiente, il suo viso illuminato dalla televisione accesa, vedendo che stava bene sospirai ritrovando un momento di sollievo, continuai il mio percorso raggiungendo la cucina in cui bevvi un bicchiere d'acqua realizzando che non avevo paura del buio, ma dei mostri che avevo dentro e dei ricordi che portavo con me, una lacrima scese senza preoccuparsi di rigarmi lo zigomo facendomi tornare in mente che ero ancora troppo debole, fragile per vincere il passato da sola.
Con il bicchiere tra le mani tornai di fronte la stanza del mio coinquilino, entrai senza far rumore e mi sedetti su un lato del letto in cui era sdraiato, guardai l'oggetto di vetro che avevo tra le mani per poi spostare lo sguardo sul suo corpo coperto dal lenzuolo rosso che rivestiva il materasso e il suo viso scoperto ornato dai capelli scuri scompigliati che gli donavano un'aria innocente.
Una riflessione mi tornò in mente, ricordai che nei miei incubi generalmente c'erano sempre delle persone extra, ma mai per nessuna reagii d'istinto, non come ho fatto con lui, di solito non mi preoccupavo ne avevo paura per esse, ma quella volta fu diverso, come era diversa una giornata in sua compagnia o una battuta accompagnata dalla sua risata, niente era "normale" o noioso se c'era la sua presenza e per me tutto questo era strano, ma fantastico, sapeva farmi reagire in modo diverso, nonostante tutto.
Pensando a questa serie di cose lo vidi stropicciarsi gli occhi, sperai non si svegliasse, ma la sfortuna decise di venirmi in contro, come sempre d'altronde...
-Won...-
Disse con la voce roca dal sonno.
-È successo qualcosa? Sembra che hai visto un fantasma...-
-Incubo-
Mi limitai a dire solo quella parola che mi ricordò il suo viso rigato di lacrime al vedere il mio corpo privo di vita.
-Cosa hai sognato?-
-Sono morta di nuovo.-
Sentii un dolore al petto sapendo che gli stavo nascondendo la cosa più importante, ovvero che c'era anche lui in quella scena tragica.
Il suo viso acquisì un'espressione dispiaciuta osservando i miei occhi lucidi che notarono il suo spostarsi verso destra mentre mi faceva cenno di sdraiarmi accanto a lui, poggiai il bicchiere sul comodino e non opposi resistenza ubbidendogli, mi sistemai caricando il mio peso su un fianco dandogli le spalle che coprì con il lenzuolo a nostra disposizione, restammo distaccati nonostante fossimo vicini finché la sua mano si fece strada all altezza della mia vita, sentii il calore del suo corpo avvolgermi sempre di più e il suo respiro sul collo ritrovandomi in poco tempo tra le sue braccia.
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NUOVO CAPITOLO!!!!
Paura per Bang, il suo sentirsi sempre più debole, Yong-guk che l abbraccia...tante cose che messe insieme potrebbero fare una frittata~
Comunque ho aggiornato anche oggi quindi amatemi.
Tornando seri.
Vi piace la piega che sta prendendo la storia? Fatemelo sapere nei commenti!
Il vostro pensiero è importante per me.
Intanto vi avviso che presto ci sarà il punto di vista di Bang again~ so che mi volete bene nel profondo dei vostri cuori!
Detto questo arrivederci al prossimo capitolo!
Continuate a leggere e a votare i capitoli per supportare questa storia, grazie mille a chi lo farà!
Nomi, luoghi e situazioni sono del tutto casuali.
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• Wake me up • Bang Yong-guk • B.A.P •
FanfictionKim Ji-Won possiede un passato difficile, un passato che non riesce ad accettare e che nasconde, per mezzo di tutte quelle paure che in lei hanno iniziato a crescere sempre di più, tra queste, la paura di fidarsi. I suoi sbalzi d'umore e i suoi atti...
