Capitolo 2

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2 giugno

Crystal.

Come ogni mattina mi alzo senza la voglia di farlo, tolgo le coperte da sopra il mio corpo, do un'occhiata alle mie gambe, dopodiché prendo i vestiti e vado in bagno a vestirmi; esco dal bagno, saluto mia madre

«Buongiorno dormigliona, ti sei svegliata?»
"Che domande sono mamma? Mi vedi sono davanti a te!"
«Buongiorno»
Dico, invece, versandomi il caffè
«Sei brutta»
Dice passandomi vicino mio padre, questo è il suo modo per salutarmi la mattina
«Giorno» lo so è un modo strano ma è una sua maniera per scherzare con me.
Dopo pochi minuti esce dalla camera anche mia sorella, anche lei appena sveglia, ci lanciamo un'occhiata complice e ci salutiamo.
«Buongiorno...»
«giorno»
Diciamo insieme.

Prendo il mio caffè e vado ancora in camera mia; io e mia sorella ci svegliamo quasi sempre tardi dato che non c'è scuola quindi saranno già le undici e mezza, finisco il mio caffè, prendo un libro e inizio a leggerlo. I libri sono la mia unica salvezza.
Finisco di leggere e si fanno già le due del pomeriggio così inizio a fare la doccia e prepararmi per andare come al solito dalla signora Mariam.
Prendo la borsa e le chiavi, accendo il motore e metto la musica. Ed Sheeran mi accompagnerà in questo viaggio; arrivata ad un semaforo tiro fuori la mia lista e inizio a dare un'occhiata, ancora non ci credo che dovrò riuscire a fare tutta quella roba

«Puoi farcela Cry»
Dico guardandomi allo specchietto, un tizio dietro di me suona il clacson impazientito, guardo e il semaforo è verde
«Vado, vado»
Dico ad alta voce

Dopo qualche minuto sono lì. Mi fermo vicino al negozio di strumenti e mi sistemo i capelli e per un po' resto a fissare il violoncello, costa quasi trecento euro, nemmeno tanto, se fossi una musicista la comprerei di sicuro; guardo il telefono e mi accorgo che è già l'ora di entrare, così mi do l'ultima occhiata e infine entro chiudendo dietro di me la porta. Questa volta non c'è la dottoressa Mariam a darmi il benvenuto ma c'è sua madre Alexandra, una signora anziana molto gentile
«Ciao, la dottoressa Mariam sta finendo con un altro paziente, se vuoi accomodarti intanto»
«Certo, nessun problema»
Mi siedo e aspetto...

Finisco alle cinque e venti, vado verso il parcheggio e mentre sto andando verso la macchina vedo uscire dal negozio un ragazzo alto dai capelli castano chiaro, alza il suo sguardo e per un attimo i nostri occhi si incontrano... mi si paralizza tutto il corpo mentre lui continua a fissarmi, istintivamente abbasso lo sguardo e continuo per la mia strada.
Vado a casa, mangio qualcosa e poi vado al centro commerciale con una mia amica.

La notte, per un attimo ripenso ai suoi occhi e a quanto erano belli, erano verdi, oppure azzurri? Vabbè già non me lo ricordavo più, però i capelli erano castano chiaro, molto belli, sembravano morbidi.
"Chissà che cosa avrà pensato di me, mi avrà presa per pazza per come lo fissavo" mi dico, sicuramente a quanto ero stupida a fissarlo in quel modo! Dio! Perché l'ho dovuto fissare così?

L'indomani andai con una mia amica, beh non proprio amica, diciamo una nuova amica (anche se ci conosciamo da cinque anni ma usciamo da poco insieme) a fare un po' di shopping e mentre lei si comprava i jeans corti io ne ho presi due paia lunghi

«Mah, morirai dal caldo con quelli»
Esclama lei indicando i jeans nelle mie mani
«Sono leggeri e poi mi ci sento più comoda»
«Okay se lo dici tu! Comunque devi sapere che puoi metterti qualsiasi cosa eh»
«Grazie Ida lo so»

Klorida è una ragazza molto bella, ha degli occhi stupendi e capelli lunghi biondo platino; è molto buona e simpatica. Siamo amiche da qualche mese anche se ci conosciamo da parecchio, lei era la ragazza di un mio cugino e andavamo a scuola insieme.
Odiavo stare nei posti affollati ma con lei mi divertivo e mi dimenticavo di tutto il resto. Era bello stare con lei, mi sentivo quasi normale e... avevo proprio bisogno di un po' di normalità... e poi ad entrambe piace il sushi quindi è una cosa in più che ci accomuna.

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