Capitolo XXVIII

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CHAPTER XXVIII- Feste e Festini_ Piani e Casini

Pov Rose

Occhi luminosi, ghiaccio. Sorriso compiaciuto, ma allo stesso tempo dolce. Espressione beata. Non avevo mai visto niente nella mia vita che fosse più bello di lui. Niente di più bello di Scorpius, sotto di me, in quel momento, mentre mi muovevo senza freno per cercare di compiacere entrambi. La sua fossetta onnipresente spiccava sulla pelle bianca. Emergeva in quel sorriso tranquillo, rilassato, che sapeva di casa, odorava di vita, suggeriva pace. Io e lui. Bianco su bianco.

-Sei mia Rose-

Annuii distratta. Non riuscivo a prestare attenzione alle sue parole, sentivo solo il bruciante desiderio di lui. Più lo sentivo dentro, meno ero appagata. Ne volevo di più, non mi sarebbe mai bastato. Le sue mani scivolavano dalla schiena ai glutei, afferrandomi con prepotenza.

-Sei mia. Dillo- ordinò mentre le spostava sul mio seno nudo.

-Sono tua- un altro sorriso. Una magnifica ricompensa per la mia arrendevolezza. Sorrisi a mia volta e rallentai la mia cavalcata.

-Non ti fermare- si lamentò imperativo. Sorrisi lievemente delle sue proteste e del compiacimento che mi provocava il suo essere drogato di me, ma non risposi.

-Ti ho detto di non fermarti- si tirò su, ora i nostri corpi aderivano perfettamente. Ad ogni spinta il mio seno strusciava sul suo torace provocandomi fremiti incontrollabili di piacere. Mi sentivo così bene. Così appagata e libera. Ed era indecente. Era indecente il modo in cui mi stavo abbandonando a lui, il modo in cui mi lasciavo prendere.

-Sei bellissima Rose- la sua voce, rimbombava dentro di me, andando a toccare qualsiasi tesissima parte del mio essere. Ogni nota, indugiava e portava via una parte di me, e mi trasformava, e mi rendeva diversa. Non migliore né peggiore. Sua.

-Guardatela è così tenera! Ma deve svegliarsi- feci una smorfia. La sua immagine era sempre più lontana e distante, la sua voce più fina e trillante, talmente diversa da non sembrare la sua. Non era la sua. Era quella di Alice.

Aprii gli occhi infastidita. La luce mi feriva. Ed, ovviamente, meno la mia mente era annebbiata, più io ero nervosa. Nervosa perché quelle streghe intorno al mio letto mi avevano strappata ad un sogno stupendo. Infuriata perché il sogno stupendo riguardava la mia nemesi e me nudi.

-Che sognavi di bello Rosie?- mi chiese Domi maliziosa, sedendosi sul mio letto.

-Niente- borbottai contrariata. Odiavo parlare di prima mattina. Letteralmente detestavo che la gente mi rivolgesse la parola. La situazione non poteva che essere peggiorata dalle circostanze.

-Certo, come no! Comunque è tardi. Dovresti vestirti e scendere a colazione, o non ce la farai mai ad essere puntale per Difesa!- sgranai gli occhi e mi misi a sedere. Di scatto afferrai la sveglia sul mio comodino, e quasi mi venne un infarto.

-PERCHè ACCIDENTACCIO NON MI AVETE SVEGLIATA PRIMA?- strillai buttandomi giù dal letto.

-Ehi, noi ci abbiamo provato.. ma tu eri tutta un mugugno di piacere- lanciai uno sguardo iracondo verso quelle due che se la ridevano e sparii nel bagno.

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PoV Scorpius

Aprii gli occhi svegliato dai rumori di qualcuno che si vestiva. Mi alzai in piedi per mettere a fuoco l'immagine. Britney stava davanti allo specchio, con l'uniforme già addosso, intenta a truccarsi.

-Che ore sono?- le chiesi con la bocca ancora impastata.

-è ancora presto, ti avrei svegliato tra un po'-

A piccoli passi verso il destinoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora