Capitolo XXVII

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CHAPTER XXVII- Ricatti/Confessioni e generiche allusioni


PoV Kàtia


La foresta proibita era desolata sotto le feste più di quanto non lo fosse di solito. La solitudine che mi aveva circondata in quei giorni era stata provvidenziale, ero riuscita a mettere a punto il mio piano, a dare ordini precisi alle mie pedine. Mi mancava solo una cosa. Un alleato. Un alleato che fosse capace di pilotare le cose nella giusta direzione, che fosse senza scrupoli e ricattabile, ma allo stesso tempo dotato di cervello. Daniel ancora faceva tutto quello che gli chiedevo, ma già aveva ampiamente dimostrato di non essere abbastanza all'altezza. Speravo solo che mi portasse la persona che gli avevo chiesto.

Le anime danzavano davanti a me. L'anima nera e furiosa di Bellatrix cominciava ad essere inquieta.

-Voglio possederti- la sua voce rimbombava nella mia testa.

-Non è ancora tempo- risposi perentoria, mentre il crepuscolo rendeva l'ambiente ancora più tetro.

-Stai perdendo tempo-

-Sapevamo che sarebbe stata lunga. Sto cercando le armi, e sono quasi certa di sapere dove trovarle. Ho portato a termine il sacrificio di sangue, ma senza prima avere le armi non posso terminare l'altro, sarebbe troppo rischioso. Ed inoltre il prescelto non è ancora pronto. Porta pazienza e risorgerai e il mondo sarà dei maghi- impostai la mia voce come fosse un comando. Il mio mentore mi aveva messa in guardia. Bellatrix era un ottimo soldato, ma era instabile, non adatta al comando. Io, invece, ero nata per dare ordini, per rispondere solamente a Lui e dirigere gli altri.

-Ai maghi la magia- rimbombò ancora la voce nella mia testa.

-Ai maghi la magia- risposi solennemente portandomi una mano al petto.

-Kàtia- la voce di Daniel mi distrasse. Immediatamente le anime sparirono ed io mi voltai nel semibuio della foresta a guardare lui mentre veniva avanti.

- Lei dov'è?- chiesi guardandomi intorno. Lui sorrise soddisfatto, segno che avesse portato a termine il mio comando.

-è appena arrivata. Come hai ordinato, l'ho portata subito qui-

-Non ho capito che fretta avevi Parkinson! Non sono nemmeno riuscita a farmi una doccia, le mie scarpe sono coperte di fango, e i miei capelli si sono increspati! Spero proprio tu abbia una buona scusa per avermi costretta a venire qui ...- dal folto della foresta la figura femminile, longilinea si fece avanti. Mi guardò con un'espressione un po' perplessa, spostando gli occhi da me a Daniel.

-Non so quale strano trio erotico avessi in mente Parkinson, ma credo proprio di doverti deludere- conoscevo abbastanza l'animo umano da sapere che stava nascondendo dietro al sarcasmo l'agitazione. Non si aspettava di trovarmi lì, non avevamo mai parlato e sicuramente non sapeva che l'avevo studiata per tutto il tempo che avevo trascorso ad Hogwarts.

-Ben tornata Miss Firestone, hai fatto buone vacanze?- le chiesi mostrando gentilezza, lei incrociò le braccia al petto cominciando a battere un piede ritmicamente a terra.

-Ottime. Anzi direi che era stata un'ottima giornata prima che mi trascinaste qui- oscillò la testa ed i boccoli scuri ondeggiarono da una parte all'altra.

-Mi dispiace averti recato disturbo,Britney – dissi chiamandola per nome –Ma avevo bisogno di parlarti, ed ora che il castello è nuovamente pieno di studenti non c'è altro posto sicuro- le spiegai facendomi avanti. Lei automaticamente portò una mano alla cintola, dove teneva la bacchetta.

A piccoli passi verso il destinoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora