Capitolo 11

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Le labbra di Louis erano sottili, calde e morbide sulle sue. Assolutamente perfette!
Harry aprì la bocca mentre il liscio approfondiva il bacio, le braccia che lo stringevano mentre la lingua si insinuava nella sua bocca. Tremò, non per il freddo ma per il desiderio sopraffacente che lo sommerse con un uragano di sensazioni. Era troppo.
Lo respinse. 

<<Non dovremmo...>>
<<Perché no?>> chiese Louis, sorpreso. 
Harry scosse il capo, incapace di parlare.
Cosa stava facendo? Dimenticando l’intera faccenda del solo per oggi, solo un appuntamento, perché non era così, non faceva così... Specialmente non con un uomo come Louis.
Si spinse indietro e cominciò a pattinare verso l’uscita. L'altro lo raggiunse con facilità, afferrandolo per un braccio e tirandolo di lato. 
<<Lasciami andare....>>
<<Harry, cosa c’è che non va?>>
Il riccio scosse il capo e Louis si accigliò. <<Era solo un bacio.>>
<<Esattamente.>>
<<Cosa intendi dire?>>
<<Io non sono... non faccio...>> Si sentì ridicolmente pudibondo, ma non poteva fare a meno di essere come era. Non poteva fare a meno di sapere che una storiella, persino un solo bacio, con un principe non era nella sua natura. 

Gentilmente, Louis gli posò le mani sulle spalle e lo fece voltare verso di sé. <<Tu non fai... cosa?>>
<<Non faccio cose senza pensare>> sbottò il riccio. <<Non posso spegnere il mio cervello e divertirmi con te, accettare tutto questo fine a se stesso. Mi dispiace, perché tu sei molto bello e affascinante e io mi sono divertito, ma penso che sia ora di mettere uno stop.>>

Louis lo guardò serio e Harry ricambiò lo sguardo, sentendosi ridicolo eppure determinato.
<<Sei meraviglioso quando sei arrabbiato>> gli disse lui, e il riccio si scostò di colpo.
<<Non essere condiscendente.>>
<<Non lo sono.>>
<<Sono serio,Louis...>>
<<Anche io. Oggi sono stato meglio di qualsiasi altro giorno riesca a ricordare...>>
<<Meglio anche di quei party notturni a Cannes?>> sbottò Harry, detestando quello che stava facendo, e tuttavia con il bisogno di farlo.
L’espressione di Louis gelò.
<<Pensavo che avessimo lasciato i gossip e i rotocalchi fuori da questa storia.>>
<<Operazione difficile quando vi compari così spesso.>>
<<E tu credi a tutto quello che leggi?>>
Il riccio sollevò il mento. <<Mi stai dicendo che quelle storie non sono vere, Louis, almeno in parte?>> 

Il liscio esitò e Harry vide la risposta nei suoi occhi. <<Sono vere, in parte>> rispose lui grave. <<Ma questo non significa che io voglia che lo siano.>>
<<Oh, povero piccolo principe che deve partecipare ai party che durano tutta la notte>> lo sbeffeggiò il riccio arrabbiato con lui così come con sé stesso per essersi ficcato in quel ridicolo litigio.
<<Non capisci.>>
<<Hai ragione. E neppure voglio farlo.>>

Non avrebbe dovuto importargli quello che lui faceva, né chi era. Ma era già troppo tardi, gli importava troppo. Tutti quegli anni a tenere alta la guardia e a dedicarsi al lavoro, e poi questo era accaduto nello spazio di un singolo giorno. 

Si girò e si diresse di nuovo verso l’uscita della pista. <<Questo appuntamento è finito.>>

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