𝑙𝑒𝑣𝑖 𝑎𝑐𝑘𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛 𝑥 𝑜𝑐
Il mondo sembra essere finalmente libero dai giganti, sconfitti dopo l'ultima battaglia. April Chapman, una dei soldati migliori nel corpo di ricerca, si ritroverà senza la mano destra purtroppo perduta in guerra. C...
spazio autrice: ciao a tutt*! grazie di aver scelto questa storia. <3 prima di iniziare a leggere, volevo fare delle piccole precisazioni. vi chiedo di dare un'occhiata a tutti i punti fino alla fine: • troverete spoiler di attack on titan (anche 4 stagione). • la storia contiene un linguaggio scurrile, offensivo e/o triviale, parti sessualmente esplicite e violente con delle espressioni volgari e disturbanti per molti lettori. • le fanart utilizzate non sono mie, le ho prese da pinterest. • tutti i personaggi (tranne l'OC) appartengono ad Hajime Isayama. • la storia è scritta da me, per cui non è uguale all'anime. tuttavia, ci sono molte cose in comune. • state per leggere la mia prima storia, mi scuso in anticipo per eventuali errori grammaticali.
grazie della vostra attenzione! buona lettura ;)
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3 dicembre 1919, la guerra era finita.
I giganti sembravano essere scomparsi del tutto dalla faccia della terra. Dopo anni, finalmente ce l'avevamo fatta.
Eppure, l'ultima battaglia mi costó dura.
Aprì gli occhi. Mi svegliai sul letto dell'ospedale, non rendendomi conto di che ora fosse.
Era difficile muovermi, il dolore si faceva sentire dappertutto e si rafforzava ogni volta che provavo ad evitarlo.
Sorrisi notando accanto il letto su cui ero sdraiata un volto familiare, finalmente, dopo settimane.
"Oh, sei sveglia." Il comandante Erwin seduto accanto a me, mi accarezzava una ciocca di capelli. "Come stai?"
"Comandante." Pian piano alzai la schiena e mi sedetti girando il bacino verso di lui.
Provai a posizionare la mano destra sul cuore, ma sentii un suono strano provenire dal mio braccio, che purtroppo mi ricordó quello che avrei voluto dimenticare.
Tutto ciò che rimaneva di me, era stato distrutto. Come la mia mano destra, ormai spezzata via dall'impetuosa battaglia.
Più precisamente, strappata via dalle grinfie di un gigante.
Fortunatamente riuscì a cavarmela, anche se con una mano in meno. L'ultima immagine impressa nella mia mente era proprio quel gigante, prima di perdere completamente conoscenza.
Un paio di giorni dopo, all'ospedale non trovai nessuno al mio fianco pronto a spiegarmi cosa mi fosse successo.
L'unica cosa che vidi fu una mano "robotica" sul tavolo accanto a me ed un foglio accanto con su scritto: "vedi come farla funzionare, spero di aver fatto un buon lavoro. Buona guarigione."
Nessuna istruzione, nessun consiglio. Ma sopratutto, nessuno accanto a me. Non avevo idea di chi fosse quella calligrafia.
Dovetti rimediare con questo rottame, che sfortunatamente non sembrava si adattasse bene al resto del mio corpo.
Dovevo ancora fare pratica, non riuscivo bene a comandarla o a sentirla mia. Come un corpo estraneo conficcato nel mio braccio. Non la possedevo, e ciò mi destabilizzava.
Continuai a guardare la mano destra che ormai non poteva più definirsi tale. Erwin la abbassó come per dirmi di dargli attenzioni.
Sorrisi e lo guardai negli occhi. Il comandante era davvero una bravissima persona, sempre pronto per aiutarti, qualsiasi sarebbe successa. Purtroppo anche lui in battaglia non ne uscì vittorioso, in quanto si ritrovó con un braccio in meno.
"Non preoccuparti. Sono venuto qui solo per dirti una cosa." Disse guardandomi negli occhi.
Il mio cuore smise di battere per un attimo, pensai a tutto ciò che avrebbe potuto dirmi.
Il timore piú grande per me era che probabilmente non avrei più potuto combattere a causa di questo incidente.
Dopotutto, come avrei potuto farlo? Non potevo neanche stringere un pugno per bene, figuriamoci impugnare una spada ed usare il movimento tridimensionale, dove l'utilizzo di entrambe la mani era essenziale.
Anche se la guerra era finita, il corpo di ricerca si sarebbe comunque dovuto occupare della tutela dei cittadini.
In parole povere, si trattava di tutto ciò che avrei voluto fare per il resto della mia vita.
La mia mente si riempì di così tanti pensieri che neanche mi resi conto dove stavo guardando.
"Cosa?" Alzai lo sguardo dopo pochi secondi.
"Prima di dirtela devo chiedertelo, ricordi qualcosa del tuo incidente?"
Aggrottai la fronte. Ricordavo molte cose, ma non la più importante. Ovvero chi o cosa mi avesse salvato da quel gigante in procinto di mangiarmi.
"Non molto in realtà, ricordo poche cose. Perché?" Chiesi incuriosita.
Il comandante Erwin abbassó lo sguardo e si alzò dalla sedia. Lo vidi camminare fino alla finestra, ma ero fin troppo imbarazzata per guardarlo negli occhi.
Nonostante fosse probabilmente uno dei capitani più buoni e comprensivi, devo ammettere che la tensione che trasmetteva era molta.
Abbassando lo sguardo, la mia mano robotica mi saltó immediatamente agli occhi.
"So che non ti farà piacere sentirlo, ma so chi ti ha salvato la vita." Si giró verso di me con uno sguardo cauto, sembrava concentrato. "Anzi, lo sappiamo tutti, la squadra era lí." Disse avvicinandosi di nuovo.
Sentii una sensazione allo stomaco come se stessi cadendo dal quarto piano, consapevole del fatto che sarei morta in pochi secondi. Una brutta sensazione, insomma.
"Promettimi di non arrabbiarti, April."
Si stava sforzando di scegliere le parole più giuste per dirmi ciò che era successo, ma io odiavo tutta quella suspence.
Immediatamente l'immagine di una persona comparì nella mia mente, speravo solo non si trattasse proprio di quella.