Sedici

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Andiamo a pranzo e ci sediamo in un tavolo da soli.

Io: ho paura che lo dice a tutti.. mio padre si arrabbierebbe da morire se scoprisse tutto
F: se lo fa gli faccio nero anche l'altro occhio

Sorrido finché non lo vedo arrivare, ma si va a sedere da solo.
Provo un dolore fortissimo allo stomaco, come se mi stanno tirando tantissimi pugni, quando lo guardo.
Ero ubriaca e lui dice solo di avermi accontentata.
Non ci capisco più nulla, stanno succedendo solo casini su casini.
Mi passa la fame e Fede mi obbliga quasi a fine di mangiare tutto.
Nicolò continua a fissarmi, lo guardo e cambia direzione.
Come se io non lo vedessi.
Sono così incazzata con me stessa, che nemmeno ci credo a tutto ciò che è successo.
Devo trovare qualcosa da fare per smaltire sta rabbia.

Io: fede c'è il sacco per la box che tu sappia?
F: che diamine vuoi fare
Io: voglio sfogarmi, sono troppo nervosa e incazzata. Se vuoi sono in palestra ciao

Vado a cambiarmi e vado in palestra.
Chiedo se avessero un sacco per la box e me lo portano.
Lo montano vicino ai pesi e dopo essermi fatta una cosa inizio a sfogarmi.
Urlavo e tiravo pugni e calci a quel sacco come se non ci fosse un domani.
Fino a quando non mi reggevo più in piedi.
Mi sdraio per terra e chiudo gli occhi per qualche minuto, mentre respiro profondamente.
Sento la porta aprirsi, ma non mi importa chi fosse.

N: cosa stai facendo li per terra

Quella voce mi da la forza per rialzarmi e continuare a calciare e a tirare pugni a quel sacco che pesava troppo. Mi iniziavano a fare male anche le mani, pur avendo i guantoni.
Non gli rispondo neanche.
Ora mi sono rotta.
Credevo che Nicolò potesse essere diverso, ma mi sbagliavo.

N: vuoi finire in infermeria anche qui? Fermati

Dice prima di mettersi in mezzo e beccarsi un mio calcio sul fianco sinistro.
Quasi cade per terra e tossisce.
Lo ignoro, così impara che la prossima volta non si deve mettere in mezzo.

N: la sera prima mi vieni a scopare ed il giorno dopo mi meni, ma sarai normale?

Lo ignoravo completamente.
Le sue parole mi davano solo ulteriore forza per tirare quei pugni.

N: ti odio, mi hai stufato, non ti sopporto più, prima mi vieni a chiedere una tregua, poi ti lasci baciare e fai la compiaciuta.
Poi mi dici di non voler andare di fretta e che non stavamo facendo la cosa giusta.
Una sera ti presenti ubriaca e vuoi scopare ed il giorno dopo mi meni.
Sai cosa ti dico? fatti curare!
Io: tornatene pure dalla tua compagna

Guardai il suo sguardo cambiare in un modo che non avevo mai visto prima.

N: non ti permettere sai
Io: sennò cosa mi fai

Mi bacia.
E poi quella che si deve fare curare sono io.

N: e ora vai a fanculo

Mi tolgo i guantoni ed avevo le mani rosse e qualche taglio sulle nocche.
Lui guarda e sembra voler fare qualcosa, ma me ne andai prima che potesse aprire bocca.
Entro nel bagno della mia stanza e mi lavo le mani.
Metto un po' di crema per non farle screpolate e per non far aprire le ferite e sento qualcuno aprire il bagno.

F: com'è andata?
Io: alla grandissima guarda

Esco dal balcone irritata e mi fumo una sigaretta.
Ormai Federico aveva capito che quando sono così nervosa, mi deve lasciare sbollentare prima.
Fede mi chiama per andare a prepararmi per la sessione d'allenamento di oggi e mi vado a fare una doccia.

Fede mi chiama per andare a prepararmi per la sessione d'allenamento di oggi e mi vado a fare una doccia

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