Capitolo XI *Sai cosa si dice di chi origlia...*

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CHAPTER XI- Sai cosa si dice di chi origlia ...

PoV Kàtia

Il silenzio assordante della foresta proibita mi avvolgeva. Non avevo paura, niente avrebbe potuto toccarmi, niente avrebbe osato farlo. Procedevo a passo lento ma deciso senza emettere un fiato. Lo struscio del mio abito sulle foglie, il loro crepitio cedevole sotto i miei passi, erano gli unici rumori che sentivo. La natura taceva al mio passaggio. In rispetto al mio sangue.

Le ombre mi volteggiavano intorno, bluastre e luminose. Raggiunsi la radura, dove mi avevano ordinato di andare.

Mi sedetti sul prato, al centro. In attesa del mio rapporto.

Le ombre delle anime perdute cominciarono a danzare davanti ai miei occhi. Dopo qualche minuto si unirono tra loro mostrandosi a me con le fattezze di un'anima perduta. L'anima di mia zia, morta per ciò in cui credeva, per la Causa, portando onore al suo sangue.

Avevo cominciato ad invocare le anime tempo prima. Era stato un vecchio mago ad insegnarmelo. Era il mio maestro e mentore. Era colui che guidava tutti gli ultimi Puri come noi.

-Ave- dissi all'anima, lei, come d'abitudine rispose solo nella mia testa.

-Tutto è pronto, avevi ragione, è lui il designato- la voce distante cruda ma ovattata continuò a rimbombarmi nella testa.

-Continuerò a spezzare i sigilli appena possibile, non sarà facile, ma ne mancano solo due: sangue e sesso-

-Ce la farò- ripetei all'ennesimo ammonimento mentale.

-Sto raccogliendo seguaci molto più velocemente di quanto credessi. Ci sono ancora molti Puri disposti ad ascoltarci- Poi vidi le ombre affievolirsi –Ai maghi la magia- ripetei come un mantra. L'ombra sparì.

Invece che incamminarmi per tornare subito alla nave, rimasi a riflettere in quel buio confortante.

Dovevo spezzare due Sigilli. E dovevo essere io a farlo. Il rituale al quale mi ero sottoposta era stato lungo e doloroso. La strada era lunga, piena di privazioni ma la ricompensa, oltre qualsiasi immaginazione. Dopo il maestro ero la più alta in grado. Una sacerdotessa. Ed ero l'unica che poteva risvegliare il designato. Molti sigilli erano stati spezzati lungo la strada. Avevo distrutto, insinuato malattie, faide, odio. Ora ero giunta al termine, davanti al traguardo. Solo le due S mancavano affinché tutto fosse pronto.

Sangue. Un sacrificio. Una morte. Sorrisi. Se il mio piano fosse andato bene, come credevo, entro la notte di Halloween quel primo sigillo sarebbe stato spezzato. Il piano prevedeva che facessi ricadere la colpa su quella stupida Mezzosangue, in modo da tenerla lontana dal designato, così avrebbe smesso di distrarlo. A tempo debito, l' avrei riportata ad Hogwarts, e lì dopo che il guerriero che stavamo aspettando fosse risorto, sarebbe morta per sua stessa mano. Il fulgido e temibile cavaliere dal sangue puro, lo avrei fatto tornare io, e la prova del suo reale risveglio sarebbe stata nel cuore pulsante di quella ragazzina stretto tra le sue mani.

Sesso. L'ultimo sigillo. Sarebbe venuto con il tempo. Non c'era fretta. Avrei dovuto aspettare il momento opportuno. Lo avrei fatto solo quando tutto sarebbe stato pronto ed il piano per spezzare quel sigillo infallibile. Avrei dovuto cercare di portarlo dalla mia parte, prima. Ma infondo, non era necessario. Una volta che tutti e due i sigilli fossero caduti, non avrebbe avuto altra scelta che collaborare. Il richiamo del sangue era troppo forte per tutti, anche per Scorpius Malfoy.

Quando mi mossi per tornare alla nave, oramai, albeggiava.

PoV Rose

-No- ripetei mentre Lily mi veniva dietro implorandomi in tutte le lingue conosciute e sconosciute.
–Te lo scordi Lily, non lo farò mai! E per mai intendo mai!-

A piccoli passi verso il destinoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora