CHAPTER XIV- Fidanzata è una parola grossa
PoV Kàtia
-Perdonami Kàtia!- la voce contrita di Daniel mi infastidiva terribilmente. Gli avevo assegnato un compito semplice, che anche un bambino avrebbe saputo portare a termine, e lui aveva fallito. Non lo guardai e continuai a camminare avanti ed indietro, lungo le sponde del lago. Il freddo era pungente, ma non me ne curavo. Ero abituata al Nord. Daniel invece batteva i denti.
-Ti prego Kàtia, parlami- mi implorò lui muovendosi come fosse la mia ombra. Socchiusi gli occhi, cercando di ricordarmi che mi serviva, che in quella scuola avevo bisogno di alleati. Ero più propensa a credere che la sua fosse una fedeltà da idiota, non ero ancora persuasa che credesse davvero nella causa, ma ormai c'era dentro, non avrebbe potuto tirarsene fuori, senza finire nei guai. E poi non poteva. La sua famiglia non glielo avrebbe permesso. Il suo marchio non glielo avrebbe permesso.
-Mi hai molto deluso- dissi voltandomi verso di lui. Era più alto di me, ma in quel momento sembrò farsi più piccolo, più basso, tanto era remissivo. Guardò a terra. Si era giustificato un milione di volte, non aveva altro da dire. Secondo il mio piano, quella sciocca mezzosangue sarebbe dovuta finire ad Azkaban. Era pericolosa, e distraeva il designato. Invece eravamo giunti a rischiare che fosse lui ad essere portato via. Non volevo neanche soffermarmi a pensare al disastro che ne sarebbe venuto fuori.
-A volte ho la sensazione che tu non capisca l'importanza della nostra missione Daniel, che non ti importi veramente- mi forzai a tramutare la furia in dispiacere.
-No, mia signora!- mi interruppe alzando gli occhi nei miei, erano brillanti –Te lo giuro. Sono stato uno sciocco, ma dammi un'altra occasione!- lo guardai malevola. Avevo bisogno di lui, ma non potevo fidarmi completamente. Sospirai dandogli le spalle.
-Dimmi cosa posso fare Kàtia- insistette, continuando a muoversi come fosse il mio specchio.
-Adesso non possiamo fare niente-
-Voglio dimostrarti che puoi fidarti di me. Farò tutto, ogni cosa- mi sforzai di sorridergli, e gli accarezzai la guancia rosea. Mi era stato insegnato che era necessario farsi amare e temere dai sottoposti. Il bastone e la carota.
-Avrai modo di rifarti Daniel- lo rassicurai –Ma per ora dobbiamo attendere. C'è tempo per agire, e non è questo il momento- ancora una volta gli voltai le spalle e mi allontanai da lui di qualche passo. Della mezzosangue rossa mi sarei occupata personalmente. Di lì a pochi giorni ci sarebbe stata la prima prova, avrei avuto modo di studiarla meglio, e forse non sarebbe sopravvissuta, magari non mi sarei nemmeno dovuta prendere la briga di eliminarla, ci avrebbe pensato lei da sola. Nonostante avesse una parte nel mio piano, avrei trovato il modo di sostituirla.
-Tienimi aggiornata su Scorpius Malfoy- gli chiesi –Voglio sapere tutto quello che fa, non deludermi ancora Daniel!- lui annuì, raddrizzò le spalle, fiero di aver ottenuto il mio perdono. Lo lasciai lì senza dirgli altro e mi congedai. Guardarlo troppo a lungo mi dava il voltastomaco.
PoV Rose
Eravamo tutti seduti sotto la grande quercia, nel parco di Hogwarts. Il freddo di inizio novembre era pungente, infatti eravamo imbacuccati tutti quanti: Io, Lily, Domi, Rox, Alice e Francois.
Nervosamente sfogliavo il Gazzettino di Hogwarts. Numero speciale. Formalmente era dedicato a Marina, in pratica era la solita raccolta di pettegolezzi. Passiflora non aveva il minimo scrupolo.
-Povera ragazza- commentò Francois, ancora una volta, riferendosi a Marina. Tutte quante annuimmo. Non mi era simpatica, ma comunque non riuscivo a soffocare la pena.
-Chi può essere stato?- Alice si torturava le mani.
-Una specie di mangiamorte credo- commentò Lily –Aveva incisa la parola mezzosangue sul braccio!- tutti quanti rabbrividimmo. Immediatamente dopo si persero nel fare ipotesi.
Ascoltavo il loro ciarlare perdendomi con lo sguardo nell'orizzonte. C'era qualcosa che mi sfuggiva, qualcosa di importante, ma non capivo cosa.
-Come ha fatto il portafortuna di Scorpius a finire lì?- la voce di Domi era angosciata.
-Qualcuno voleva incastrarlo- sentenziò Rox.
Strinsi gli occhi, cercando di accedere a quella parte del mio cervello che stava cercando di urlarmi qualcosa di importante.
-Oh magari, semplicemonte, lui l'aveva regalato a lei perché era la sua fidanzata-
Mi voltai agitata verso il resto del gruppo. Dipinta sul volto un'espressione sconvolta che, Francois male interpretò.
-O magari, a ripensarci no!- si corresse subito. Lo guardai senza capire fino in fondo di cosa stava parlando.
-Ce lo avevo io!-
-Cosa?-
-Il portafortuna!- spiegai, cercando di stare dietro alle rotelle del mio cervello che macchinavano furiosamente –Ce lo avevo io! Si era impigliato nel mio mantello, e lo avevo portato alla festa di Halloween per ridarlo a Scorpius. Lo tenevo in tasca e poi l'ho dimenticato. COME HO POTUTO DIMENTICARLO?!- mi sbattei la mano sulla fronte gesticolando come una pazza.
-Oh, credo tu fossi occupata a miagolare strusciandoti sullo gnoccò- mi fece notare Francois che evidentemente non aveva colto la gravità della situazione. Le mie cugine ridacchiarono, incapaci di trattenersi, ed io scossi la testa esasperata.
-Non capite? Chiunque abbia preso quell'oggetto dalle mie tasche e l'abbia portato vicino al cadavere di Marina voleva incastrare me. Non Scorpius. Me!- tutti smisero di ridere. Mi diedi ancora mentalmente della sciocca per non essermi ricordata prima di tutto questo. Vidi Domi ed Alice rabbrividire, mentre gli occhi di Rox e Lily fiammeggiavano.
-Chi può essere stato?- Alice era spaventata, chiaramente spaventata oserei dire. Qualcuno era disposto ad ammazzare una ragazza solo per mettermi nei guai. Ancora una volta sentii di sapere la risposta, solamente, in quel momento non riuscivo a ricordarla.
-Secondo moi è la tipa di Durmstrang, non mi piace come ti guarda!- si lasciarono andare a supposizioni, mentre io cercavo di concentrarmi, di non ascoltare nessun altro tranne che la remota voce nel mio cervello. Mi persi con lo sguardo verso la collinetta che portava al castello. Un gruppo di Serpi passeggiava, lentamente, forse stavano rientrando.
-DANIEL- dissi all'improvviso.
-Che?-
-Chi?-
-Daniel Parkinson-
-Oh, non esagerare Rosie! Parkinson è un idiota, ma da qui a dire che è un assassino ...- Alice era incerta. In parte ero offesa dal suo scetticismo, ma infondo riuscivo a capirla. Anche io non riuscivo a credere a quello che avevo appena detto. Daniel era un coglione. Ma insomma, lo conoscevo da sette anni. Poteva essere un assassino? Era un amico di Albus, più o meno.
-Sono sicura Alice. – dissi ricostruendo i miei movimenti della notte di Halloween –Magari è solo un complice, ma sono certa che sia stato lui a prendere la pluffa!-
-Dobbiamo indagare!- saltò in piedi Rox. La guardai interdetta. Onestamente non sapevo davvero che pesci prendere. Forse avremmo dovuto limitarci a parlarne con un adulto. Guardai l'orologio confusa. Erano già le cinque.
-Dobbiamo fare qualcosa!- annuì Lily.
-Sì, ma non ora. Devo fare l'inventario di tutti i libri della biblioteca- disse depressa alzandomi in piedi.
-Non ti è andata tanto male Rose- mi fece notare Domi. Io sbuffai e non le risposi. A passo lento lasciai il cortile, dirigendomi verso il primo giorno della mia punizione.
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PoV Rox
-Ragazzi miei dobbiamo andare in fondo a questa storia!- decretai battendomi il pugno sul palmo aperto.
Lily mi guardò inarcando il sopracciglio.
-Smettila di giocare all'agente segreto Roxi, è una cosa seria- strinsi gli occhi e cercai inutilmente di placare l'irritazione.
-Non sto giocando Lily. Semplicemente non ho intenzione di starmene a guardare senza fare niente- spiegai –Dobbiamo trovare un modo per carpire informazioni!- ribadii.
-Ciao Frankie- mi voltai verso Francois. Aveva gli occhi da pesce lesso, un sorriso idiota stampato sulla faccia e faceva "ciao, ciao" con la manina. Storsi il naso e seguii il suo sguardo. Frank e Louis camminavano a passo spedito verso di noi. Alice sbuffò contrariata davanti alla reazione di Francois. Io semplicemente non mi sarei mai riuscita a spiegare perché gli adolescenti dovessero essere tutti schiavi degli ormoni. Scene come quella mi facevano venire voglia di sputare per terra, oppure di vomitare. O di fare entrambe le cose. Crepi l'avarizia.
-Emh .. ciao.. – rispose Frank, guardando Francois lievemente in imbarazzo. Il francese mantenne la sua per niente dignitosa espressione imbambolata e continuò a muovere la mano in segno di saluto finché Domi non gli assestò una gomitata nel costato. A quel punto, nonostante il sorriso ebete gli fosse rimasto sulla faccia, almeno smise di agitare la mano.
-Dobbiamo trovare un modo ..- cercai di riportare l'attenzione sul nostro problema.
-Di cosa state parlando?- chiese Louis. In realtà non credo che fosse davvero interessato alla conversazione. Cercava di venire in aiuto di Frank, che era sempre più imbarazzato per gli sguardi di Francois.
Louis aveva la mia età ma era più alto di Frank, era bello, o almeno così si diceva. D'altronde, come le sorelle, aveva ereditato il sangue di Veela. Però era mio cugino, ed era un idiota, molto molto spesso. Avevo il sospetto che quello dipendesse dal cromosoma y. Per questo non riuscivo a spiegarmi cosa le ragazze ci trovassero in lui. Addirittura quelle di Serpeverde sbavavano ogni volta che passava.
-HO AVUTO UN'IDEA GENIALE- affermai entusiasta non appena mi si accese la lampadina. Il resto della compagnia mi guardò come fossi pazza. Io guardavo Louis come fosse la risposta a tutti i nostri problemi. Cosa che evidentemente lo mise in allarme, dato che cercò di sfuggirmi. Saltai in piedi e afferrai la mano di mio cugino.
-Andiamo!-
-Co..cosa? Che vuoi Rox?- mi chiese confuso. Sapevo cosa dovevo fare. Sfruttare l'ascendente che Louis aveva sulle ragazze, anzi su una in particolare. Danielle Parkinson. Cominciai a trascinarlo via, nonostante lui opponesse resistenza, continuando a chiedermi cosa volessi da lui.
-Frankie, perché non vieni a sederti vicino a me?- Francois era probabilmente l'unico che non prestava attenzione alla scena, riusciva a concentrarsi solo su Frank. Probabilmente se un orda di centauri inferociti ci avesse travolti lui sarebbe rimasto a contemplare "Frankie" in adorazione.
-Oh, non voglio vedere! Aspettatemi vengo con voi!- le parole di Alice furono le ultime che sentii. Poi sparii oltre la collina trascinando Louis per il braccio, dietro di noi, solo i passi della mia amica.
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PoV Alice
Francois mi dava sui nervi quando faceva così. Non mi andava di vederlo flirtare con mio fratello. Insomma Frank non aveva mai avuto una ragazza, o un ragazzo, non importava il genere. Ma per me restava quello che si faceva la pipì a letto, che da piccolo attaccava le caccole sotto il tavolo della cucina e credeva che Hagrid fosse Babbo Natale. Ed io volevo continuare a vederlo così. Non volevo saperne dei suoi commentini stupidi su come i suoi bicipiti si fossero sviluppati. Inoltre, ero piuttosto certa che mio fratello non avesse minimamente colto la reale natura dell'interesse del francese. Era un tale imbranato!
Pur di tirarmi fuori dal suo tentativo di flirt, che comunque sarebbe finito, avrebbe comportato almeno un'ora e mezza di commenti sulle braccia di mio fratello, sui suoi pettorali, sulle sue natiche, sul suo adorabile sopracciglio dentro e sul modo magistrale con il quale sollevava le spalle per respirare, decisi di seguire quella pazza di Rox. Inoltre, era meglio non lasciarla sola. Insomma, era mossa da buone intenzioni, ma finiva sempre per fare qualche danno, meglio che ci fosse qualcuno a moderare il suo entusiasmo.
-Eccoci qui!- mi fermai cercando di riprendere fiato. Differentemente da Rox e Louis non ero una sportiva, e star loro dietro era sfiancante. Cercai di riprendere fiato reggendomi sulle ginocchia.
-Che ci facciamo qui?- chiesi guardandomi intorno. Eravamo arrivati nei pressi del Campo di Quidditch.
-Tra poco Serpeverde si allena! E Danielle Parkinson viene sempre ad assistere- spiegò lei, come se questa affermazione fosse in ogni modo possibile chiarificatrice.
-E perché staremmo cercando Danielle?- chiese Louis dando voce ad i miei pensieri.
Rox sbuffò. Sembrava voler dire "Possibile che io debba spiegarvi tutto!" poi si lanciò in una dettagliata spiegazione. Riportò a Louis delle conclusioni alle quali eravamo arrivati, e poi si rivolse ad entrambi.
-Perciò tu devi scoprire tutto il possibile su Daniel-
-Perché io?-
-Perché lui?- chiedemmo in coro.
-Sveglia!!! Danielle ha una cotta per Louis dalla notte dei tempi- inaspettatamente annuii d'accordo con lei. Aveva avuto un'idea geniale. Battei le mani –Sei grande, Rox- lei mi sorrise compiaciuta.
-E quindi?- Louis sembrava non capire. Entrambe lo guardammo esasperate.
-Razza di idiota .. – cominciò Rox ma la interruppi, mettendomi tra lei ed il cugino, e guardai Louis negli occhi.
-Allora LùLù- tentai di spiegare chiaramente e con lentezza, come se parlassi ad un ritardato –Tu cercherai di sedurre la cara Danielle, trascorrerai del tempo con lei, sarai gentile e cercherai, con molta discrezione- sottolineai quelle parole, conoscendo il tipo –cercherai di farti dire cosa sta combinando suo fratello!- lui mi guardò interdetto.
-Ma io non voglio provarci con quella racchia-
-è per tua cugina deficiente- abbaiò Rox facendosi avanti nel chiaro tentativo di assestargli una sberla in testa. Contemporaneamente Louis fece un passo indietro, quasi spaventato dalla sua aggressività.
-Va bene, va bene!- accettò –Ma come faccio a sedurla-
-Come fai di solito Louis- fece eco lei esasperata.
-Che c'entra, di solito mi viene spontaneo e la ragazza mi piace. Non so farlo a comando- si lamentò. Rox aveva il fumo che le usciva dalle orecchie. Cercai di mantenere la calma, e di nuovo mi intromisi tra i due.
-Ok, non è difficile, va bene?- lo incoraggiai –guardala negli occhi, intensamente, come se ti piacesse, cerca di pensare a qualcosa o qualcuno che ti piace. Parlale sempre molto da vicino, e toccala. Non so, accarezzale il braccio, o il fianco, più o meno casualmente. Sorridile malizioso, e ogni tanto fatti vedere senza maglietta- gli spiegai tutto d'un fiato.
-Non sono sicuro di aver capito-
-Facciamo una prova- propose Rox esasperata, facendosi avanti.
-Non voglio nemmeno fare finta di provarci con te!- si lamentò lui, lei lo guardò schifata.
-Non con me idiota! Con Alice-
-Io?- mi voltai talmente velocemente verso Rox che temetti mi si svitasse la testa.
-Vedi qualcun altro?- fece lei burbera come al solito. Ok, dovevo lasciar stare l'imbarazzo e la timidezza. Lo stavo facendo per Rose, e insomma far esercitare un ragazzino a fare il cascamorto non era poi un sacrificio così grande se fatto per un'amica.
Guardai Luois, era evidentemente imbarazzato, e non entusiasta della proposta. Io sbuffai.
-Forza- accettai.
-Cosa?-
-Come cosa LùLù? Seducimi- lo invitai facendo un passo in avanti.
-Non chiedermelo così- farneticò lui, ed arrossì vistosamente.
-Non te lo sto chiedendo in alcun modo- precisai, attesi qualche secondo ma lui non sembrava muoversi
–Smettila di fare il ragazzino!- lo rimproverai.
Lui annuì incerto. Chiuse gli occhi e quando li riaprì non c'era più un'ombra d'indecisione. Si avvicinò a me.
Puntò gli occhi nei miei, fissandomi deciso, leggermente malizioso. Erano celesti, come quelli di Domi. Iniziò ad avvicinarsi a me, a passo sicuro, la maglietta attillata, bianca, oltre il mantello, metteva in risalto il fisico asciutto e scolpito. Mi ritrovai a chiedermi come facesse a non avere freddo. Mi raggiunse in una manciata di secondi. Sentii le sue dita accarezzare il mio fianco, infilandosi al di sotto del mio mantello. Il suo tocco era delicato, suadente, carico di promesse. Sollevai lo sguardo dal suo torace al volto perfetto, glabro, roseo. Gli occhi erano accesi, le labbra si piegarono in un sorriso malizioso, asimmetrico. Avvicinò il suo volto al mio , non lateralmente ma faccia a faccia, fino ad arrivare ad una distanza minimale dalla mia bocca.
-Ciao – mi parlò malizioso, dicendo probabilmente la prima cosa che gli era venuta in mente. Avrei dovuto trovarlo ridicolo, invece mi fece tremare le gambe. Mi morsi il labbro mentre mi concentravo sul continuo scorrere delle sue dita sul tessuto della mia maglietta. Quello non era Lulù, il mio amico, il fratellino di Domi, impacciato e buffo. O no. Quello era un demone mandato direttamente dal mio inferno personale per tentare me e la mia proverbiale fedeltà. Per un attimo mi appoggiai quasi all'invitante fragranza del suo respiro. Poi pensai a Lorcan.
–Devo togliermi la maglietta?- chiese lui sempre accattivante, ma leggermente confuso.
Immediatamente irrigidii i muscoli e feci un passo indietro.
-Non ce n'è bisogno!- farfugliai agitata –Potete continuare da soli! È perfetto così- gli diedi un paio di pacchette agitate sul braccio e cominciai ad allontanarmi a passo di carica verso il castello.
-Perché scappa così?- non potevo vederlo, poiché gli davo le spalle, ma lo immaginai a guardarmi confuso, con Roxanne al fianco.
-Magari ti puzza l'alito- rispose lei noncurante. Mi lasciai scappare una risata nervosa mentre fuggivo a gambe levate. Rose non lo sapeva, ma mi doveva un grosso favore.
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PoV Rose
Stavo per raggiungere la biblioteca. Mi aspettavano almeno due ore a compilare l'inventario più noioso del mondo. Sarebbe stato così ogni settimana, fino alla fine dell'anno. "E forse anche dopo" ricordai con rammarico le parole della McGranitt e mi chiesi se potesse realmente costringermi a farlo anche dopo i MAGO. Probabilmente mia madre glielo avrebbe permesso, mio padre invece mi avrebbe rinchiusa in convento ed avrebbe ucciso Scorpius. Infondo, a pensarci bene, avrei anche potuto trovare qualcosa di interessante. Dovevo semplicemente farmi forza e cercare di cogliere il meglio da quella situazione. Il problema non era tanto quello che dovevo fare, quanto piuttosto il fatto che sottraesse ulteriore tempo alle mie giornate già sature di impegni.
Quando svoltai l'angolo, per l'ingresso della biblioteca trovai Scorpius appoggiato alla parete, con l'uniforme del quidditch addosso. Sbuffai. Era un'abitudine difficile da perdere. Non riuscii comunque ad evitare la capriola del mio stomaco.
-Mi stai seguendo, Malfoy?- per quanto mi sforzassi la mia voce non suonava affatto contrariata.
-Se Maometto non va alla montagna...-
-Tu saresti la montagna ed io l'uomo barbuto?- chiesi divertita. Lui si limitò a sorridere.
-Comunque, tra qualche minuto inizia la punizione. Non è il caso che io arrivi tardi già il primo giorno. Devi dirmi qualcosa?-
Più rapidamente di quanto credessi possibile mi afferrò per il braccio portandomi dietro una colonna. Anche quella stava diventando un'abitudine. Senza che riuscissi ad oppormi appoggiò delicatamente le sue labbra sulle mie, era un bacio diverso dal solito. Delicato, senza rabbia, o pressione.
-Volevo solo vederti- mi spiegò allontanandosi, lasciandomi con le labbra socchiuse, leggermente perplessa.
-Cos'era questo?- chiesi dopo una manciata di secondi. Non appena il mio cervello ricordò come si parlava.
-Un bacio direi- fece lui sorridendo allegro.
-E da quando noi ci baciamo?- volevo sembrare contrariata. La mia voce, però, non era minimamente infastidita. Anzi, avevo avvertito una nota zuccherosa che avrebbe seriamente potuto mandarmi nel panico.
-Succede abbastanza di frequente a dirla tutta- mi spiegò accarezzando le mie labbra con il dito indice.
-Mi hai fatta mettere in punizione, Malfoy- notai –Due volte! E siamo solo a novembre. Perché dovremmo baciarci?- lui si lasciò andare ad una risata.
-Sono in punizione anche io. Ed a me è andata peggio. Tu cataloghi libri, io vermi- mi fece notare indicando prima me e poi se stesso –Quindi direi che siamo pari- osservò tranquillo –e poi l'idea di parlare a tutta Hogwarts dei nostri incontri notturni clandestini è stata tua, non mia. Quindi tecnicamente è colpa tua se io sono in punizione!- si avvicinò per baciarmi ancora, io mi allontanai, non bruscamente, ma mi tenni fuori dalla sua portata, lasciando comunque che continuasse a cingermi i fianchi. La sua espressione serena mi fece sorridere.
-Questo sarebbe il tuo modo di ringraziarmi per averti salvato da Azkaban?- lo rimproverai ridacchiando. Mi ero talmente spaventata quando stavano per portarlo via, che il mio modo di relazionarmi con lui ne aveva risentito. Ero stanca di oppormi. E lo stavo realizzando in quel momento.
Lui annuì. Di nuovo raggiunse le mie labbra, questa volta glielo lasciai fare.
-Baciandomi?- chiesi ancora, non appena la mia bocca fu nuovamente libera.
-Sì- convenne –E permettendoti di essere la mia adorabile, dolce, tenera ed affettuosa fidanzata- mi canzonò alternando un bacio ad ogni parola. Immediatamente mi irrigidii.
-Cosa? Frena, frena- il panico nella mia voce lo lasciò interdetto. Si allontanò appena, guardandomi incuriosito.
-Non sono la tua fidanzata Scorpius!-
-Ah no?- chiese lui, ma non c'era modo di fargli passare il buon umore. Al contrario, il mio era andato. Come si permetteva di essere così certo che gli sarei caduta tra le braccia? Solo perché per non farlo finire in prigione avevo confessato davanti a tutti di essere stata con lui? Solo perché ero stata con lui? Solo perché gli stavo permettendo di baciarmi?
-No!- risposi decisa, liberandomi dalla sua presa.
Lui sbuffò alzando gli occhi al cielo. Comunque, quando tornò a guardarmi erano limpidi e allegri.
-E cosa siamo allora?-
Cercai di rispondere, ma la realtà era che non avevo una risposta. Rapidamente come poco prima mi imprigionò tra sé e la parete. Gli riservai un'occhiata carica di rimprovero. Lui sorrise sornione.
-Sai che continuerò a baciarti?- mi chiese prima di lasciarmi l'ennesimo bacio sulle labbra –E che pretenderò di fare l'amore con te, ancora e ancora, tutte le volte che sarà possibile e anche quando non lo sarà lo renderò possibile io?- mi sussurrò quelle parole all'orecchio. Erano talmente cariche di promesse, di desiderio e passione che sentii le gambe molli, senza rendermene davvero conto annuii docile.
-Sai che non vorrò nessun'altra e ucciderò chiunque dovesse tentare di avvicinarsi a te .. –
-Sbruffone- soffiai sulle sue labbra, provocandogli l'ennesimo sorriso.
-Allora cosa siamo Rosie?- me lo chiese nuovamente. Una parte di me sapeva che la vittoria era sempre stata sua. Ma non lo avrei ammesso, mai!
-Siamo Weasley e Malfoy- risposi decisa, leggermente strafottente.
Lui rise ancora allegro, per niente impressionato.
–Va bene- mi concesse –Allora buona punizione, Weasley. Ci vediamo dopo!- mi accarezzò la guancia sorridendo sghembo prima di darmi le spalle ed allontanarsi.
Odiavo il fatto che l'ultima parola, in un modo o nell'altro fosse sempre la sua. Odiavo il modo in cui, con quei suoi atteggiamenti da Don Giovanni, mi lasciasse sempre un po' frastornata, costruendo delle perfette uscite ad effetto. "Te la faccio vedere io" .
Lo afferrai per il braccio costringendolo a voltarsi di nuovo. E prima che capisse cosa stesse accadendo raggiunsi le sue labbra baciandolo come se ne andasse della mia vita. Per dimostrargli qualcosa. Questo dicevo a me stessa. Ma infondo, solo perché mi andava e lo volevo. E soprattutto, incredibilmente, volevo che mi andasse.
Mi staccai dalle sue labbra e sorrisi compiaciuta del suo sguardo stupito e trasognante –Ci vediamo dopo, Malfoy!- voltai i tacchi prima che potesse riprendersi.
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PoV Scorpius
Quella ragazza mi aveva fritto il cervello. Era l'unica cosa che riuscivo a pensare mentre raggiungevo il campo da quidditch. Ma non per questo smisi di sorridere. Avevo lottato a lungo contro i miei sentimenti per lei, ma ormai ero stanco. Stavo bene, volevo stare bene. E per farlo avevo bisogno di smettere di farle la guerra.
Probabilmente il mio umore non era adatto alla situazione. Avevano appena ucciso la mia ex fidanzata. Quel pensiero mi intristiva. Marina era una brava ragazza. Non se lo meritava. Ma le cose erano state così veloci che non avevo ancora realizzato. Una fitta di senso di colpa mi investì in pieno. Era sbagliato essere felice. Avrei dovuto essere in lutto e onorare la sua memoria. Avrei dovuto piangerla.
E a parte questo, avrei dovuto preoccuparmi di capire chi volesse far ricadere su di me la colpa di ciò che era successo.
Ma non ci riuscivo. In quel momento, l'unica cosa che volevo era stare bene. E per stare bene avevo bisogno di godere a pieno della presenza di Rose. E di quella di Albus.
Mi fermai quando riconobbi il mio migliore amico all'ingresso dello stadio. Era seduto a terra e lucidava la sua scopa, ovviamente mi stava aspettando. Ancora non avevamo avuto modo di parlare.
-Al- lo salutai quando mi decisi a farmi avanti per affrontarlo. Lui si alzò in piedi e mi venne incontro.
-Come stai?- era preoccupato, ma qualcosa lo innervosiva. Non bisognava essere geni per capire cosa.
-Piuttosto bene, grazie- lui mi scrutò negli occhi per capire se stessi mentendo. Aveva le sopracciglia aggrottate ed un'espressione inquisitoria dipinta sul volto.
Quando fu certo che non gli stavo mentendo venne avanti e mi abbracciò lasciandomi leggermente di sasso. Non eravamo soliti lasciarci andare a certe smancerie. C'eravamo sempre stati l'uno per l'altro. Ne avevamo vissute, insieme, di tutti i colori. Ma, generalmente, non eravamo persone molto fisiche.
-Ok, amico. Anche io sono contento di saperti bene- gli dissi cercando di mascherare la commozione che quel gesto, inevitabilmente, mi aveva scatenato. Lui mollò la presa e si allontanò.
-Scusami, ma sai mi aveva un tantino sconvolto l'idea che te ne andassi ad Azkaban- si giustificò. Per un momento sperai che la felicità per il sapermi libero lo avesse portato a dimenticare il perché lo fossi. Ovviamente la mia era una speranza vana, lo capii nel momento in cui il suo sguardo si fece omicida e il suo dito indice puntò dritto sulla mia faccia.
-MIA CUGINA- disse con tono accusatorio.
-Quale?- chiesi cercando di ridere, ma il suo sguardo mi suggeriva chiaramente che non fosse il caso.
-Non fare il buffone Malfoy!- mi intimò ed io mi arresi portando le mani in alto, i palmi rivolti verso di lui. L'uso del cognome la diceva lunga sul fatto che non fosse esattamente ben disposto.
-Va bene! Cosa vuoi sapere-
-Mi avevi promesso che le saresti stato lontano!- mi accusò.
Sospirai –Ci ho provato, Al- lui di nuovo sollevò il sopracciglio –Lo giuro. Ci ho provato. Ma non ci riesco, è più forte di me-
-Sarà meglio che tu non la faccia soffrire ancora Scorp. Sarà davvero molto meglio per te!-
-Non ho intenzione di farlo- ero serio. Lo guardai negli occhi, volevo che Albus sapesse, che non nutrisse il minimo dubbio in proposito –Senti non posso assicurarti che tra me e lei le cose andranno sempre bene. Insomma siamo Rose e Scorpius. Noi litighiamo e ci insultiamo e ci minacciamo- la faccia di Albus mi suggerì che quella non era esattamente la strategia giusta per rassicurarlo –ma ci tengo a lei- aggiunsi.
-Ci tengo più di quanto io abbia mai tenuto a nessun altra. E lo so che questo non significa niente, perché tecnicamente non ho mai tenuto a nessun altra, ma quello che voglio dire è che mi importa- terminai la frase senza essere certo di cosa stessi dicendo –Non posso prometterti che non la ferirò mai, ma farò tutto quello che posso per essere lì a curare quelle ferite-
Fortunatamente Albus capì che mi ero già sforzato abbastanza per fare quel discorso. Decisamente non poteva aspettarsi più di quanto non avessi già detto. Credette nella mia buona fede.
-è tardi, andiamo- mi disse lasciando correre, voltandosi verso l'ingresso.
-Quindi adesso state insieme?- mi chiese mentre varcavamo la soglia dello stadio.
Sorrisi tra me –Sì- con la coda dell'occhio vidi il sorriso di Albus fare eco al mio –ma non dirglielo. Altrimenti si agita- aggiunsi subito dopo.
Entrambi scoppiammo a ridere.
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ANGOLO DI MIKA
Salve gente!
Altro regalo per domani mattina! Voglio cominciare ad avvisarvi che da martedì a venerdì prossimo non sarò a casa... dunque non pubblicherò.
Fino ad allora, farò del mio meglio!
Insomma, cosa ne pensate?
Sono molto eccitata, perché c'è il primo PoV Rox. Ed io adoro i Pov Rox. Adoro Rox. ADORO.
Per il resto è un capitolo piuttosto tranquillo. Ci avviciniamo alla prima prova, che non sarà ancora nel prossimo capitolo ma presto potrete leggerla!
Attimo di pace per i Rospius.. se lo meritano anche loro, o no?
Francois è cotto marcio! Alice ha vissuto un "brutto" quarto d'ora!
Devo muovervi un rimprovero! Non mi avete detto niente delle facce che vi ho proposto!
Comunque, spero vi piaccia.
A presto Mika!
In copertina Rox