• Capitolo LXXX •

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Salve lettori! Questo è un capitolo multimediale quindi avviate il video qui sopra giunti al SECONDO spaccato del capitolo. Buona lettura!

Si sentiva odore di fieno secco nell'aria e l'erba alta sbatteva contro le caviglie. Skyler seguì il ragazzo con una certa tensione mentre lui le camminava davanti portando sulla spalla un grosso sacco di tela verde. Superarono il fiume e, poi, una collinetta rada dove i conigli, all'inizio dell'autunno, erano soliti scavare le tane. Dopo circa mezz'ora di strada, Caleb si fermò finalmente al centro di una pianura umida e rigogliosa, gettando sul prato il sacco. Stese a terra una coperta bucherellata ai lembi e fece segno alla giovane di sedersi insieme a lui.
Skyler lo assecondò, ancora più dubbiosa di quanto già non fosse alla partenza, e rimase in silenzio per almeno dieci minuti, osservando qualche timido fiore in lontananza.
"Non mi chiedi che ci facciamo qui?" le disse lui, osservandola con un mezzo sorriso.
"Aspettavo che me lo dicessi tu."
Il ragazzo stese indietro gli avambracci, mettendosi comodo sul telo "Non credo che ci sia cosa migliore al mondo di passare una rara giornata di sole insieme ad una ragazza così bella."
Lo guardò, abbozzando un sorriso, "Non sapevo fossi un tipo da queste cose."
"Che genere di cose?"
"Beh, l'aria aperta... i pic-nic."
Caleb scoppiò in una risata, "Credi che questo sia un pic-nic?!"
"C'è un tozzo di pane nero sulla coperta. È caduto dalla tua sacca. Quindi immagino di sì, è un pic-nic." replicò, indicandogli lo zainetto.
Il giovane ruotò la testa e sbuffò quasi divertito, "Mi hai beccato. Lei è davvero molto scaltra, signorina Anderson."
Skyler sorrise ma, subito, la curva sul suo viso svanì dentro un fumo grigio di ricordi che le fece salire qualche brivido lungo le braccia.
"Ho detto qualcosa di sbagliato?" riprese, allora, lui.
"Anche un'altra persona mi chiamava così, ogni tanto." rispose, ritornando a sorridere ma stavolta con una profonda malinconia negli occhi, "Ma è stato tanto tempo fa..." proseguì, strappando un ciuffo di erba, "...Troppo."
Ancora un altro sorriso: una buona roccaforte da costruire per resistere ad un attacco di pianto.
Quel silenzio svanì dopo lo sbuffo arreso del giovane che ritornò in sù con la schiena, mantenendo adesso una posa meno spavalda.
"Sai, Skyler... ti parlerò onestamente." le disse, con tono calmo, "Provo a impegnarmi ogni giorno per capire cosa possa mai averti legato a quel criminale. Ma, credimi, non riesco a trovare una risposta plausibile. Perché non c'è alcun motivo e sono certo che in cuor tuo lo sai."
"Solo io posso sapere cosa c'è dentro al mio cuore, Caleb." rispose, indossando sul volto un'espressione dura e accigliata.
"E quindi c'è ancora lui?! È così che stanno le cose?"
La giovane corrugò la fronte, "No, Caleb. L'ho cancellato per sempre. E l'ho giurato a me stessa, ormai due anni fa. Ma questo non significa che io debba per forza sopportare le tue ingiurie sulle mie scelte passate."
Fece, così, perno sul braccio sinistro e si tirò su, allontanandosi verso l'erba alta.
Il ragazzo le andò dietro, "Cosa ti offende? Il fatto che io parli male di lui o che parli male di ciò che hai fatto?!"
Skyler si arrestò, voltandosi verso Caleb, "CIÒ CHE HO FATTO?!" disse, alzando la voce, sbigottita "Ho amato un uomo. E, Dio... l'ho fatto con tutta me stessa. Devo provare vergogna di questo?!"
"LUI NON È UN UOMO, CRISTO!" urlò, furioso.
Le ultime sillabe piombarono in un'eco su tutta la pianura.
"È un maledettissimo prodotto di laboratorio, Skyler. E tu..." proseguì, puntandole il dito, "Tu hai preferito lui a noi. E sai a cosa mi sto riferendo."

Caleb, Zorah e Joshua erano le uniche persone ad essere a conoscenza dei reali trascorsi di Skyler con B-273. Era stata proprio la ragazza a parlargliene qualche mese dopo la scomparsa del balancer. Una notte d'estate, attorno a un piccolo falò, decise di prendere in mano il coraggio e raccontare tutto. Zorah aveva già sentito quella storia, ma rimase sorpresa di certi episodi che la giovane le aveva precedentemente risparmiato. I due ragazzi, invece, reagirono dapprima con rabbia e un certo disgusto, poi, dopo qualche settimana, grazie alla mediazione della donna, riuscirono ad accettare Skyler e a lasciarsi alle spalle quel passato corrotto. Ma se i villaggi confinanti avessero saputo della sua relazione col balancer, di certo la ragazza sarebbe stata impiccata all'istante o, peggio, violata e pestata da chiunque. Nessuno a Parabellum voleva più saperne dei balancers, né tantomeno del terribile governo di Mr. Peace, e chiunque avesse manifestato vicinanza agli ideali della capitale, sarebbe immediatamente diventato un nemico e una minaccia da neutralizzare senza alcuna pietà.

OSMIUM - Il pianeta senza amoreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora