Venti

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Mi sveglio e sono sola, non ho voglia di alzarmi e resto ancora nel letto.
Mi sto per addormentare, ma sento Nicolò arrivare in stanza, si siede sul letto e mi accarezza per farmi svegliare.

N: buongiorno amore

Al suono di quelle sue parole sento le farfalle nello stomaco.
Sorrido e lui capisce che ero sveglia.

Io: buongiorno

Dico sbadigliando.

N: scendiamo a fare colazione?

Annuisco e mi alzo.
Mi vesto e scendiamo.
Vedo mio padre guardarci male e cercai di ignorarlo, ma dovevo parlargli.

Io: vai con i ragazzi, arrivo tra poco
N: Sara... Lascia perdere
Io: no
N: dio quanto sei testarda
Io: shh

Ride e va a sedersi vicino agli altri ragazzi ed io mi avvicino a mio padre.

Io: buongiorno

Non risponde.

Io: papà...possiamo parlare?
P: no

Si alza e se ne va.
Dopo poco torna e mi prende per il braccio portandomi fuori.

Io: aia
P: scusa...
Io: fa niente...
P: non puoi stare con Nicolò
Io: perché papà perché?
P: perché no e basta, lascialo o sarò costretto a non farlo giocare

Non rispondo ed inizio a piangere, andando verso la mia camera.
Non potevo permettermi di non fare giocare Nicolò, mi sacrificherò per il suo sogno...
Proprio ora che tutto sembrava andare per il verso giusto, mio padre vuole interrompere tutto.
Nicolò arriva e appena mi vede piangere si preoccupa.
Mi tolgo l'anello e glielo ridò, senza smettere di piangere silenziosamente.
Lui mi guarda con gli occhi lucidi e non capendo si siede e mi chiede il perché di questo mio gesto.

Io: non può funzionare tra di noi Nicolò...
N: ma che ti prende ora?
Io: non fare domande per favore...
N: proprio non ti capisco, vaffanculo

Esce sbattendo la porta della stanza e inizio a piangere ancora.
Mi butto sul letto e stingo forte il cuscino che aveva ancora il suo profumo e dopo poco etra Federico.

F: ei ei bimba, che succede?
Io: n-nulla
F: bugiarda, peggio di pinocchio sei!
Ho visto Nicolò uscire tutto incazzato della stanza, quindi smettila di dirmi cavolate
Io: l-lo ho las-sciato...
F: e perché?
Io: non posso dirtelo
F: invece me lo dici
Io: no, Federico vattene
F: no
Io: invece si

Urlo.
Fede se ne va e torno a piangere.
Non posso fidarmi di nessuno, nemmeno di Federico sono tutti amici di Nicolò e gli direbbero tutta la verità ed io non voglio che succeda.
Io lo amo da impazzire, ma mio padre è stato chiaro.
Era ora di andare all'allenamento e mi preparo per fare le mie solite foto, cerco di smascherare la mia tristezza e aspetto i ragazzi che pian piano arrivano in campo.
Finisco e vado su per vedere le mie foto e qualcuno bussa alla mia porta.

Io: chi è?
A: Ale

Ero sorpresa e al quanto felice che Bastoni mi avesse cercata.
Ci ripensai meglio e lui è molto amico di Nicolò, entrambi giocano all'Inter.
L'avrà mandato Nicolò, pensai.
Lo faccio entrare e lui subito si accomoda, dato che io ero sul mio letto a vedere le foto.

A: posso vederle anche io? Nico non fa altro che dirmi che le tue foto sono bellissime

Sorrido.

Sorrido

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