Capitolo 12

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Mi auguro possiate perdonare una povera peccatrice!




Louis guardò Harry che barcollava oltre l’uscita e si dirigeva verso la panchina per togliersi i pattini. Sembrava veramente furioso, e in qualche modo senza speranza. Avevano condiviso una giornata così piacevole, come aveva fatto a finire in quel modo, e tanto in fretta? 

Lo vide lottare con i lacci, le dita ovviamente intirizzite, e con una certa esasperata simpatia lo raggiunse e gli sedette accanto. <<Lascia che ti aiuti.>>
<<Non ne ho bisogno...>>
<<Harry.>>

Il riccio si arrese e allungò un piede, il viso contratto. Louis sciolse il nodo dei lacci, sentendo la tensione che attraversava il corpo dell'altro. E di colpo, con una fitta interna, seppe che non era solo riguardo a quel giorno, o riguardo a lui. O al loro appuntamento singolo...
<<Harry>> cominciò mentre gli toglieva il pattino. <<Chi ti ha ferito?>>
Il ragazzo lo fissò, gli occhi pieni di sorpresa e di allarme. <<Cosa?>>
<<Qualcuno ti ha ferito, vero? Un uomo. Un uomo, sospetto, un po’ come me, almeno all’esterno.>>
L'altro scosse il capo piano, gli occhi ancora sgranati, e lui si limitò ad aspettare. <<Come lo sai?>> sussurrò il riccio.
<<Perché devo dire che la tua reazione è stata un po’... esagerata. C’è in ballo di più del nostro appuntamento unico.>>
Sciolse anche gli altri lacci e gli tolse l’altro pattino. <<Quindi racconta.>>

Harry guardò in basso, le ciocche sfuggite allo chignon che cadevano sul viso. Ma Louis poteva vedere lo stesso la liscia consistenza delle sue guance, che il freddo aveva reso rosate.
<<Non è una storia molto interessante>> disse piano, e il suo cuore ebbe un lieve tonfo.
<<Per me lo è.>>
<<Si tratta della classica storia di un ragazzo che spezza i cuori, temo>> raccontò l'altro, cercando di assumere un tono leggero, ma fallendo miseramente. <<È stata raccontata migliaia di volte...>>
<<Non a me.>>

Sospirando, il ragazzo sollevò lo sguardo, un lieve sorriso che curvava la sua bocca rossa e sensuale. <<Sei molto insistente.>>
<<E tu stai gelando. Lascia che ti offra una cioccolata calda, e poi mi racconterai tutti i dettagli.>>
Lo prese per mano e fu contento che non opponesse resistenza. Tuttavia mentre lo conduceva all’interno della caffetteria, si domandò perché stesse compiendo tanti sforzi per quel ragazzo. Perché gli importava così tanto di lui e della sua vita.

Aveva iniziato quella giornata ripetendosi che poteva essere solo quello: un giorno. Era un principe, stava per diventare re, e aveva doveri reali. Una vita da un’altra parte. Non poteva esserci nulla di più tra loro, e nel momento in cui aveva incontrato Harry Styles e aveva capito che non era il genere di uomo con cui trastullarsi per poche ore. E allora, perché era ancora lì con lui?
Perché voleva esserlo. Perché Harry Styles era così diverso dalle altre donne o uomini che aveva conosciuto, e non era pronto a lasciarlo andare.

Anche se, fin troppo presto, era proprio quello che avrebbe dovuto fare.....

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