Capitolo 4

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Louis osservò il ragazzo di fronte a lui, le guance un po’ arrossate a causa dei due bicchieri di vino che l’aveva convinto a bere, alcune ciocche di capelli che sfuggivano allo stretto chignon, cadendo ad ammorbidire il contorno del viso angelico.

Harry Styles era bello, e il principe si era sentito intrigato ed attratto dal ricciolino fin dal primo momento in cui gli si era avvicinato in aeroporto, con l’aria di dover incontrare qualcun altro. 
Ovviamente credeva a tutto quello che aveva letto di lui sui rotocalchi, e non poteva biasimarlo. Per molti versi avrebbe dovuto esserne contento. Era esattamente per ottenere quel risultato che aveva posato per quelle fotografie, concedendo interviste e dichiarazioni. Desiderava che la gente pensasse che lui fosse il principe casanova. E a giudicare dal modo in cui Harry lo guardava quando pensava di non essere visto – con freddo disdegno – aveva avuto successo.

Purtroppo, in quel momento si sentiva come se avesse fallito.
Era comunque riuscito a farlo scoprire un poco quella sera, chiedendogli di New York, un soggetto abbastanza innocuo -per poi passare a domandargli un poco di lui- che chiaramente per Harry non era un soggetto innocuo. Infatti aveva declinato tutte le domande personali, per tornare invece all’architettura. 

<<Chase Jaminson adopera sempre materiali locali e rinnovabili in tutte le sue costruzioni. E si sforza sempre di inserire i suoi progetti nel paesaggio naturale.>>
<<Ammirevole>> mormorò Louis. Lo sapeva già, ed era per quello che aveva deciso di collaborare con lo studio Jaminson. <<Le interessa l’architettura, Harry?>>
Poteva sembrare una domanda innocente tuttavia le sue guance si tinsero di rosa. <<Certamente>> rispose dopo un secondo di pausa. <<Lavoro per Jaminson, dopotutto.>>
<<Intendevo personalmente. Ha mai pensato di studiare anche lei architettura?>>
Il rossore si intensificò, e quella semplice reazione fece scorrere un flusso di desiderio attraverso il corpo di Louis, che si agitò nella poltrona. <<L’ho fatto>> ammise l'altro, guardando tutt'altro. <<Ma ho completato solo il primo anno.>>
Intrigato, lui si allungò in avanti. <<Che è accaduto?>>
<<La vita>> rispose piano, riportando lo sguardo su di lui. <<La realtà è che non sempre si può avere quello che si vuole. Ma dal momento che lei è un principe, forse non può capirlo.>>
Si stava mettendo sulla difensiva, una tattica con cui il liscio aveva molta familiarità.
<<Per la verità, lo capisco benissimo.>>
Fin troppo...

Il riccio piegò la bocca cinicamente. <<È difficile immaginare quali sogni abbia dovuto sacrificare.>>
<<Ne sono sicuro.>>

Harry bevve un sorso di vino, incontrando il suo sguardo sopra l’orlo del bicchiere. <<Mi dica allora.>> 
<<Dirle?>>
<<Quale sogno ha sacrificato, principe Louis?>>
Il castano si appoggiò contro lo schienale. Quella conversazione stava diventando molto interessante. E pericolosa.
<<Le ho chiesto, anzi... ti ho chiesto>> gli rammentò ammiccando, <<di chiamarmi Louis.>>

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Beh dai cosa ne pensate di questa personcina?

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