Capitolo 54
"Ragazzo, come va adesso?" chiede il medico a Sem , sdraiato su un lettino da non so quando. "Vuole sapere come va?! Non vedo niente di niente!" Stringe il lenzuolo tra le mani e tiene gli occhi chiusi, per la vergogna, la paura, emozioni così pesanti da percepire che mi provocano dolore al petto e terrore soltanto nell'immaginare me stessa in una situazione del genere. Gli stringo la mano per fargli sentire che non vedere nessuno non vuol dire essere da solo. Fortuna però che non vede le nostre espressioni: è la prima volta che vedo Sem piangere così e quelle lacrime nere rendono il tutto più struggente. Non credvo che uno come lui fosse capace di soffrire tanto, uno col sorriso sempre presente , la battuta pronta ed in tasca un motivo per farti sorridere in qualsiasi momento. Sem disperato... sembra assurdo. Non immagino Chiara, al momento nelle mani delle cure di Nyco. Come reagirà nel vedere quelle lacrime e quagli occhi totalmente neri? Che dovremmo dirle? "Dov'è Sem?!" neanche a volerla chiamare, si precipita all'interno della stanza seguita da Nyco e prima che finisca sulla barella fluttuante rimane pietrificata. "Chiara ascolta, devi stare calma." "Come faccio a stare calma ,Aurora?! Cosa gli è successo?!" "Sono cieco." risponde Sem distrutto. "completamente cieco, Chiara. Non posso più vederti." Lei gli passa la mano tremante davanti agli occhi ma non ne esce alcuna reazione. Accarezza il suo viso. "Stai scherzando, vero? Lo fai sempre. Tu... oh, Sem." Sem ricomincia a piangere. "Non vedo nulla, Chiara." Singhiozza lui abbracciandola forte. "E se provassi a guarirti io?" Chiede Nyco diffondendo un barlume di speranza. "Purtroppo,mio signore, il suo potere vale solo per le ferite provocate da qualcosa di materiale, non vale per gli incantesimi." Spiega il medico dispiaciuto. "Ma è riuscito a capire di cosa si tratta almeno?" chiede mia madre riflettendo su una possibile soluzione. "No mia signora. Non conosco alcun incantesimo per la cecità, né tantomeno antidoti." "Non voleva farmi diventare cieco. So cosa mi ha fatto." afferma Sem attirando l'attenzione di tutti e staccandosi da Chiara. "Quello era l'incantesimo delle paure ." "Come fai ad esserne sicuro?" Chiedo io. "Perché la mia più grande paura è la cecità. " seguono secondi di silenzio. Sul serio? Sem paura della cecità? È un po' strano. "Non puo' essere questa la tua peggiore paura." Commenta Nyco cercando di tirargli su il morale. "Invece è così, Nyco. È una paura nata quando ero piccolo." Percepisco di colpo tristezza in lui e nelle ragazze e capisco che io e Nyco non possiamo capire. "Risale a quando ancora eravamo sotto la custodia dell' accademia, quindi tu e Cassiopea non potete saperlo. Aurora ,Chiara ,ricordate quando sono caduto in quella buca del campo sportivo?" "Si... e ricordo anche che non ne sei uscito in buone condizioni" Aggiunge Aurora abbassando lo sguardo al ricordo. Sem decide di raccontare tutto dopo un pesante sospiro. "Ero con Rych: giocavamo insieme a calcio, ma in teoria non dovevamo essere lì. Bet ci aveva avvertito che c'erano dei problemi, ma io ho convinto Rych a venire con me. Avevo... sei , sette anni, credo. Rych mi ha seguito solo perché non voleva che mi cacciassi nei guai, ma alla fine ci sono finito comunque. Il campo era colmo di buchi al di sotto , quindi appena ho corso sopra uno di questi ci sono caduto dentro, rompendo uno dei tubi del gas. Ho sbattuto forte un punto della testa danneggiando così il nervo ottico." Comincia a tremare e la sua paura viene fuori dall'insicurezza della voce. "Volevo cercare di uscire ma non vedevo niente apparte le tenebre e sentivo il gas delle tubature soffocarmi. L'unica cosa chiara era il panico ed il terrore che mi divoravano, mentre la voce di Rych chiamava il mio nome,ma lui era troppo distante per afferrarmi. Se fossi riuscito a vedere qualcosa avrei evitato di rimanere intossicato , attaccato a dei macchinari e sotto shock per una settimana." "Ti hanno trovato dopo quando?" Sem non risponde. Non lo sa. Ci pensa Chiara. "Se... se non fosse stato per Rych, se non lo avesse seguito non sarebbe qui." "E come sei guarito?" Chiede Nyco "Miracolo , credo. Non avevano persone con i tuoi poteri ,amico." Sem si asciuga le lacrime imbarazzato ma non sa di essersi macchiate tutte le mani di nero. Chiara serra le labbra e trattiene le sue emozioni, asciugandogliele con una pezza. Incantesimo delle paure... quale sarà la mia paura più profonda? Ne ho tante che non saprei nemmeno da dove cominciare. Forse perdere di nuovo chi amo, rimanere sola.
Comunque sia, tutti gli tocchiamo le mani.
"Sem, ti giuro sulla nostra amicizia che troverò un rimedio a quel che ti è successo." Gli promette Nyco e soltanto io noto la croce sul cuore. "Ed io ti giuro su ciò che c'é tra noi due che non dubitero' più di te e del tuo spirito di patate " dice Chiara accarezzandogli il viso e riuscendo a farlo sorridere. "Ei, bellissima,cerchi di farmi ridere, eh? Sai, anche se non posso vedere quei tuoi occhioni verdi so che sono gonfi dalle lacrime, cerca di ridere un po' tu, io l'ho fatto molte volte e tu te lo meriti" si abbracciano di nuovo. Non avete idea di quanto possa amarli insieme. Credo che a volte certe persone siano destinate a stare insieme sin dalla nascita e che sia proprio il caso dei nostri due innamorati.
"Io avrei altri controlli da fare, mia signora." Ricorda il medico a mia madre. "Oh, certo... Chiara può rimanere con il ragazzo,non crede?" "Certamente." "Bene, allora gli altri ragazzi ed io ci impegneremo a trovare una qurlche via di fuga da questa brutta situazione"
***
Mia madre ha ordinato a tutti gli intelletuali ,medici, e persone comuni di mettersi all'opera per Sem e ad essere sincera non mi aspettavo una tale collaborazione. Noi, invece ,siamo con lei alla sala del trono, attendendo di sentire il suo discorso. Osserva col suo sguardo severo le finestre, disgustata dalla distruzione portata dalle creature oscure e dal disordine che ha sconvolto il suo regno.mandato avanti con grande fatica. "Ci dispiace per quel che è successo." Comincia Nyco. "Non era nostra intenzione portare tutto questo caos." "Ragazzo, non è colpa vostra. Sappiamo tutti chi è il responsabile e chi merita di essere punito. Il Daimio oscuro ha rovinato le nostre vite già una volta e adesso vuole definitivamente portarle allo stremo,ma noi non glielo permetteremo. Voi non lo farete." Si volta a guardarci, spostando il suo mantello. "Non sappiamo se ci sia un motivo per il quale hanno lanciato un tale incantesimo a Sem, ma dovete tenere gli occhi aperti. Ogni incantesimo che non preveda la morte ha un rimedio e questo lo sa pure Set. Un antidoto ci sarà quasi sicuramente, quindi non disperate. Il punto è che non vuol dire sia facile da recuperare. Dovete essere il più veloci possibili prima che Set intervenga sugli altri oggetti e li rubi, chiaro?" Annuiamo tutti. "Bene. Adesso unitevi anche voi alle ricerche di una cura." Stiamo per uscire tutti, quando lei pronuncia il mio nome chiedendomi di restare. No. Ti prego no. "Ti aspetterò io fuori. Va tranquilla." Mi consola Aurora prima di uscire. O quantomeno ci prova. Mi ritrovo da sola con la Dria del fuoco che mi osserva e cerca di capire per quale motivo non le abbia chiesto ancora il nome, o ancora perché non ho voluto trascorrere del tempo con lei. Odio il.mio sesto senso. "Puoi girarti, cara?" Obbedisco e me la ritrovo già di fronte. "Prima di separarci di nuovo vorrei... ecco sapere se c'è qualcosa che non va." "Deve esserci per forza?" "Cassiopea, riconosco la felicità ed io non la vedo nei tuoi occhi." Rimango.in silenzio, pensando che probabilmente non c'è dolore più grande per una madre di non essere accettata dai figli. Mi sento così meschina che mi sputerei da sola. "Perché non mi spieghi il motivo, ti va?" "Il motivo?" Come faccio a dirle che reputo mamma un'altra donna? Decido di fare qualcosa di strambo perfino per me. "Dammi le mani." Le ordino seria. Lei non chiede perché, ne sembra confusa dalla.mia richiesta ed obbedisce senza battere ciglio. Dopo un lungo sospiro , chiudo gli occhi e mi concentro sui ricordi del mio passato , permettendo anche a lei di vederli. Ricordi che mi trafiggono il cuore e mi fanno piangere, sorridere, arrabbiare.... tutto finisce con una celebrazione, in cui tutti sono vestiti di nero, mia nonna è ancora viva, e le due bare vengono adagiate su una fossa unica. In quel momento non percepivo alcun suono da poter ricordare. Soltanto il silenzio della morte che porta via le anime dei miei genitori, morti... perché? Un semplice incendio, dicono... È così? Lo saprò mai? Dovrei cercare la risposta e invece abbraccio una madre diversa da quella che ho avuto. Mi accorgo che lei ha lasciato le mie mani quando me le ritrovo sul mio viso, con i loro pollici ad asciugarmi le lacrime dolcemente,.come faceva mia madre terrestre. Apro gli occhi, spero di vederla,ma al suo posto incontro la Dria del fuoco, che mai prima di adesso mi è sembrata così legata a me. "Oh tesoro... vieni qui." E stavolta non aspetto che sia lei ad abbracciarmi per poi rimanere sconvolta dal suo gesto. Mi getto tra le sue braccia, piango come non avevo mai fatto e permetto al suo dolce odore di attraversare le mie narici. Sì, è odore di mamma, ma nell'accettarlo sento di tradire quella che non c'è più. "Mi dispiace, Cassiopea. Mi dispiace tantissimo." "Scusami ma... io penso di tradirla, così. Non posso sostituirli come se nulla è stato. Non ci riesco." "Non devi neanche pensare di sostituirli, Cassiopea. Guardami." Obbedisco e la gentilezza del suo sguardo mi alleggerisce così tanto che riesco a trattenere i singhiozzi. "Non puoi farlo, tesoro. Quelli erano, sono, e saranno le.persone che ti hanno cresciuto al posto mio e se potessi averli qui adesso li ringrazierei infinitamente di aver cresciuto mia figlia e di averla resa la bellissima e sensibile ragazza che ho davanti. È normalissimo che tu prova tutto questo, amore mio." Mi accarezza i capelli sorridendomi nonostante il suo lacrimare. "Ma quello che ti chiedo non è di dimenticarli. Ti ferirei a tal punto da farmi odiare,lo so. Ti chiedo di accettare l'amore che provo per te, di accettarmi come mamma, anche seconda, ma quantomeno di considerarmi tale. Ho.perso sedici anni della tua vita e voglio godermi il resto, vorrei lo facessimo insieme. Possiamo farlo passo per passo , se vuoi. Gradualmente. Parlando di cosa ti piace, di cosa piace a me, imparando a conoscerci. Una madre mancata può pretendere questo, ponendo.così fine al dolore di non aver avuto tra le braccia la figlia che credeva morta ma che adesso è qui, bella e forte?" Il fatto che lei voglia costruire il nostro rapporto invece che pretenderlo già pronto mi colpisce a tal punto che l'abbraccio ed annuisco, iniziando a pensare che forze anche la mia mamma terrestre, da lassù, approvi la mia decisione.
***
Ho aspettato che il mio viso tornasse più o meno accettabile prima di uscire. Come mi aveva detto, Aurora è rimasta ad aspettarmi appoggiata ad una finestra ad accarezzare le decorazioni colorate e sospirando. O è annoiata ,oppure qualcos'altro le frulla in quella testa. Avrò modo di scoprirlo. "Aurora possiamo andare." Sobbalza senza ragione, come se prima stesse pensando a qualcosa che non vuole assolutamente che io sapessi. No, è realmente così.
"Ei Pea, finalmente. Em... come è andata con tua madre?" "Benissimo. Dove sono Nyco e Cronos?" "Gli ho detto che li avremmo raggiunti in biblioteca. Vedi, dobbiamo parlare." Nel frattempo cominciamo ad incamminarci per la biblioteca. "Di cosa?" Esita ed evita di guardarmi.negli occhi. "Aurora che...?" "So tutto." Dice fermandosi. Forse devo.cominciare a preoccuparmi. "Su..su cosa?" Stavolta mi guarda rivolgendomi un'espressione tagliente. "Su Rych." Che dite, mi.sopprimo da sola o lascio che lo faccia lei? "R..Rych? Che intendi?" "Vi ho sentite con Chiara. Ho origliato e glielo ho detto anche a lei." Bene, questa è la dimostrazione che la verità viene sempre a galla... soltanto nel mio caso, però. Non trovo alcuna giustificazione, così serro le labbra e faccio in modo che i miei capelli mi coprano la faccia. "Cassiopea ti rendi conto di cosa stai facendo? Rych non è più il ragazzo all'Accademia, il leader o ancora il.maggiore. quel Rych non esiste più, chiaro? Devi smetterla di credere che lui possa..." "Ti sbagli! Lo aveva detto anche Bet: lui non deve essere per forza un nostro nemico, può anche essere un nostro alleato." "Andiamo,chi vuoi prendere in giro?! Vuoi dire che lo fai solo per averlo come alleato, o c'è qualcosa di più?" nessuna parola contro la sua riesce ad uscire dalla mia bocca. Cos'è che provo realmente per quel maledetto ragazzo? Pena? Amicizia? Altro? "Rych adesso é il nemico,Pea e per quanto sia dura anche per me, bisogna accettarlo oppure lui sfrutterà la nostra sofferenza. Io non voglio metterti con le spalle al muro, voglio solo farti capire la situazione. E se lo venisse a sapere Nyco?" "Io..io non lo so " "Non ne avevo dubbi." "Non accadrà piú, va bene? L'ultima volta volevo solo convincerlo a restituirmi l'oggetto che ci ha rubato. Nient'altro." "Sei sicura?" Annuisco fingendo di essere convinta. "Non voglio accusarti." "Lo so." "Nyco tiene molto a te ,ok? Ed odia Rych , quindi se lo scoprisse ... e se Rych vollesse questo?" "Non glielo concederó. Sta tranquilla." Stavolta mi guarda comprensiva e sorride. "Sei tu che devi stare tranquilla." "Non ci riesco." Ammetto. "Su vieni qui!" ci abbracciamo. Sí,mi sento meglio. "Qualsiasi cosa succeda la risolveremo insieme, Pea ,ok?" "Certo . Partiamo dal tuo dilemma esistenziale." "Che intendi?" Ci stacchiamo dall'abbeaccio. "Prima, alla finestra stavi pensando a qualcosa. Allora, mi dici di che si tratta o dovró vederti cosí pensierosa ancora?" arrossisce violentemente smascherata. Aspetta, Aurora arrossire? Qui gatta ci cova. "Ecco...io credo di provare qualcosa.." "Un ragazzo vero?" Deduco un po' stupita. "Si ma.." mi è sorto un dubbio non di poca rilevanza: e se avesse ancora una cotta per Nyco? Mi devo controllare. Ognuno prova quel che vuole per qualcuno ed io non sono nessuno per impedirle di amare Nyco ... e poi,non sono mica la sua ragazza. "Vuoi parlarmi di Nyco vero? Senti io non sono nessuno per fermarti quindi..." "No, ma che hai capito? Io parlavo di un altro ... ma perché che stavi per dirmi?" In pratica mi sono scavata la fossa da sola."Niente ,niente" "Pea non negare, ai vede tantissimo che lui ti piace, come ti piace un pò anche Rych. Sei un caso complicato amica mia!" "Stavamo parlando di te,non di me! Non provare a cambiare discorso." "Ok, allora si tratta di..." "Di?" "Non posso..." "Guarda che ti leggo nel pensiero" "Va bene! Si tratta di... Cronos." La ragazza più snob e precisa che io conosca si è innamorata di un ragazzo che medita a gambe incrociate, che ha una fascia in testa non molto alla moda ed una grande intelligenza? Non ci credo. "Wow." Commento sconvolta. "È un pò..." "Assurdo , lo so, eppure... diamine, Pea , quanto è carino! Quando combatteva era incredibile, teneva testa a tutte quelle ombre e mi ha perfino difesa!" "Ah, quindi non stavi scherzando." "Pea!" "Ok,ok, scusa. Ora che ci penso, tu e lui insieme non sareste male." " Il problema è che lui non vorrà mai una come me. Sono troppo... troppo." "Nah, non lo puoi sapere, e poi in una coppia mica si devono avere per forza gli stessi gusti. Conoscetevi un po' meglio." "Seguirò il tuo consiglio, o quantomeno ci proverò. Sto proprio impazzendo: di solito sono io che faccio furore con gli altri e che do consigli sugli innamoramenti." "Mi sa che hai perso la tua reputazione." "Non sia mai. Non farò mica la casca morta con lui." "No, certo che no. Ei, che ne dici se andiamo da lui e Nyco a dare una mano?" "Solo se tu prometti che non tirerai fuori battutine sul mio conto." "Affare fatto."
Raggiungiamo Nyco e Cronos in biblioteca, intenti a leggere una miriade di libri. Nyco li sfoglia nervoso e se potesse strabberebbe pagina dopo pagina. Pensa a Sem, a come poterlo aiutare. Per quanto riguarda Cronos è un tipo abbastanza strano e si capisce solo a guardarlo cercare i libri: solleva tutti i libri con la forza del pensiero , facendoli scorrere davanti al suo fiso mentre sta seduto a gambe incrociate; poi con quella fascia in testa... non so, è strambo. Un bravo ragazzo sicuramente, ma strambo. "Ei ragazzi avete trovato qualcosa?" Chiede Aurora "No niente. Proprio niente." Nyco sbatte il libro con rabbia sul tavolo e si porta le mani ai capelli. "Nyco non preoccuparti, riusciremo a trovare una soluzione" dico sedendomi al suo fianco e poggiandogli una mano sulla spalla. "Io ti giuro che se li avessi qui davanti , quei maledetti mostri... la pagheranno cara." ha le nocche bianche, pronte per prendere a pugni qualcosa, istigate dalla pessima abitudine presa in dell'istituto che gli privava di vivere la sua vita. L'allenamento con Cronos lo ha reso più agile e forte,ma sotto sotto c'è ancora il Nyco fragile che conosco. L'unica differenza è che adesso non si piange addosso, forse perché sa che facendolo, Sem non tornerà mai a vedere. Decido si intervenire sia per lui che per una mia certa amica innamorata. "Nyco vieni con me, voglio parlarti un secondo. Aurora tu perché non rimani con Cronos e continuate a cercare? " lei mi lancia uno sguardo si fuoco e mi fa cenno di no con la testa. "Non avete bisogno di noi,no?" "Sì" ringhia lei a denti stretti. "Nessun problema, andate pure." Dice Cronos continuando a leggere non curante. "Perfetro , allora a dopo" sento le minacce di Aurora mentalmente,ma non mi muovono più di tanto.
Devono conoscersi no?
AURORA'S POV.
Pessima idea. Giuro che appena la vrdo la strozzo. Sorrido a Cronos che non sembra aver notato il mio disagio barra imbarazzo. E se mi domandasse qualcosa di colto? E se io non sapessi rispondere? Sembrerò una ragazza stupida, carina ma stupida. Andiamo, non fare l'egoista, Aurora. A quest'ora avresti dovuto trovare l'antidoto per Sem invece stai qui a tremare per un ragazzo... e poi, io tremo per un ragazzo?! Ma che mi prende?! "Allora, continuiamo le ricerche?" Mi chiede ed io tiro fuori un altro sorriso di repertorio. "Si certo" mi metto a cercare libri, cosa che io odio alla follia ma infondo è per una giusta causa. Per Sem questo ed altro. "tu sei Aurora, giusto?" Si ricorda il mio nome... contegno, Aurora. "Sì, sono proprio io. Discendente del Daimio dell'acqua." "Si vede" "che intendi?" "Beh, lo vedo per il colore dei tuoi capelli , per gli occhi ... e poi dei molto bella." Non aarrossire. "La tipica bellezza del nostro popolo." "Già, ma forse è anche superiore a quella." "G...grazie." "figurati." Prima di sciogliermi peggio del ghiaccio per l'eccessivo caldo che sento, decido si cambiare argomento. "Tu che potere hai? Ti sembrerà strano,ma no l'ho ancora capito" sorride staccando gli occhi dai libri. "Tranquilla, mi capita spesso. Del tempo, è un potere derivato." "Dal celestiale?" "No, stellare. Anche se... beh, Nyco mi ha appena detto che siamo cugini." "Sul serio?" "Sì, anche se non so come" "Col tempo capiremo tutto vedrai" "Speriamo." E da questo momento, trascorriamo circa mezz'ora a cercare un antidoto in assoluto silenzio, ma non troviamo proprio nulla. Inizio a pensare al.povero Sem e la paura che possa rimanere così mi fa reggelare. "Ei, tutto bene?" Mi chiede Cronos. La cosa mi suona strana,ma mi accordo di aver congelato parte del tavolo. "Oh,scusa... pensavo a Sem." "Troveremo una soluzione, tranquilla. A costo che devo stare qui a leggere ogni libro." "Ma nemmeno lo conosci." "Non bisogna per forza conoscere qualcuno per offrirgli aiuto. E poi ritengo che in queste situazioni bisogna mettersi nei panni di chi ha bisogno, pensando a come ci si possa sentire. È un metodo efficace." Parla in maniera molto curata, affascinante. Lui sembra imbarazzarsi e si schiarisce la gola. "Scusa. Parlo troppo." "No, parli bene." "A volte do fastidio per questo. Sai,sembro un vecchio, ma non ci faccio per niente caso. Sono gli altri a farmelo notare quando mi isolo troppo." "Ma sei molto intelligente. Credo che questa sia una qualità di cui puoi vantarti." "Imparerò a farlo allora" dice sorridendomi. "Non ne ho dubbi. " lui ritorna a leggere ed io continuo a fissarlo. È particolare , ed anche tanto, il che mi attira in maniera spaventosa. Non so che diamine mi prenda,ma una cotta fel genere non l'ho avuta nemmeno per Nyco. Se sono mai stata seriamente innamorata? Sì, ma la delusione che ho ricevuto mi è bastata. Lui era il più responsabile che conoscessi, quello che si privava del divertimento pur di proteggerci, un atleta fenomenale, un bellissimo ragazzk... lui, adesso, è il Daimio oscuro e ci ha traditi. Da lì, non esiste più nulla. Solo profondo disgusto, ed io non sono Cassiopea. Se dico di non privare niente per qualcuno, non lo provo. Rych non esiste più per me. Anche perché adesso Cronos mi fa veramente girare la testa, e non per la bellezza, o i suoi vestiti. Se fosse per quelli potrei già fuggire con le.mani tra i capelli. Poi con quella fascia in testa... mamma mia. Da quando l'abbiamo visto la prima volta non se l'è mai tolta ed ora continua a toccarsela attirando il mio interesse ancora di più. La tiene così tanto per o c'è un motivo? " Cronos, hai trovato niente?" "No, penso...ah! Di nuovo!" Di colpo serra i denti e stringe la testa tra le mani dolorante. "Che succede?" riesce a malapena ad aprire gli occhi. "Niente, mi...mi fa solo male la testa" poi un particolare inquietante mi fa seriamente preoccupare. "Hai la fascia macchiata di rosso! È sangue!" Il mio accorgimento lo fa entrare nel.panico. "Cosa?! Io... oh,no. Me ne devo andare... devo assolutamente andarmene." "levati quella fascia e fammi vedere!" "No,non posso!" "Andiamo , stai sanguinando! Hai bisogno di aiuto!" "Non credo tu sia un' esperta di medicina per poter affermare una cosa del genere!" "Esperta o no,so che il sangue non è qualcosa di posotivo!Vieni qui!" inizio a rincorrerlo per tutta la biblioteca e , sul serio, mi sento ridicola. Che diavolo nasconde? "Cronos fammi vedere!" "No,ci penso io!" "Ok, lo hai voluto tu!" Forse la mia reazione è esagerata, ma non mi importa. Faccio scorrere dell'acqua a terra facendolo scivolare. Il problema è che si ba a scaraventare anche contro una libreria , schiantandosi a terra con questa e tutti i libri addosso. Sono un'idiota. "Oh,mamma mia, scusami!" Corro ad aiutarlo, togliendogli la.libreria di dosso. Lo trovo con la faccia coperta da un libro. "Sei aggressiva." Mugola lui. "E scusa,ma se tu scappi così! Dai fammi vedere cos'hai sotto quella dannata fascia!" "No!" Con po' d'impegno riesco a toglierli quella benda, pentendomene subito dopo. Mi ritraggo spaventata. "Ti prego non.. non guardarlo" si volta disgustato di se stesso per impedirmi di osservare ancora quello stemma insanguinati che purtroppo tutti conoscono e tremano al solo vederlo:
La § di Set.
"Come.. perché...?" Non riesco a dire nulla. Il sangue continua a macchiargli il viso. "Ti avevo detto che non dovevi guardare." Dice senza tuttavia un tono di rimprovero. Non so esattamente il perché, ma prendo la fascia, bagnata dall'acqua da me creata, e lo faccio voltare verso di me. Cerco di ignorare le gocce di sangue che lo accarezzano spaventosamente a partire dalla fronte. "Lascia che ti aiuti" . Comincio a pulirgli il viso e lui ne rimane stupito. "Che stai facendo?" "Cerco di aiutarti." "Non hai paura?" "Eccome se ne ho." Ammetto. "Ma non posso mica lasciarti cosìt Ti.. ti fa male?" "S..si" ammette ancora sconvolto dal.mio gesto. "Come te lo sei procurato?" "In realtà non lo so, mi hanno detto che avevo una cicatrice in fronte sin da piccolo ma a poco a poco si è trasformata sempre più in questo stemma, per questo tengo sempre la fascia." continuo a tamponargli la cicatrice, quando incontro i suoi occhi viola. Diamine se è carino... ho l'impulso di mordermi il labbro inferiore, ma scompare quando vedo per terra un libro bagnato con su scritto contro incantesimi. "Ora va meglio non sanguina più . Grazie Auro.." "Cronos forse l'ho trovato!" "Cosa?!" Sciacquo la benda in acqua e poi assorbo tutta l'acqua di cui è bagnata, rendendola.più o meno asciutta. Poi ordino all'acqua di sciacquargli la faccia, assorbendo tutta quella che bagna questo posto. "Mettiti la benda e corriamo dagli altri! Ho trovato l'antidoto!" "aspetta." Mi blocca per il polso prima che possa correre via. "Non.. non hai intenzione di dirlo? Della cicatrice intendo." Credo che sia la prima volta che qualcuno non fugge davanti a quel suo orrore. "Se a te da fastidio no. Non ne ho motivo. Insomma, sì è spaventosa,ma mica pericolosa." "Davvero ti fidi di me?" Gli mostro un sorriso spontanei. "Sì,mi fido. Non sarà certo una cicatrice a far nascere in me dei pregiudizi." "Ottima riflessione." "Non sei mica l'unico intelligente qui ." Dopo avergli fatto un occhiolino ironico,gli tendo la mano per aiutarlo a rialzarsi. Lui accetta, legandosi subito dopo la fascia e sorridendomi. È carino anche bagnato.
"Andiamo a dare la bella notizia a Sem."