Canzone : All of me - John Legend
STORM
Avverto lo sguardo della mia compagna su di me, così tanto disgustato che mi fa dubitare della mia posizione. Riesco a comprendere il suo comportamento dopo questa sua confessione. Non so cosa risponderle, non potrei.
Jacob, che ho capito solo adesso essere suo fratello piange lacrime insulse, James è fermo come una bambola di ceramica pronta a cascare giù e mostrare quanto sia vuota e rotta dentro. Ho sempre pensato che quei due avessero qualcosa che li perseguitasse.
Meredith singhiozza tra le braccia forti e candide della donna che sta mettendo tutto in discussione.
Lo sguardo di Hope è duro è capace di una durezza che non credevo possibile, priva di sentimenti e freddamente distaccata. Riesce ad incutere timore nonostante il suo aspetto infantile.
Non passerebbe mai per un' assassina senza pietà, e non penso che lei sia così, forse è solo accecata dall'odio, talmente tanto da aver disperso quel poco di umanità che le hanno lasciato.
Con la mia camicia addosso ha tutto un altro aspetto, il mio lupo la reclama.
È l'unica persona ad avermi impaurito, nei suoi occhi si naviga in un Mar Rosso d'odio puro.
Ti invitano a scappare e a non voltarti indietro. Mi chiedo quali poteri risiedano in lei.
Quando l'ho vista avvicinarsi a me e Hayley ho capito che non sarebbe successo nulla di buono.
Siamo stati fortunati, il taglio non era abbastanza profondo ma sarebbe potuta morire.
Non so perché mi abbia baciato e soprattutto non so perché ho ricambiato, forse per sfogarmi, forse perché avevo bisogno provare a me stesso di poter negare questi miei sentimenti.
Probabilmente avrei agito nello stesso modo se l'avessi vista con qualcun altro, non lo dico con fierezza, odio essere possessivo. Ma è nella nostra natura.
Quando sono tornato a casa e Jacob è venuto a raccontarmi di aver trovato Hope nel loro appartamento mi sono preoccupato, sono rimasto sorpreso dal fatto che con un solo colpo lei sia svenuta. Non deve stare bene per essere così distratta.
Sono così perso tra i miei pensieri da non rendermi conto che è scappata di nuovo.
HOPE
Corro fra gli alberi non guardandomi indietro.
Voglio solo scappare da qui, tornare a casa e riniziare il mio lavoro normalmente.
Scappare da lui e dal branco, correre lontano dai miei sentimenti e fuggire a me stessa.
Una volta arrivata all'appartamento inizio a fare la valigia. La mia vendetta non avverrà, ma tengo più a me stessa che a quest'ultima.
Non ho niente, armata solo di denaro ed odio: le cose più preziose che possiedo.
La porta si apre e un odore familiare si propaga per la stanza, abbandono ciò che stavo facendo e mi avvicino al nuovo arrivato.
Corro fino ad arrivare alla sua figura, mi lancio su questa lasciandomi cullare dalle forti braccia del mio solo e unico amico.
Flashback
Per i corridoi della caserma avverto le occhiate degli altri.
Non mi conoscono neanche e già mi odiano?
Ringhio contro ogni persona, che mi osserva.
Poi un ragazzino mi rivolge un sorriso smagliante che arriva fino ai suoi bellissimi occhi verdi. Il viso è incorniciato da riccioli biondi.
Da quando sono qui non mi è mai capitato che qualcuno mi sorridesse così sinceramente.
"Io sono Juan, ho quattordici anni, tu devi essere Hope vero?"
"Sì, esatto"
A quei tempi avevo dodici anni ed ero appena arrivata alla caserma.
È stata la prima persona ad avvicinarsi a me, da lì in poi siamo diventati inseparabili, penso sia l'unica persona a cui voglio bene veramente.
"Cosa ci fai tu qui?"
"Sono venuto a darti supporto morale! Eri già pronta a dartela a gambe dopo così poco? Mi deludi. Ti aiuterò."
Di solito lavoro da sola ma in queste circostanze è una bellissima notizia.
Potrei riuscire a gestire questa situazione con lui accanto.
"Bene, domani andiamo a scuola!"
××××××
Mi sveglio a causa di un cuscino a contatto con la mia faccia.
Il volto del mio amico si trova sopra di me con un sorriso sornione da birichino, in lui rivedo quel ragazzino di quattordicenni amichevole, una nota di nostalgia si insinua in me. Mi invita ad alzarmi ed una volta giunti alla cucina trovo la colazione pronta ed abbondante.
"Mi eri mancato."
"Solo per il cibo?"
"Certo, perché sennò?"
Dopo esserci goduti la colazione tra le chiacchiere ci prepariamo e ci dirigiamo di corsa alla scuola, una volta arrivati all'entrata tutti i presenti si voltano incuriositi dalla mia compagnia. Non passa inosservato alle ragazze, che gli lanciano sguardi ammiccanti. Lui ne fa a meno. So per caso della sua sessualità, è etero. Ma non si è mai interessato a nessuna, nonostante qualche sveltina ci sia stata.
Mangio una barretta di cioccolato attenta alle mie azioni, la avvicino poi sotto gli sguardi attenti alle labbra carnose del mio amico, che stando al gioco la morde con gli occhi puntati su di me. Le ragazze e qualche ragazzo intorno a noi restano col fiato sospeso. Poi però Juan decide di porre fine alla scena leccandola e rendendola immangiabile.
"Ora per ripagarmi del grande tradimento che mi hai appena recato mi dovrai portare in classe al galoppo."
"Quale tradimento?"
"Non posso più mangiare la mia barretta per colpa della tua bava schifosa!"
Ridacchia alzando gli occhi al cielo pronto ad afferrarmi per i fianchi e tirarmi sulla sua schiena, era un gioco che facevamo da bambini, quando mi faceva arrabbiare mi doveva portare dovunque io volessi in groppa alla sua schiena. Mi aggrappo al suo corpo familiare con le gambe e attorciglio le mie braccia intorno al suo collo.
Dopo varie indicazioni e dopo la sua iscrizione alla scuola, arriviamo alla classe.
"Entrata ad effetto?"
"Entrata ad effetto!"
Ci guardiamo complici e spalanchiamo la porta, facendola sbattere alla parete. Tramite i miei poteri riesco a far entrare nella stanza al momento giusto un soffio di vento.
"Signorino lei sarebbe?"
"Juan Luis."
Risponde tranquillamente.
"Potrebbe mettere giù la sua compagna?"
"Veramente sto comoda."
Juan inizia a ridacchiare, prima di scendere gli lascio un bacio sulla guancia.
Quando arrivo al mio banco con uno sguardo faccio spostare il famoso lupo coraggioso per far posto al mio amico.
Mi siedo e faccio segno a Juan di raggiungermi, lui capendomi al volo si avvicina.
"Ho sonno."
Si siede anche lui e mi fa segno di appoggiarmi alla sua spalla.
Appoggio la mia testa su di lui che in questo momento mi sembra più comodo di un cuscino.
Quando le lezioni finiscono io e Juan usciamo dalla classe, veniamo bloccati da un ragazzo vampiro.
"Riccioli d'oro non avvicinarti alla mia ragazza."
"Ma è così sexy... E non sembrava molto dispiaciuta di stare con me."
So benissimo che in realtà non sa neanche chi è la ragazza della quale sta parlando il vampirello.
Il vampiro arrabbiato e possessivo si avvicina al mio amico pensando di spaventarlo, senza sapere di essere dinanzi ad un cacciatore esperto.
Juan tira fuori dal suo stivale un paletto e lo uccide senza scrupoli.
"Ora possiamo andare?"
Chiedo annoiata.
"Andiamo"
Mi mette un braccio intorno alle spalle e si infila gli occhiali da sole.
Esibizionista!
Con tutti gli sguardi addosso usciamo dalla scuola.
Poi non avverto più il calore del braccio di Juan sulle mie spalle.
Mi giro prendendo un coltello dal mio reggiseno.
"Storm!"
Ciao a tutti e tutte!
Spero che anche questo capitolo vi sia piaciuto e alla prossima!
Alex Pettyfer interpreta Juan Luis