24. wide awake

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Lo guardava mentre dormiva tranquillo. Preservava ancora la stessa bellezza di quando era bambino: i capelli biondi, la forma ovale del viso, la stessa rabbia e l' atteggiamento violento.

Non sei cambiato di una virgola.

Pensò Erik vedendo Jason riposare quel poco prima di arrivare in hotel.

«Che fai?» la voce di Josè lo scosse, interrompendo i suoi pensieri e bloccandolo nei gesti.

«Nulla, pensavo avesse freddo e lo stavo coprendo con la mia giacca» replicò l' avvocato, timidamente.

Dopo alcuni minuti il suo sguardo ritornò a posarsi sul biondo e non riuscì a smettere di pensare a cosa fosse successo più di 20 anni addietro.

INIZIO FLASHBACK.

«Jason deve dirti una cosa» la sua voce era lieve, quasi non udibile. Non sapeva come iniziare il discorso e né tanto meno confessargli quella verità che a nessuno aveva mai detto.

«Erik ora non posso, mia madre mi aspetta a casa»

«È importante, davvero. Dammi solo 5 minuti. Penso che se non te lo dico ora, non riuscirò a farlo mai più. Jason, io sono gay» tremò nel rivelargli quella nuda e cruda realtà.

Inutile negare quanto Erik ci sia stato male nel capire che provava più attrazione per il sesso maschile che quello femminile. Non sapeva cosa potesse scuotere di più il suo migliore amico Jason, il riconoscere che fosse dell' altra sponda o che fosse innamorato di lui.

Jason rise «Erik tranquillo, non essere cosi teso. Io ti accetto ugualmente e lo faranno anche gli altri della nostra compagnia»

«Non è questo il problema. Jason io ti amo»

«Io...Io non so cosa dire. Devo andare» si alzò dal muretto prendendo il tuo zaino rosso, per poi incamminarsi verso la strada che portava a casa.

Le cose da lì a poco cambiarono. Jason divenne sempre più freddo e l'amicizia che univa i due si sgretolò come una pietra esporta ai cambiamenti climatici. Non riusciva più a vedere Erik come il suo vecchio migliore amico con cui era cresciuto e con cui giocava a calcio. Il sapere che ogni volta che dormivano insieme, lui potesse toccarlo o avere pensieri sporchi su loro due, lo rendeva titubante. Non lo ricambiava semplicemente. A lui piacevano le donne, quelle aggressive, quelle belle, quelle con le curve e con il cervello. Finita scuola i due si persero di vista, ma Erik non aveva cancellato il numero di Jason, non lo avrebbe mai fatto. Amava guardare il suo stato di whatsapp. Era venuto anche a conoscenza dei suoi crimini però non gliene importava, un giorno lui sarebbe stato suo, costi quel che costi.

FINE FLASHBACK.

Jason si rigirò sul sedile, svegliandosi. «Ma ancora non siamo arrivati?» ansimò sistemandosi i capelli che durante il viaggio si erano scomposti.

Josè fermò la macchina, parcheggiandola davanti all' hotel. «Siamo arrivati»

I tre scesero portandosi dietro tutti le cartelle ed i documenti che sarebbero serviti per discutere sul futuro dell' accusato. La camera calda ed una luce fioca li accolsero. Dopo aver ordinato da mangiare, si sedettero a tavolino.

«Dobbiamo parlare su cosa potrebbe succederti da domani. A breve ci sarà il processo e mi pare ovvio che verranno ad arrestarti» Erik riprese fiato e poi continuò. «Potrei solo fare in modo che ti riducano la pena, anche se prove che hanno contro di te sono inconfutabili»

Jason sospirò portandosi alla bocca una bottiglia d'acqua. «Di cosa mi accuseranno precisamente?»

«Di omicidio, mi pare chiaro. Hai anche svelato il tuo volto a Caleb. Ti facevo più furbo, sai» Erik prese in mano delle cartelle, leggendo un foglio.

«Come sai queste cose?»

«Sono il tuo avvocato, io so tutto. Ho qualche idea, se mi vuoi stare a sentire» tossì. «La psicologia di un serial killer è spesso caratterizzata da una sensazione di inadeguatezza ed il crimine costituisce, in questi casi, una fonte di compensazione dalla quale trae una sensazione di potenza, di riscatto sociale. Un assassino usa delle armi bianchi, spesso soffre di parafilia e più specificamente di sadismo e masochismo»

«Parla la mia lingua, grazie» Justin si alzò dal divano, cercando la sua giacca. Aveva assolutamente bisogno di una sigaretta.

«Per armi bianche si intende ogni tipo di arma che può provocare delle ferite. Mi pare che tu usi il taglierino e il coltello, no?»

Il ragazzo da dietro, annuì. «Vai avanti»

«Un assassino ammazza a causa di problemi psichiatrici come traumi, situazioni economiche o famigliari difficili, etc. Tu lo fai a causa del tradimento della tua ex moglie, ma sappiamo entrambi che questo non è tutto. Cosa cela il tuo passato? Devi raccontarmi tutta la tua vita o non saprò aiutarti. Il masochismo e il sadismo sono delle parafilie. In ambito psichiatrico si intendono con questo termine delle pulsioni sessuali o di fantasia che si hanno. Le persone in questione utilizzando oggetti per generare agli altri dolore. Il sadismo consiste nel trarre piacere dall' infliggere dolore fisico o umiliazioni psicologiche ad altri soggetti, mentre il masochismo è la ricerca del piacere attraverso il dolore»

Jason strinse i pugni sapendo di essere una sorta di psicopatico, un matto da legare e da portare in manicomio. Gettò il mozzicone in un posacenere. «Come farai a togliermi da questa merda?»

«Cosa ne pensi della semi-infermità?» sorrise pensando a quanto il suo piano sarebbe andato a buon fine.

wake up ➳ jason mccann as justin bieber Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora