Capitolo 32

4.1K 155 56
                                    


Victoria

-tu sei un pazzo!- grido a mio padre.

-Cosa c'è che non va?- chiede lui sistemandosi meglio sul divano.

-Perché non me lo hai detto prima?- chiedo infuriata.

-Non pensavo fossi una ragazza che avesse bisogno di tempo per scegliere i vestiti da indossare- dice divertito.

-Non sono così e lo sai, basteranno un paio di jeans e una maglietta, non è questo il problema- dico alzando gli occhi al cielo.

-Cosa?- domanda lui spalancando gli occhi.

-Cosa?- domando di rigetto.

-cosa hai appena detto?- chiede di nuovo.

-cosa ho appena detto?- ridacchio.

-Non indosserai mai dei jeans e una maglietta per una cena di lavoro e affari- dice.

-Siamo in casa- dico.
Perché mai dovrei vestirmi come se dovessi andare al gran teatro a vedere "la traviata" per stare in casa con dei signori che avranno il triplo della mia età?!

C'è anche Dyaln.

Lui mi vede sempre in jeans e maglietta.

Menomale che ti vede in jeans e maglietta, pensa tu se ti vedeva senza.

Oggi la mia coscienza è andata a farsi fottere.

-sei in casa di un imprenditore che deve concludere un affare, se solo fossi in condizioni migliori ci saremmo riuniti tutti attorno ad un tavolo di uno dei ristoranti più cari di tutta Manhattan- mi dice serio.

-Non ho null'altro da mettermi- dico cercando di svignarmela.

-I vestiti non ti mancano, ti rifiuti solo di metterli- dice. Cazzo.

-Jeans e maglietta andranno benissimo-dico.

-Non se ne parla Victoria-

-John, ti ricordo che sei stato tu a non dirmi prima di questa stupida faccenda- dico seria e puntandolo.

-Victoria Mason...- inizia.
Ahia, mi ha chiamata con il cognome, la faccenda è seria e lui è arrabbiato. Cavolo.
- Ti vestirai elegante. Ed inoltre, non chiamarmi John, sono tuo padre-

-Posso starmene anche comodamente sopra questa sera- ribatto -voi mangerete ostriche con contorno di vitello e io mangerò una gustosissima pizza prenotata che arriverà puntualmente e..- mi blocca.

-Sei mia figlia, non vieni mai alle cene di lavoro quando sono in un bel ristorante e vorresti svignartela ora che sono a casa tua? No, carissima mia, no,no, tu parteciperai e ti vestirai in maniera femminile una volta tanto- ride dopo aver alzato la voce. È segno che si sta divertendo a vedermi in difficoltà. In modo femminile una volta tanto?

- io e la femminilità non abbiamo molto in comune- dico.

-potrebbe starti simpatica oggi.- risponde.

-John, te lo puoi sognare- e salgo in camera mia.

****

Il campanello suona e io sono costretta ad alzarmi dal letto per andare ad aprire. Mio padre è sempre seduto sul divano e lavora grazie ad un tavolino che ha voluto gli portassi vicino al divano. Apro la porta e mi trovo Leila e Lory davanti a me.

-Tu devi deciderti a informarci prima su certe cose- dice Leila ed entra trascinando un trolley rosa.

-Ma di che cosa stai parlando?- chiedo.

Solo Tu #watts2020Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora