Ventotto

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Mi sveglio dopo quasi un'ora e mezza, prendo il cellulare e guardo le notifiche.
Messaggi e chiamate perse da mio padre, mi fanno ricordare di non aver avvisato nessuno.
Messaggio con papà e dopo poco Nicolò mi fa prendere un infarto.
Urla il mio nome e come lo tocco si sveglia impaurito.
Lo stringo fortissimo e un po' alla volta si calma.

Io: amore sono qui, stai tranquillo
N: che spavento
Io: non pensarci piccolo

Gli accarezzo la testa.

N: sai che nemmeno io sono abituato a questa Sara dolce?

Sorrido e mi abbraccia per poi baciarmi.
Da un semplice bacio iniziava ad essere qualcosa di più, entrambi desideriamo altro.
Ma non era il momento adatto.

Io: eh menomale che non avevi le forze per andare all'allenamento

Fa il suo solito sorrisetto e continua a baciarmi il collo.
Sto per andare completamente fuori di testa e qualcuno bussa alla porta.

N: chi cazzo è ora che lo meno
Io: cretino

Cerco di tornare in me e inizio a sentire bruciarmi leggermente il collo.
Prendo il cellulare e vedo che Nicolò mi aveva fatto due succhiotti.
Nemmeno me ne sono resa conto...

F: sar- oh ehm...

Guardo la sua faccia e scoppio a ridere.

N: se non hai una buona ragione per essere qui ti ammazzo
F: ma in realtà...
Io: mi sa che lo hai disturbato Fede
N: perché a te no? Che eri tutta e-

Mi alzo e gli tappo la bacca.

Io: taci coglione

Ride e nel frattempo mi bacia la mano.

Io: cretino

Tolgo la mia mano e ride.

F: io me ne vado va, non voglio ne sapere ne vedere altro

Ridiamo e lui imbarazzato se ne va.

Io: hai fatto imbarazzare Fede
N: ringrazia che non ho continuato la frase
Io: ti avrei ammazzato

Inizia a baciarmi nuovamente.
Mi appoggia al muro e mette le mani sul mio sedere.
Bussano nuovamente.

N: Federico ti scasso

Va ad aprire la porta ed era mio padre.
Io mi nascono in bagno bordò in viso, per la vergogna.
Spero non mi abbia visto.

N: oh scusi mister, pensavo fosse Fede
P: nessun problema, volevo sapere come stavi
N: meglio grazie
P: mia figlia?
N: al bagno
P: okay okay, ci vediamo a pranzo e mi raccomando preparatevi tutto che dopo pranzo dobbiamo partire
N:okay a dopo

Arriva in bagno, si spoglia e zitto va nella doccia.

Io: ma scusa?

Lo sento ridere e apro leggermente la tenda.

Io: sarai stronzo eh
N: testavo solo i tuoi ormoni, volevo vedere se sono accessi o spenti

Rido e lo mando a cagare, mentre mi vado a buttare sul letto.
Quasi mi addormento, ma Nicolò torna e mi tira uno schiaffo sul sedere.

Io: ma sarai diventato deficente?
N: ehm no
Io: ah sì giusto, lo sei sempre stato

Ride e mi fa ridere a mia volta.
Inizia a parlare in sardo e non ci capisco nulla.

Io: oh ma che cos'è cinese?
N: ajo ma come ti permetti
Io: haha sto male

Amo il suo accento sardo, quando si sforza a parlare in italiano.
In tutto ciò era con l'accappatoio legato alla vita e con i capelli ancora bagnati, con le goccioline d'acqua che gli cadevano sul viso.

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