Decido di non mettere qualcosa che dava troppo nell'occhio, decisi di puntare sui dettagli

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Decido di non mettere qualcosa che dava troppo nell'occhio, decisi di puntare sui dettagli.
Mi sentivo tranquilla e a mio agio, mio padre mi chiamò per l'ennesima volta.
Prendo la mia borsa e la chiave della camera ed esco da essa.
Stavo per chiudere la stanza quando qualcuno mi sbatte contro.

Io: aia cavolo! Svegliati Ciccio, mi stavi per schiacciare

Era un ragazzo moro, era anche vestito elegante.
Mi guardava e non sapeva cosa dire.

Io: ti hanno pure tagliato la lingua?

Decido di andarmene perché era come bloccato.
Quando lo sento arrivare di fianco a me ed inizia a parlare.

X: scusami veramente! Sono un po' in sovrappensiero e non mi sono accorto che eri lì. Tu che ci fai qui? L'hotel è riservato alla nazionale
Io: dio mio! Lo so è la seconda volta che mi dite su, se ci sono un motivo ci sarà!

Lui entra nell'ascensore ed io scendo per le scale.
Ora per colpa di quello ero nervosa.
Arrivo al ristorante e mio padre non cercò di certo di migliorare la mia situazione.

P: finalmente
Io: ho fatto il più veloce possibile papi
X: papi?

Lo stesso ragazzo arriva ed io lo guardo scocciata.

P: si Federico! Lei è mia figlia Sara, ha preso il posto di quel fotografo che ci ha piantato in asso all'ultimo minuto
F: bene

Dice confuso.
Arrivano tutti i giocatori e subito si siedono al tavolo.
Mio padre mi fa sedere accanto a lui.
Si alza in piedi e fa un discorso importante per poi presentarmi alla squadra.

P: bene ragazzi da sta sera incomincia il nostro cammino per questo Europeo che aspettavamo da tanto con ansia.
Ci sono state delle novità sia dal punto di vista della squadra, sia nel mio staff.
Ovvero tutti sapete che Gianluca ha avuto un imprevisto con la sua famiglia e non è potuto essere qui, quindi non sapendo chi contattare all'ultimo minuto, non ho avuto scelta ed ho supplicato mia figlia Sara di accompagnarci.

Tutti mi guardavano come se non avessero mai visto una ragazza.
Saluto i ragazzi con una mano e loro ricambiano contemporaneamente con un banalissimo "ciao".
Mio padre continua il suo discorso ed io mi sentivo perennemente osservata, ma faccio finta di non averlo notato.
Arrivano i camerieri e tutti si mettono a mangiare.
Sono proprio uomini, pensai.
Facevano un casino assurdo con quei vocioni che s ritrovano.
Quasi da mal di testa.
Mi passa la fame, faccio finta di mangiare quel pollo insipido con quel insalata scondita che avevano portato e quando tutti si alzano per andare nelle loro stanza io cerco Federico per scusarmi.
Avevo esagerato prima ne rispondergli così, ma ero nervosa.
Lo trovai in giardino con un alto calciatore, quindi deciro di non disturbarlo.
Lui mi guarda e mi sorrise, ricambio e me ne vado verso l'ascensore.

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