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"Ha le tette rifatte!" - commentò Monica, lasciata il giorno prima dal rampollo palestrato che aveva frequentato per qualche mese, emblema tipico dei ragazzi con cui intraprendeva malate e rapide fughe d'amore. L'aveva mollata per una mora che era –testuali parole – più simpatica e con il cervello più sviluppato di una bambina delle elementari. E ora, tornata nuovamente single a 25 anni, non pensava minimamente a un cambiamento di rotta. L'epiteto bambina, benché inventato da una nutrita schiera di ammiratori pentiti, non l'aveva mai infastidita, in quanto non si riteneva tale. Ma se qualcuno avesse tracciato un suo profilo l'avrebbe definita come una ragazza profondamente superficiale, interessata ai soldi, al sesso e agli uomini molto più grandi di lei e tutto ciò si era tradotto in relazioni poco durature, costellate da tradimenti reciproci.

Ciò non toglieva nulla alla sua innegabile bellezza, descrivibile in un corpo perfetto e da un'altezza sopra la media,con due occhi verdi e profondi, i capelli biondi rasati ai lati e tenuti uniti in una cresta certamente poco femminile ma che in qualche modo poteva definirsi alla moda. Con una gonna molto corta e un paio di occhiali da sole che nessuna persona comune avrebbe potuto permettersi si era presentata al bar sotto casa – ovviamente in ritardo – dove l'amica Sharon l'attendeva per la solita lunga e noiosa confessione amorosa. 

Due anni prima aveva conseguito la laurea triennale in economia e, nonostante le pressioni del padre non aveva voluto proseguire per un altro biennio, dal momento che riteneva di possedere capacità necessarie per lavorare nell'azienda dei genitori, entrambi commercialisti. Ma i litigi erano presenti in famiglia e si trasferirono sul lavoro e Monica, tacciata di pigrizia e scarso impegno, se n'era andata sostenendo di poter ottenere di meglio. Tuttavia, senza la raccomandazione paterna tutte le porte le erano state sbattute in faccia.

Inseguito avrebbe espresso il desiderio di aprire un baby parking in società con un paio di amiche, sostenendo di adorare alla follia i bambini, anche se lei si sarebbe occupata solo della parte economica e amministrativa, lasciando alle socie il compito di badare alle piccole creature che avrebbero portato soldi nelle loro casse. Non voleva marmocchi e questo era stato uno dei tanti motivi per cui Patrizio, il suo ultimo fidanzato, l'aveva lasciata.

"Dovevi lasciarlo prima tu!", l'aveva rimproverata Sharon, recitando una filastrocca ripetuta fino alla nausea.

"Lo so, ma era così bravo a letto! E uomini del genere non cadono dal cielo."

Con Monica si scadeva sempre in questo genere di discussioni anche se Sharon, che aveva un carattere diametralmente opposto, avrebbe voluto discutere di qualcosa a un livello intellettuale più alto, ma era solo fiato sprecato. Anche sua madre aveva ormai rinunciato a farla ragionare dopo aver provato per mesi a convincerla a tornare a lavorare con lei.

"Se proprio non vuoi restare con noi – aveva detto – almeno trovati un lavoro decente, invece di passare tutto il giorno in giro a perdere tempo!".

Ciò aveva portato ad altri litigi, in quanto era impensabile impegnarsi in qualcosa che rischiasse di farla lavorare nei week-end o nei festivi, quindi avrebbe atteso l'occasione giusta.

"Sai che mio fratello Jacopo è ancora interessato ad assumerti.", affermò l'amica.

"Non sono interessata a preparare cappuccini.", replicò Monica. "E poi ci proverà con me un'altra volta."

"Certo che sei noiosa quando ti ci metti!".

Monica la ignorò e si accese una sigaretta, mettendo in mostra le sue unghie tinte di rosso, così lunghe da risultare palesemente finte. "Sono solo esigente, che ci posso fare?".

"Capisco,ma verrà il momento in cui dovrai mettere ordine nella tua vita."

"E cosa dovrei fare secondo te?!".

Sharon sorrise. "Forse ho qualcosa che fa al caso tuo."

Prese una rivista dalla sua borsa, l'aprì e la posò sul tavolo, facendo segno con un dito sulla pagina. Monica tolse gli occhiali e lesse il titolo dell'articolo in questione. Osservò attentamente l'immagine inserita dal giornalista, raffigurante un piccolo volatile giallo, simile a un passerotto. "Yellow Chat?Di che si tratta?".

"Come fai a non conoscerlo? È uno dei più popolari siti per incontri!".

"Ma sei impazzita? Non mi serve una chat per trovare un fidanzato!".

Sharon sbuffò. "Non capisci nulla."

"E allora perché mi stai mostrando questo articolo?".

"Semplice. È un'opportunità di lavoro."

Monica aggrottò un sopracciglio. "Non capisco."

"Sai, ho un amico che lavora per questo sito. Si occupa della gestione e mi ha spiegato il funzionamento."

"Ossia?".

"Ha diverse funzionalità. La chat semplice è gratis, mentre le applicazioni più avanzate sono a pagamento, come la chat via webcam."

"Ancora non ti seguo."

"Come no?! È un sito che guadagna molto."

"Non lo metto in dubbio, con tutti i ragazzi allupati che mettono mano alla carta di credito per provarci con le poche ragazze brutte presenti sul sito."

"Qui ti sbagli.", la corresse l'amica. "Ci sono molte donne e anche belle".

"Non capisco. Per quale motivo una bella ragazza avrebbe bisogno di recarsi su un sito di appuntamenti per trovarsi un fidanzato?".

"Forse perché non è quello il motivo per cui si trovano lì."

Monica le lanciò un'occhiataccia. "Ora basta giochetti. Taglia corto e parla."

"E va bene! Ascolta, ci sono molte ragazze che creano un profilo su normali chat non a pagamento e attaccano bottone con gli utenti maschi, dicendo di essere interessate a loro e di volerli conoscere,ma non in un luogo qualunque."

"Su Yellow Chat.", osservò Monica.

"Proprio così. E una volta sul sito queste ragazze sostengono di essere così cotte da volerli vedere in webcam. I maschietti ci cascano, pagano la funzione e il gioco è fatto."

"Fammi capire, mi stai chiedendo di fare la puttana?!".

"Cosa? No, che hai capito!", protestò Sharon. "Userai un falso nickname, attirerai un buon numero di ragazzi sulla piattaforma dicendo loro di essere innamorata persa e dopo che avranno pagato l'abbonamento scomparirai."

Monica rifletté. "Mi sembra una cosa stupida."

"Eppure conosco una miriade di ragazze che hanno guadagnato un sacco con questo lavoro. E la cosa bella è che puoi farlo da casa,negli orari che preferisci."

"E come vengono pagate?".

"A ogni collaboratrice viene garantito un fisso mensile, più una provvigione per ogni ragazzo che spende i suoi soldi su Yellow Chat. Interessante, no?".

"Non saprei..."

"Che c'è, ti fai scrupoli?".

"Assolutamente no, cosa vuoi che mi importi di un branchi di segaioli arrapati?".

"Io fossi in te ci farei un pensierino", le disse l'amica,la quale si alzò. "Ora devo andare. Tieni pure la rivista e...ascolta il mio consiglio, facci un pensierino."

Detto ciò Sharon si allontanò e Monica guardò un'altra volta la rivista. Non aveva molte alternative effettivamente e quella sembrava una buona occasione. Magari si sarebbe rivelato un buco nell'acqua,ma non poteva esserne certa. Era bella e sensuale, poteva far abboccare quanti allocchi voleva. Sì, valeva la pena tentare.

"Sharon, aspetta!".

Si alzò lasciando cadere la rivista e quelle due parole, Yellow Chat, diedero inizio a un vero e proprio salto nell'incubo.



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