Capitolo 14

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Harry entrò nella famosa torre a spirale del Guggenheim e si sentì la gola secca. Era circondato da ospiti elegantissimi che reggevano coppe di champagne tra lo scintillare dei gioielli. Nel suo semplice completo aderente color argento si sentiva appena presentabile.
Guardò Louis, che indossava gli abiti formali del suo stato - cravatta bianca e giacca da smoking con fusciacca rossa intorno al petto. Era bello e regale, in qualche modo remoto, e più che mai appariva come un principe, in procinto di diventare re.
La mano di lui scivolò intorno alla sua vita, mentre con l'altra mano sollevava due flute di champagne da un vassoio, porgendogliene uno.

<<Sospetto che sarà una serata molto noiosa>> gli sussurrò in un orecchio. <<Che è il motivo per il quale ti ho chiesto di accompagnarmi.>>
Era per metà girato verso di lui, conscio di come il suo petto aderisse al suo braccio. <<Oh? Sono la tua distrazione, allora?>>
<<Sei la mia salvezza>> ripose l'altro, poi lo guidò in mezzo alla folla.

Le ore seguenti trascorsero in un baleno. Louis era affascinante con tutti, e sembrava conoscere chiunque incontrasse. Lo presentava con noncuranza, e Harry vide la curiosità negli occhi della gente, che certo si chiedeva che tipo di relazione ci fosse tra loro.
Il riccio non spiegò nulla, né lo fece Louis. Che cosa avrebbero potuto dire, in ogni caso? Si erano incontrati soli ventiquattro ore prima, e il tempo che restava loro era limitato.
Tuttavia non voleva che terminasse. Non era ancora pronto a dirgli addio, anche se riteneva che il castano lo fosse. E anche lui avrebbe dovuto esserlo, considerato il proprio passato. Anche se Louis avesse deciso di volere un qualche genere di relazione con lui, che futuro potevano avere? Non era certo adatto a diventare re, e non avrebbe mai più cambiato se stesso per adeguarsi all'ideale di un uomo.

Verso la fine della serata il suo telefono suonò. Harry vide che si trattava di Chase e si appartò per rispondere.
<<Chase? Va tutto bene?>>
<<Sto bene.>> Però non suonava come uno che stava bene. Suonava esausto e persino depresso.
<<Che cosa succede? Incontrerai Louis e...>>
<<Lo vedrò al ballo domani sera.>>
<<Il ballo...>> Harry aveva completamente dimenticato il Jaminson Ball, offerto da Chase e dai suoi due fratelli.

I Jaminson erano una famiglia molto in vista a New York, e il Jaminson Ball era un evento sociale particolarmente ambito. <<E domani mattina?>>
<<Sarò ancora occupato.>>
<<C'è qualcosa che non va?>> Non aveva mai visto Chase assentarsi dal lavoro, soprattutto quando c'era un progetto tanto importante in ballo.
Chase sospirò. <<Niente che non va. È solo accaduto qualcosa di... inaspettato. Puoi tenere occupato Louis per un altro giorno?>>

Un altro giorno. Harry deglutì. <<Sì.>>
<<Grazie, Harry. Lo apprezzo veramente.>>

Alcuni secondi più tardi si salutarono e lui rimase fermo per un attimo, la mente che spaziava. Poi sentì la mano di Louis su una spalla.
<<Va tutto bene?>>
<<Sì, certo.>>
<<Allora che ne dici di andarcene?>>
<<Per andare dove?>>

Louis lo fece girare verso di sé. <<Potresti venire con me al mio hotel.>>






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Cosa ne pensate di questi due giovani sprovveduti? 😏

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