<Taeyong, no. Siamo fratelli>
<Solo di nome, non abbiamo legami di sangue.... e se fossimo stati veramente fratelli ti avrei resa mia comunque>
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An Han-gi è una ragazza semplice. Ha 17 anni, e vive...
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Erano tutti seduti a tavola, e Gi non faceva altro che scrutare la novità della famiglia. Taeyong si sentiva in soggezione. Era osservato da tutti. <Allora Gi sei felice di avere finalmente un fratello?> chiese il padre mentre mangiava un boccone di kimchi con del riso.
La ragazza prese un pezzo di pane e lo mise tra i denti. <Perché lui? Insomma io volevo un fratellino più piccolo, a cui badare. Lui ha la mia stessa età. E in più... mi da sui nervi> disse lei guardando male il ragazzo.
<Se vuoi badare a qualcuno lo sai che c'è Yuna che ha bisogno di una mano con suo figlio> disse la madre portando sulla tavola una ciotola di kimchi e carne.
Han-gi si voltò di scatto verso la madre. <eomma! Lo sai che quel bambino mi odia> disse lei gonfiando le guance.
Taeyong rise sotto i baffi per ottenere un'occhiataccia da parte della ormai sorella.
<Che hai da ridere?> lo rimproverò Gi. <Gi! Smettila di essere così antipatica. Se rispondi ancora male a tuo fratello, o lo tratti male ti sequestrerò tutti i tuoi dispositivi. Chiaro?!> il padre era stanco di sentire le lamentele della ragazza.
<Ma- Appa!-> <Niente ma! Devi essere più rispettosa. Io alla tua età non osavo nemmeno rispondere a mio padre. Perché mi picchiava. Quindi! Zitta e rispetta chi devi. Tra cui tuo fratello> Gi si zittì per pochi secondi.
<Lui non è mio fratello> disse lei per poi alzarsi e andarsene dalla cucina, sotto lo sguardo attento di Taeyong.
<Caro, quando la smetterete di litigare voi due?> chiese in modo calmo e pacato la madre. <Quella ragazzina insolente. Dovevo educarla meglio.> si lamentò l'uomo. Tutti stavano zitti. Era meglio non mettersi contro di lui, e l'unica che l'avesse mai fatto era stata Gi.
La cena durò poco, e fu imbarazzante per Taeyong. Jeki lo guardava come si guarda un alieno, la madre lo cercava di confortare e farlo mettere a proprio agio, mentre il padre... meglio lasciarlo per le sue.
<Ehm.. scusate se ho creato quell'atmosfera poco fa... ecco mi chiedevo solamente dove dormirò?> chiese Taeyong evitandi lo sguardo dell'uomo.
Han-gi fece capolino in cucina, provocando la risata di Jeki.
<che hai da ridere?> chiese scorbutica. <Sei venuta per mangiare qualcosa?> chiese Jeki.
La minore aprì il mobiletto per prendersi la nutella. Tutto quello che voleva era semplicemente un pane alla nutella.
Ma appena prese il barattolo il padre la fermò. <Lascia il barattolo. Te ne sei andata dalla tavola ora non mangerai nulla.> questa sua affermazione fece stringere i pugni alla figlia. <Me ne sono andata perché non voglio mangiare con gli sconosciuti!> ribatté lei.
Il padre sbatté le mani sul tavolo facendola sussultare.
<Basta! Smettila di fare quello che vuoi. Non sei tu il capo qui! Finché vivrai sotto al mio tetto farai quello che dico io. E se ti dico di non mangiare non lo fai.> disse alzandosi guardando la figlia con occhi di fuoco.