Capitolo 15

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Gli occhi di Harry si dilatarono e le labbra si dischiusero. Nessuna parola ne uscì. Appariva così comicamente sorpreso che Louis scoppiò quasi a ridere. Solo che non c’era nulla di cui ridere. Desiderava che dicesse sì più di ogni altra cosa. Voleva che andasse al suo albergo con lui, e voleva far l’amore con lui.

Finalmente il riccio piegò la bocca in un sorriso tremante. <<Se ho avuto una reazione esagerata per un singolo bacio, come pensi che dovrei reagire ora?>>
Lui rise piano. <<Correrò il rischio. Ti voglio, Harry. So che ci conosciamo solo da pochi giorni...>>
<<Un giorno.>> 
<<Ma ci tengo a te. Provo di più per te di quanto abbia provato per una donna o uomo da molto tempo.>>
Strinse le labbra. <<Non so se questo sia significativo.>>

Louis fece una smorfia. Dannazione alla sua reputazione di playboy.  <<Anche così... vuoi venire con me?>>
Per un lungo momento Harry non rispose. Poi guardò su, incontrando il suo sguardo con gli occhi ancora sgranati, e annuì. <<Sì.>>
<<Allora andiamocene>> decise il castano e senza perdere un altro momento intrecciò la mano a quella dell'altro e lo condusse fuori dal museo. 
Fece cenno a un taxi fuori e pochi secondi dopo correvano nell’oscurità, diretti al suo albergo.

Harry teneva il viso rivolto al finestrino e Louis non riusciva a capire cosa stesse pensando, o provando. 
<<Harry?>>
<<Non ti comporti come un principe.>> Si voltò di colpo verso di lui, la voce morbida nel buio. <<Non voli su un jet privato, non hai un’auto al tuo servizio, le tue guardie del corpo non ti seguono a ogni passo.>>
<<Ho dato loro il giorno libero.>>
<<Non vivi in un castello e non vuoi neppure essere re. Non sei affatto quello che mi aspettavo.>>
Lui gli prese la mano e si portò le sue nocche alle labbra. Il riccio rabbrividì in risposta. <<È una cosa così brutta?>>
<<No>> rispose piano. <<No, non lo è. Ma... mi spaventa.>>
<<Perché?>>
<<Perché non so chi sei>> mormorò Harry. <<So solo quello che vorrei che fossi.>>
Il cuore dell'accompagnatore ebbe un pericoloso sbandamento. <<Io sono l’uomo che hai conosciuto in questa giornata>> rispose Louis, la sincerità che risuonava nella sua voce. <<Questo è esattamente quello che sono.>>
Non il principe Payboy dei giornali o delle feste. Non l’uomo che si era aspettato e aveva creduto che fosse, a dispetto di quello che aveva dichiarato di volere.
Aveva bisogno che il mondo credesse che lui fosse quell’uomo. Anche se non lo era. Ma con Harry voleva che fosse diverso. Voleva che conoscesse chi era davvero, anche se la loro relazione non sarebbe potuta andare da nessuna parte. 

Il taxi si fermò di fronte al Mandarin e Louis strinse la mano di Harry.
<<Siamo arrivati.>>

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