44 ¤KEVAN¤

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È notte, ormai. Sto cercando Nereus da tutto il giorno e concludo che molto probabilmente si trova a casa di Blue, unico posto in cui non ho controllato. Sì, molto probabilmente è lì, cerco di autoconvincermi mentre supero il cancello della proprietà dei Dale. Mi fermo a guardare l'enorme villa illuminata da grossi fari sul terreno e sento l'impulso di scappare e non tornare mai più. Non voglio rivedere Blue, non voglio sapere le condizioni della faccia di Adam e non voglio scusarmi né giustificarmi con nessuno... però è questo che significa vivere con altre persone, alla fine. Non posso sempre scappare, quindi meglio risolvere tutto adesso che aspettare altro tempo.

Muovo un passo sulla ghiaia, ma una voce mi ferma. -Hey, tu. Devo parlarti.

Mi volto e vedo Adam appoggiato mollemente al muretto che cinge la proprietà. Tiene in bocca una sigaretta spenta, una di quelle umane, e mi guarda dritto negli occhi. Indossa stretti pantaloni neri, tutti strappati, grossi scarponi di pelle ed una canottiera larga, scura e sbrindellata.
La rabbia che provo verso questo ragazzo mi sta mangiando dall'interno, ma stranamente riesco a controllarmi: non lo aggredisco.
Mi avvicino a lui tenendomi, però, a qualche metro di distanza. Spero non faccia nulla di idiota, altrimenti il vantaggio territoriale che gli sto concedendo non gli servirà praticamente a nulla.

-Kevan- comincia il ragazzo, accendendosi la sigaretta con pochi semplici gesti. Suoi lobi delle sue orecchie splendono due piccoli cerchi neri che catturano la luce gialla dei lampioni. Ha un livido sul naso e il labbro gonfio e io credo... credo che sia bello. Insomma, capisco Blue, anche se non la voglio veramente capire. -Non siamo nemici.

-Cosa sarebbe, una tregua?

-Come ti pare, amico.- Fa spallucce. -Ci ho pensato e non voglio problemi con te. Baciare Blue è stato... strano, sai? Come quando mangi le patatine senza ketchup. Insomma, mancava qualcosa.- Fa una faccia confusa, grattandosi la testa rasata. -Ma che cazzo ho detto? Vabbè.- Torna a guardarmi, sorridendo imbarazzato.

-Cos'è il Ketchup?- chiedo. Lui mi guarda con la fronte corrugata, sbattendo un paio di volte gli occhi come se non ci credesse, quindi scuote la testa e mira altrove. -Non ho parole- lo sento mormorare.

Mi acciglio e lo guardo storto. -È che sai, al limitare del bosco non si trovano le vostre diavolerie umane!

-Capisco.- Ridacchia. No che non capisce, dannazione. -Ma insomma, il senso della mia frase rimane quello. Blue non fa per me, va bene?

-Sembra che stiate parlando di un'offerta telefonica- fa una voce alle mie spalle. Quando mi volto gli occhi neri di Blue mi incatenano al suolo. Ovviamente, volevo evitare sia lei che Adam ma ora sono qui entrambi.

-Meglio che tu sappia la verità adesso, Jones- dice Adam aspirando dalla sigaretta. Mi accorgo sempre di più del fatto che l'umano sia veramente attraente. Che strano, prima di oggi non ci avevo pensato.

-Cos'è un'offerta telefonica?- mormoro guardando prima uno e poi l'altro.

-La verità potevi dirla anche prima di baciarmi, Dale- replica Blue. Il suo tono è tranquillo, ma l'atmosfera si fa sempre più elettrica.

-Gesù, la mia lingua era impegnata in altro. L'ultima cosa che pensavo di fare era fermarmi!

La sua lingua...
Ma che diamine mi prende?

-Oh, quindi questa verità non me l'avresti mai detta- ribatte Blue sorridendo nervosamente.

Adam ci pensa un attimo, agitando elegantemente la mano che teneva la sigaretta. -Mmh... forse una volta finito lo spasso. Sì, solo perché siamo amici. Bisogna essere sinceri, tra amici, giusto?

-Hai una concezione piuttosto strana di sincerità- dice la ragazza alzando gli occhi al cielo. -E anche di amicizia. In ogni caso... Kevan, devo parlarti.

Enchanted ||VINCITRICE WATTYS2017||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora