Capitolo XII *Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris *

5.5K 226 100

CHAPTER XII- Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Le luci danzavano sul palco. Da dietro le quinte sbirciai verso la sala. La gente era distratta, le persone chiacchieravano tra loro incuranti del mio dramma interiore. Quasi tutti. Ma notai che, al contrario, qualcuno era molto concentrato, in attesa. Gli occhi di Scorpius non si muovevano da palco. Sentii l'odio salire forte e prepotente.

La paura di ballare si trasformò velocemente in impazienza. Volevo salire su quel palco. Volevo che mi guardasse. Lo odiavo e volevo mostrargli cosa non avrebbe ma più potuto avere. Volevo che quella sera non fosse capace di togliermi gli occhi di dosso, che mi desiderasse e volesse, per poi sbattergli in faccia il fatto che non mi avrebbe più avuta. Ero così arrabbiata. Cosa voleva? Che mi concedessi ai suoi amici? Bene, se era questo che voleva, questo avrebbe avuto. Sotto i suoi occhi.

Una parte di me, del mio cervello, scalpitava. Mi strillava di lasciar perdere, di andarmene via, di non salire su quel palco. Avrei dovuto correre a nascondermi, ma contemporaneamente dovevo smettere di scappare.

-Tutto bene Rose?- mi chiese Domi quando ormai era il momento di entrare. Era preoccupata.
–Se non te la senti..- la guardai negli occhi sconsolata. Non potevo mollare Lily in quel momento. E soprattutto non volevo. Mi sforzai di sorridere, avrei avuto tempo, dopo, nel mio dormitorio di lasciarmi andare alle lacrime. Sapevo che avrei trovato le braccia di mia cugina a stringermi e consolarmi. Qualsiasi cosa accadesse. Entrai sul palco a passo deciso e puntai lo sguardo altrove. Charles era con la delegazione di Beuxbatons, guardai lui.

Raggiunsi la mia postazione, sulla sinistra, e mi misi in posizione. Sentivo vagamente le urla di Francois che ci incitava. Dopo qualche secondo partì la musica.

Lasciai che mi drogasse. Infondo accadeva, bastava volerlo e lasciarsi andare. I battiti del mio cuore seguivano il ritmo allegro della canzone dance che Lily aveva scelto. Lasciai sciogliere ogni muscolo, lasciai che ogni singolo impulso fosse dettato dal ritmo.

La coreografia era accattivante ma semplice. Le luci cangianti, si spostavano velocemente su tutte noi. Improvvisamente cominciai a sentirmi sicura di me. Non vedevo chi mi stava guardando, non avvertivo la presenza di nessuno. Il mio cervello aveva smesso di pensare, non ne avevo bisogno. Era come se quella fosse l'ennesima prova e ci fossimo solamente noi. L'unica cosa che la mia mente mi urlava era l'ordine dei passi che dovevo eseguire. Ancheggiavo, saltavo, giravo, cambiavo di posizione. Mai, neanche una volta, pensai che c'erano i miei compagni a guardarmi. Forse perché non avevo scelta. Scorpius andava in giro dicendo che ero una poco di buono, rovinando la mia reputazione? Bene, allora almeno sarei stata la poco di buono più desiderabile di Hogwarts. "Qualsiasi cosa tu faccia nella vita, Rose, ricordati che l'importante è essere la migliore!" non credo che mia madre sarebbe stata contenta dell'uso che stavo facendo di quel prezioso consiglio.

Quando lo spettacolo finì lasciai velocemente il palco. Una volta finita la musica, stare lì sopra non era più tanto facile. Decine e decine di occhi erano, improvvisamente, tornati a fissarmi facendomi sentire in imbarazzo. Mi avvicinai velocemente al bar e presi del wisky incendiario. Quella sera avevo seriamente bisogno di non capirci niente.

-Sei stata meravigliosa cheriè- mi raggiunse Francois ed io mi sforzai di sorridere.

-Grazie- buttai già il liquido ambrato senza fare una piega.

-Vincerete sicuramonte!- decretò convinto annuendo e versandosi anche lui un bicchiere. Lo scolò di un sorso, fece una smorfia e mi guardò in faccia –Questo è scadonte!-

Risi della sua espressione ed annuii ancora –Non siamo ad una festa di classe- lui gettò il bicchiere in un cestino lì affianco di malagrazia –Insomma cosa c'è che non va?-

A piccoli passi verso il destinoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora